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The Umbrella Academy Recensione stagione 1


The Umbrella Academy Recensione stagione 1

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Serie tv targata Netflix, basata sull'omonimo fumetto di Gerard Way del 2007, The Umbrella Academy è formata da 10 episodi, disponibili sulla piattaforma streaming dal 15 febbraio 2019. Già nel 2010 era stata ipotizzata una versione cinematografica dalla Universal Studio, che non è mai andata in porto. Nel 2015 è trapelata la notizia che il fumetto sarebbe divenuto una serie ed è stato annunciato che Netflix avrebbe dato il via alla produzione. Un annuncio sui social media a inizio aprile ha parlato di una seconda stagione, che dovrebbe andare in onda nella seconda metà del 2020. Una notizia che non sorprende, dato il successo di quello che è diventato uno dei titoli più visti su Netflix.

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La squadra
Il 1 ottobre 1989, 43 donne in tutto il mondo partoriscono contemporaneamente, senza essere incinte. 7 di questi bambini vengono adottati da Sir. Reginald Hargreeves, un ricco miliardario scapolo che vuole creare una squadra di supereroi: The Umbrella Academy. Non si prende nemmeno la libertà di dare ai ragazzi un nome, ma solo un numero. I nomi che li accompagneranno nella vita verranno dati loro da un androide che incarna l'ideale di madre.

Numero 1 è Luther (Tom Hopper): il suo potere è la super forza. Unico dei fratelli a non aver mai abbandonato la squadra, vive da anni sulla Luna per portare avanti un progetto del padre. Numero 2 è Diego (David Castañeda). Ha il potere di dirigere gli oggetti dove preferisce, prediligendo i coltelli. Ha ormai abbandonato da anni la squadra e vivecome vigilantes, con tanto di tuta attillata e mascherina. Numero 3 è Alison (Emmy Raver-Lampman). Il suo potere è manipolare la mente di chi l'ascolta. Attrice di successo, sta affrontando il divorzio dal marito e l'allontanamento dalla figlia. Numero 4 è il tormentato Klaus (Robert Sheehan), il cui potere è quello di vedere e parlare con i morti. Numero 5 (Aidan Gallagher) è l'unico della squadra a non avere un nome; non è in grado di controllare i suoi poteri di teletrasporto e viene sbalzato avanti nel tempo in un futuro post-apocalittico, dove è l'unica persona rimasta in vita. Quando riesce a tornare, è praticamente un cinquantenne nel corpo di un bambino. Numero 7 è Vanya (Ellen Page), l'unica della squadra che sembrerebbe non avere poteri.

Persi i contatti da anni, i fratelli si ritrovano per uno spiacevole frangente: il funerale del padre. Qui attriti e incomprensioni tornano a galla, ma la comparsa le notizie portate da Numero 5 sull'apocalisse che colpirà la terra in 8 giorni convince la vecchia squadra a collaborare. Ma il lavoro sarà più difficile del previsto. In più ci sono anche Cha Cha (Mary J. Blige) e Hazel a mettere loro i bastoni tra le ruote.

La musica diventa una vera e propria protagonista, quella che permette alla scena di decollare.

Run boy run
Uno dei personaggi sicuramente più interessanti della serie è Numero 5. La bravura di Eidan Gallagher, nonostante la giovane età, è quella di dare l'idea di un uomo adulto che ne ha viste di cotte e di crude, intrappolato nel corpo di un ragazzino. Questo personaggio racconta la risolutezza e la disperazione di un uomo che, dopo aver vissuto anni in solitudine, vede la propria “famiglia” che non smette di farsi la guerra. Le sue scelte sono le più coraggiose tra quelle della serie.

Hello Goodbye
Altro personaggio molto interessante è Klaus, dotato di un potere inquietante e difficile da controllare e usare. Klaus è il personaggio queer e BDSM della serie, interpretato da Robert Sheehan, che aveva già dimostrato la sua bravura in un personaggio borderline nella serie Misfits, dove interpretava Nathan. Dipendente da droghe e alcool, colorato e fuori dagli schemi, è il personaggio che evolverà maggiormente nella stagione, fino a riuscire a controllare i suoi poteri e poterli utilizzare per combattere insieme ai fratelli. È la parte comica del gruppo, ma allo stesso tempo è il più sensibile. Lo proverà una storia d'amore che va oltre il tempo, sicuramente la parte più romantica e straziante di tutta la stagione: speriamo che venga sviluppata nella seconda stagione.

Momenti cult

- La rissa da Griddy's Doughnuts;
- Numero Cinque fa il salto fatale nel futuro sulle note di Run Boy Run;
- Il ballo “collettivo” al ritmo di I think we're alone now di Tiffany.

L'importanza della musica
Presente in tutte le sequenze di un certo livello, la musica diventa una vera e propria protagonista che permette alla scena di decollare. Le canzoni scelte sono perfette anche nei testi, al punto di diventare una vera e propria narrazione di ciò che stiamo vedendo. Permettono allo spettatore di entrare ancora più in empatia con il personaggio e desiderare ardentemente l'episodio successivo.

In particolar modo, le sequenze più significative sono la rissa da Griddy's Doughnuts, con la canzone Istanbul, not Constantinople dei They Might Be Giant e il salto fatale nel futuro di Numero 5, sulle note di Run Boy Run dei Woodkid. Entrambe descrivono la situazione di Numero 5: nella prima il non potere tornare indietro, lasciarsi alle spalle qualcosa che non esiste più; nel secondo caso il ritorno alla lotta, per combattere con la sua famiglia. Altra sequenza molto significativa, quella in cui i fratelli si mettono tutti a ballare, da soli, in ogni stanza della grande casa, la hit anni '80 I think we're alone now di Tiffany, momento di distensione dopo un inizio non molto facile.

di Samantha Ruboni
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