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Recensione Silenzio in sala
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Durante la stagione della moda milanese si svolge la sfilata del famoso stilista Federico Marinoni (Richard E. Grant) che non manca mai di sfoderare in passerella Alexandra (Alexandra Burman), la sua modella prediletta.

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Finito di lavorare la ragazza va a divertirsi con degli amici in un locale ma mentre sta tornando a casa viene investita da una macchina. Le indagini sul caso vengono affidate a Vincenzo Malerba (Francesco Montanari) che è fermamente convinto che l’incidente non sia stato affatto casuale visto che qualche anno prima un’altra modella dello stesso atelier si era apparentemente suicidata. Intanto l’assistente di Marinoni, Heidi (Claudine Wilde), viene inviata in giro per il mondo in cerca di una sostituta di Alexandra che trova casualmente a Stoccolma, qui si imbatte in una giovane fioraia di nome Britt (Vanessa Hessler) che porta con sé a Milano suscitando subito invidie e gelosie soprattutto da parte di Cris (Virginia Mars), anche lei modella e miglior amica della ragazza defunta. Quando anche quest’ultima viene trovata morta parte la caccia all’assassino.

Non sequel, non remake ma piuttosto reboot, così è stato definito Sotto il vestito niente – L’ultima sfilata il nuovo film di Carlo Vanzina autore nel 1985 del celebre Sotto il vestito niente che ebbe anche un seguito flop nel 1988 ad opera di Dario Piana. Scritto in collaborazione con Enrico Vanzina e Franco Ferrini, fedele sceneggiatore di Dario Argento, i fratelli per eccellenza della commedia italiana portano sullo schermo un giallo attingendo dal passato e riproponendo uno dei loro più noti marchi di fabbrica, perché tale si può definire una pellicola il cui titolo è perfino rientrato nel gergo comune. L’ambientazione è sempre quella gelida e spietata delle passerelle milanesi, con gite di piacere a Roma, Bassano del Grappo, Svezia e Svizzera alla ricerca di un ridicolo senso di internazionalità. «In un periodo di overdose di commedie io e mio fratello abbiamo provato a cambiare prospettiva pensando che potesse essere una scelta vincente cercare di portare il pubblico al cinema facendolo emozionare, spaventandolo, divertendolo ed intrattenendolo con strumenti diversi dalla risata.» Impossibile non fare del sarcasmo quando l'affermazione proviene dai Vanzina, proprio coloro che dagli anni Ottanta sono stati fra i maggiori promotori e diffusori di quella facile commedia volgarmente caciarona, gallina d’oro e al contempo arma di distruzione di una cinematografia alla quale un tempo veniva attribuito un certo prestigio.

Intanto l’assistente di Marinoni, Heidi ([Claudine Wilde]), viene inviata in giro per il mondo in cerca di una sostituta di Alexandra che trova casualmente a Stoccolma, qui si imbatte in una giovane fioraia di nome Britt ([Vanessa Hessler]) che porta con sé a Milano suscitando subito invidie e gelosie soprattutto da parte di Cris ([Virginia Mars]), anche lei modella e miglior amica della ragazza defunta

Qualcuno dirà saggiamente che anche nel cinema bisogna mangiare, ma almeno che si evitassero critiche intellettualistiche perché a volte a stare in silenzio si fa più bella figura.

Inquadrature del duomo ogni volta che l’azione si sposta a Milano, la mamma umile sartina che riesce a leggere una lunga lettera in tedesco in due secondi per poi morire d’infarto (logicamente mentre è al telefono col figlio) dopo aver appreso della terribile notizia, fioraie svedesi che appena giunte a Milano parlano già perfettamente l’italiano, coltelli in vista e mani di assassino con guanti di pelle nera, siciliani buzziconi e milanesi che parlano e si vestono sempre in maniera impeccabile, rallenty drammaturgicamente strategici che si soffermano sul volo fatto dal corpo di Alexandra investita da un’auto, e per finire alcol e scontatissime piste di droga in cui si rifugiano modelle e uomini d’affari. È inutile giocare a fare Alfred Hitchcock e infarcire il film di citazioni colte, per altro precisamente dichiarate ed elencate dallo stesso regista, quando non si è nemmeno in grado di superare il livello, quasi sempre medio basso, di una fiction televisiva. Sotto il vestito niente - L’ultima sfilata è un film approssimativo da tutti i punti di vista, un polpettone familiare patinato e pretenzioso che si definisce thriller o giallo a sproposito. Al massimo si potrebbe parlare di parodia.

di Tania Marrazzo
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