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Piranha 3D Recensione


Piranha 3D Recensione

Recensione Silenzio in sala
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Carriera peculiare quella del regista d'oltrealpe Alexandre Aja. Nel 1999 esordisce con il fanta-apocalittico Furia e nel 2003 si impone all'attenzione del grande pubblico di genere con lo psico-thriller Alta Tensione, ma passato oltreoceano pare specializzarsi in remake.

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Voto Silenzio in Sala: 3.0/5
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Ormai ci si è quasi stancati di ripetere che tutta questa frotta di rifacimenti non fanno altro che sottolineare la mancanza di idee che aleggia a Hollywood, e specialmente in campo horror le mayor non sanno più dove andare a pescare dopo aver saccheggiato i mostri sacri (Freddy, Jason, Michael e Faccia di Cuoio) e piccoli cult degli anni '70/'80 (Hitcher, San Valentino di sangue, l'annunciato Hellraiser). Ma ogni tanto, in quest'arida pianura di produzioni, qualche germoglio da salvare spunta tra le sterpaglie secche. È il caso de Le colline hanno gli occhi, rifacimento dell'originale di Craven, in cui proprio Aja era riuscito a trasporre e infondere una violenza disturbata decisamente più efficace rispetto all'originale, oltre che una interessante contestualizzazione (le radiazioni e i campi di prova delle atomiche). E sempre lo stesso Aja (dopo la trascurabile parentesi di Riflessi di Paura) è stato chiamato a dirigere Piranha 3D, remake dell'omonimo film d'esordio di Joe Dante.

A partire dal prologo, l'eco-vengeance di Aja prende subito le distanze dall'originale: i pesci infatti non sono frutto di un esperimento del governo bensì creature preistoriche rimaste intrappolate in un bacino sotterraneo del Lago Vittoria, sopravvissuti nei millenni cannibalizzandosi a vicenda. Quando un terremoto apre loro una via di fuga verso il lago, inizia il panico, specialmente se la città è assediata da frotte di ragazzi ansiosi di buttarsi in acqua per godersi il break di primavera.

Certo, il film di Dante non brillava di originalità: c'era il merito di sfruttare la scia vincente lasciata da Lo Squalo e di sostituire il bestione con tanti pesciolini affamati e letali, ma la storia era perlopiù piatta e con personaggi decisamente schiavi del genere. Migliorarlo, insomma, non era molto difficile, e se Aja si fosse limitato a qualche aggiustamento qua e là, allora ci saremmo ritrovati a vedere l'ennesimo remake insulso. Quello che viene messo in scena, invece è un'autentica perla del genere.

È il caso de , rifacimento dell'originale di Craven, in cui proprio Aja era riuscito a trasporre e infondere una violenza disturbata decisamente più efficace rispetto all'originale, oltre che una interessante contestualizzazione (le radiazioni e i campi di prova delle atomiche)

Tutti i ponti con l'originale del '78 vengono troncati, reinventando l'origine dei pesci carnivori, i personaggi, le vicende, la location, il tutto con un occhio di riguardo al cinema sboccato, esagerato e sporco delle grindhouse. La pellicola che ne esce è un prodotto onesto oltre ogni dire, che supererà di gran lunga le aspettative dei fan del genere. La sovrabbondanza gratuita di nudità, scene di sesso (anche lesbo, la sequenza sott'acqua è stata giudicata una delle scene più sensuali del 2010) e bellezze in bikini praticamente ovunque, unitamente ai venti minuti davvero impressionanti dell'attacco dei piranha alla baia (degni di entrare negli annali della storia del gore cinematografico merito specialmente di Greg Nicotero meritevole erede di Tom Savini) rendono la pellicola il sogno di qualsiasi amante del voyeurismo e del Grand Guignol.

Il cast è straordinario, pieno zeppo di cammei e vecchie glorie: si parte con Richard Dreyfuss che parafrasa/sbeffeggia il suo ruolo ne Lo squalo, per continuare con Jerry O'Connell (il paffuto Vern di Stand by me e l'ex sex symbol de I Gattoni), le due pornodive Kelly Brook e Riley Steele caricature di loro stesse, Christopher Lloyd che ancora interpreta uno scienziato squinternato, il duro Ving Rhames (il Marcellus Wallace di Pulp Fiction) e si conclude con Eli Roth come giudice di Miss Maglietta Bagnata.

Al di là della discutibile morale contenutistica, Piranha 3D è un film oltraggioso ed eccessivo come non capitava di vedere da tempo: non sono cose di tutti i giorni assistere a una ragazza che si spezza letteralmente in due sulla spiaggia o due piranha che si contendono un pene da divorare. I benpensanti o i teenager di prima leva non approveranno, ma gli appassionati duri e puri ci andranno a nozze.

di Marco Filipazzi
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