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Recensione Silenzio in sala
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Quando si parla di commedia italiana, spesso, vengono i brividi dietro la schiena al solo pensiero. Volgare, ottusa, ripetitiva: questo il responso degli ultimi prodotti nostrani.

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Voto Silenzio in Sala: 3.0/5
Voto utenti: 3/5

Sembra strano, dunque, che l'opera prima di Massimiliano Bruno, co-sceneggiatore di tutti i prodotti di Fausto Brizzi, si distingua dalla massa. Eppure, la simpatia di Paola Cortellesi, il fascino romano di Raoul Bova e la spontanea ironia di Rocco Papaleo sono gli ingredienti esplosivi per questa nuova ricetta nostrana.

Alice è una giovane aristocratica romana con la puzza sotto al naso. Non ha mai avuto problemi di soldi, almeno finché un incidente d'auto le porta via il marito fedifrago. Sommersa dai debiti, è costretta a trasferirsi con il figlio in una baracca al centro di Roma sud tra immigrati di tutte le nazionalità e cittadini coatti. Inevitabile, dunque, l'invasione di vicini curiosi (e rumorosi), la conoscenza dell'irruento e razzista portiere del palazzo e gli scontri con l'affascinante negoziante Giulio. Ma i soldi comunque non bastano per pagare i debiti né per arrivare a fine giornata; istruita dalla provocante Eva, Alice imparerà a gestire una doppia vita: pubblicamente una mamma modello, in privato una seducente escort. Ma se l'amore, improvvisamente, arrivasse nella sua vita? Alice si metterà coraggiosamente in discussione disposta a rinunciare a tutto e a tutti, tranne che a suo figlio.

Nessuno mi può giudicare è una commedia leggera e frizzante che facendo il verso alla canzone di Caterina Caselli chiama in causa direttamente lo spettatore.

Alice è una giovane aristocratica romana con la puzza sotto al naso

Dietro ogni battuta, dietro ogni risata, si nasconde infatti una vena polemica – nemmeno troppo nascosta – che rimanda alla situazione socio-politica attuale, alla difficoltà (condivisa) di mantenere la famiglia e, soprattutto, di farlo con il sorriso sulle labbra. Paola Cortellesi, forte di una buona preparazione teatrale, si mostra istrionicamente disponibile al cambiamento del suo personaggio, degnamente spalleggiata da un Raoul Bova che risulta al massimo della forma. Alla riuscita della pellicola contribuisce anche uno splendido Rocco Papaleo che insieme a Lucia Ocone, Anna Foglietta (davvero memorabile senza le vesti di poliziotta!) e Dario Cassini sembrano recitare più per divertimento personale che per contratto. Insomma, non ci sono più le femmine contro i maschi, né i maschi contro le femmine: ci sono soltanto uomini e donne che vivono alla giornata come meglio possono.

di Martina Calcabrini
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