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Inception Recensione


Inception Recensione

Recensione Silenzio in sala
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Di film attesi al varco, da pubblico e critica, ce ne sono sempre un discreto numero ogni anno. Ma per pellicole come Inception non possiamo parlare di semplice attesa, quanto di una sorta di bramosia, tanto da parte degli appassionati di fantascienza quanto degli estimatori del regista e autore Christopher Nolan, vero asso nella manica della Warner Bros.

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Voto Silenzio in Sala: 4.5/5
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e artefice, oltre che di pellicole di indubbio valore artistico e letterario come Memento e The Prestige, della rinascita dell'uomo pipistrello, tramite i due acclamatissimi Batman Begins e Il Cavaliere Oscuro. Su Inception, fino a poco prima dell'uscita del film, i dettagli rilasciati erano volutamente pochi, ma intriganti: Nolan lo definiva soltanto come un thriller fantascientifico “ambientato nelle architetture della mente”. Ora che il film è uscito un po' in tutto il mondo (con l'Italia purtroppo in coda nella lista dei paesi che lo accolgono nelle sale), l'immaginifico universo onirico intelaiato per noi dal regista inglese è finalmente pronto ad essere scoperto, ammirato, re-immaginato dal suo pubblico. Questa volta la scena del crimine... è la vostra mente.

Dom Cobb (Leonardo DiCaprio) è il migliore in quello che fa. Ma quello che fa è decisamente atipico: si infiltra nei sogni delle persone, per poterle poi derubare di informazioni importanti proprio quando la mente è più vulnerabile e l'immaginazione è al potere. Ma Cobb è anche un uomo roso dal senso di colpa e con un unico, impossibile desiderio: tornare a casa.

Ora che il film è uscito un po' in tutto il mondo (con l'Italia purtroppo in coda nella lista dei paesi che lo accolgono nelle sale), l'immaginifico universo onirico intelaiato per noi dal regista inglese è finalmente pronto ad essere scoperto, ammirato, re-immaginato dal suo pubblico

Quando un potente uomo d'affari gli propone il colpo della vita, Dom è combattuto, ma si imbarca lo stesso in un'avventura oltre ogni limite, insieme ad un team altamente specializzato, per riuscire dove nessuno è mai riuscito prima. O almeno è quel che credono.

Straordinaria la nuova creatura di Nolan, abituato sì a stupirci con veri giochi di prestigio intagliati tra una scena d'azione e l'altra, ma mai prima d'ora così immaginifico e al contempo così semplice. Inception, infatti, nonostante il timore che il prodotto finito potesse risultare estremamente cervellotico, riesce con estrema leggerezza a portare avanti e far comprendere al pubblico medio concetti astrusi e orizzonti mentali sconfinati senza troppa fatica. Nolan, invece, stupisce tutti e impara - dai videogiochi, da film con tematiche simili come The Matrix, dai suoi stessi precedenti - a strutturare il tutto in maniera sì complessa come un puzzle, ma secondo livelli alla portata di tutti, equilibrando con maestria azione e ragione, così come nei suoi sogni Cobb mixa ragione e sentimento, fantasia e perfetta architettura.

Vi riesce tramite un lavoro visivo eccellente e visionario, con un montaggio efficacissimo, una fotografia di prim'ordine e delle scenografie ricreate in parte al computer e in parte ricercate ai quattro angoli del globo. Per non parlare degli effetti visivi, che settano nuovi standard dal punto di vista delle possibilità e soprattutto dell'originalità. Lo fa tramite una concettualizzazione prima, e una rappresentazione, dopo, semplice ma estremamente efficace dei meccanismi del sonno e del sogno, coadiuvato anche dal sempre grandissimo apporto di un Hans Zimmer che supera se stesso nel generare atmosfere sonore. E infine, lo fa tramite un cast di attori che vede tra le sue fila cinque nominati agli Oscar e due premiati.

Un incrocio perfettamente bilanciato di azione e affascinanti tematiche fantascientifiche, come davvero non se ne vedeva da tempo, graziato inoltre da ottimi dialoghi, grandi interpreti e una tecnica da stato dell'arte. Certo, potrà non piacere a tutti, vuoi per l'estrema lunghezza, vuoi per l'appeal videoludico delle scene d'azione, vuoi per la fumosità della tematica (nei sogni è possibile tutto e il contrario di tutto). Ma crediamo davvero che uno spettacolo di queste proporzioni, così coerente ed accorato, poteva proporlo solo Christopher Nolan: in mano a qualcun altro avremmo avuto solo visioni convulse ed esplosioni.

di Marco Papaleo
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