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Recensione Silenzio in sala
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Siamo al secondo round. Arriva dolceamaro e pronto ad essere spacchettato nel mese di San Valentino, l’ultimo capitolo della guerra dei sessi condotta da Fausto Brizzi, Femmine contro maschi.

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Voto Silenzio in Sala: 3.0/5
Voto utenti: 3/5

Seconda parte di una insolita collaborazione tra Medusa e 01, e girato, come dittico comanda, in contemporanea a Maschi contro femmine (tra Torino, Novara, Livorno, Vado Ligure e Ancona), il film nasce come spin-off del precedente e ne sviluppa storie e personaggi secondari.

L’androloga Anna (un mestiere, un universo, nella figurina irriverente di Luciana Littizzetto) e il benzinaio Piero (Emilio Solfrizzi, un vero spasso) si sopportano e si amano da vent’anni. Lei torinese colta e affettuosa, lui traditore allegrotto, poco raffinato e per giunta meridionale. Quando un provvidenziale incidente fa perdere a Piero la memoria, Anna lo “riformatta”, cercando di tramutarlo nell'uomo perfetto. Parte così una rieducazione forzata: Piero si trasforma in un irresistibile maggiordomo operoso, amante, massaggiatore all’occorrenza, cuoco, senza amici né passioni calcistiche. Un cyborg incompiuto, fin quando un’antica consapevolezza lo assale. Abbiamo poi il bidello Rocco e l'impiegato Michele (Ficarra e Picone), fedelissimi beatlesiani che suonano in una cover band. Paul McCartney e John Lennon sul palco della sagra della salsiccia.

Lei torinese colta e affettuosa, lui traditore allegrotto, poco raffinato e per giunta meridionale

Le rispettive compagne non vedono di buon'occhio la loro passione, tanto che Michele tiene la moglie Diana (Serena Autieri, donna in carriera) all'oscuro del suo impegno con il gruppo. Tuttavia, quando Rocco viene buttato fuori casa dopo l'ennesimo litigio con la compagna (la maestrina Francesca Inaudi) e chiede asilo presso l'amico, i due dovranno evitare in tutti i modi che Michele venga scoperto. Il ménage a trois finisce per forzare l’equilibrio di coppia, tanto più che Diana aspetta un bambino e i due, inseparabili epigoni imparruccati, si stanno preparando per un’importante gara canora che sognano di vincere. Si passa al chirurgo plastico Marcello (Claudio Bisio) e l'impiegata Paola (Nancy Brilli), una coppia divorziata da anni con 2 figli adolescenti.

Si riuniscono sistematicamente fingendo di essere uniti solo quando vanno a trovare la mamma di lui (Wilma De Angelis) un’arzilla vecchietta che vive fuori città, ottantenne e di cuore capriccioso. Marcello soffre di mammismo e non ha mai trovato il coraggio di confessare il fallimento del suo matrimonio, per non creare dispiacere. Assegna così a tutti una parte, barcamenandosi in stravaganti messe in scena in cui ridiventa marito in carica e padre. Quando un bizzarro cardiologo-rosticcere (il bravo Gigio Alberti) diagnostica alla donna pochi giorni di vita, lei chiede di poterli passare con la sua famiglia a casa loro. Marito e moglie si ritrovano così a vivere forzatamente insieme e a recitare la parte della famiglia felice, mentre la presenza della simpatica nonna si fa sempre più invadente. Nel frattempo il figlio più piccolo Lorenzo (Edoardo Cesari), si innamora di una sua compagna di classe e sceglie proprio il bidello Ficarra come personale suggeritore d’amore. Un disastro preannunciato.

Nuovi capitoli per un cast stellare e un gioco curioso di incastri che incrocia vite e destini dei protagonisti a contendersi eternamente in un arcaico conflitto tra sessi. In Femmine contro Maschi si intrecciano le nevrosi e le buffe inibizioni delle donne, intorno al tema generale della disperata ricerca dell'uomo ideale. Donne aggressive, spesso destinate a missioni impossibili. Donne accusatrici, ispettrici, femmine che hanno lo scudo e l’elmetto. Sono belle, forti ed emancipate, ma non possono fare a meno di amare l’uomo imperfetto che le affianca: quello che si dimentica le date, che pensa al fantacalcio e alle figurine, che sgambetta dietro alle gonnelle, che non si dispiace mai. L’uomo pragmatico, quello semplice, sempre bimbo, ossessionato dallo sport. L’uomo difettoso, vittima del cameratismo, costretto a reprimere e a proteggere le sue passioni dal furore femminino. Brizzi compone un mosaico scanzonato di maschi tenuti sotto il tacco da femmine-padrone che li vorrebbero diversamente maturi.

Dalla penna sempreverde di Martani-Bruno-Pulsatilla, la classe di ferro è tornata. Alla regia trova conferma un buon osservatore, veloce e in equilibrio stabile sui cambi di registro. Convivenze, amore, relazioni, ognuno con le proprie passioni. Divertenti luoghi comuni e sincere generalizzazioni. Gli intrecci, al solito, crescono e si complicano. I fili si riannodano e molti nuovi link vengono attivati. Brizzi innesca una miscela divertente ed esplosiva ficcando il dito negli italici vizietti. A briglie sciolte, asseconda furbescamente una spiccata operazione di product placement e location placement. Ma è ormai parte del gioco. Rincorre a perdifiato il modello anglosassone nei fasti di Notthing Hill, realizzando una classica commedia romantica in piena calura torinese e affidandosi alla leggerezza con una punta di sano cinismo. Il meccanismo è collaudato e sempre ben oliato. L’equivoco ancora dietro l’angolo ed il senso dei tempi comici impagabile, buon ritmo e parole usate con brio. Alla fine, si sa, piovono baci e soluzioni. I protagonisti di Maschi contro femmine, (Fabio De Luigi, Giorgia Wurth, Nicolas Vaporidis, Giuseppe Cederna, Paola Cortellesi, Alessandro Preziosi, Paolo Ruffini, Carla Signoris e Lucia Ocone), inalterata la propria identità di personaggi, migrano in massa per camei o piccoli ruoli insieme ad alcune importanti new entries: Autieri, Inaudi, Ficarra & Picone (come Totò e Peppino alla ricerca delle parole perdute per una lettera d’amore e interpreti di gag sempre piacevoli, miracolosamente esenti da cadute di stile). Poca action e tanta musica. Bora Bora ed Egitto in Toscana per far contenta la nonna e filmini di viaggio taroccati. Special guest: Francesca Piccinini.

di Erika Di Giulio
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