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Boris - Il Film Recensione


Boris - Il Film Recensione

Recensione Silenzio in sala
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Non sono poche le serie tv che nel corso del tempo hanno tentato l'assalto al grande schermo con risultati alterni. A provarci ora è Boris, serie italiana che vede protagonista la disastrata troupe di una fiction televisiva di pessima qualità, tra attori egopatici, necessità di produzione e ingerenze politiche.

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Al timone ancora Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo, che mettono in scena tutti i personaggi che hanno reso la serie un fenomeno televisivo, con l'aggiunta di alcuni personaggi inediti e ospiti d'onore come Nicola Piovani e Frankie Hi NRG.

Il regista Renè Ferretti è al limite. Frustrato e stanco abbandona il set dell'ennesima produzione, perdendo lavoro e raccomandazioni. Dopo un periodo di crisi sembra però arrivare l'ultima, vera occasione di riscatto: la possibilità di portare sul grande schermo un film impegnato e difficile, basato su un grande best seller, con i migliori attori italiani. Perché il film arrivi sul grande schermo però bisognerà convincere in primo luogo i responsabili della sezione cinema delle reti nazionali, da sempre territorio della sinistra intellettualoide, per poi realizzare il lungometraggio facendo i conti con sceneggiatori svogliati, attori difficili e con i membri della "vecchia squadra" desiderosi di partecipare all'avventura. Riuscirà Renè Ferretti a compiere il grande salto con l'opera più importante della propria carriera?

Come è lecito e giusto aspettarsi Boris - Il Film è un prodotto indirizzato fondamentalmente agli amanti della serie. Nell'avventura cinematografica della troupe non mancano tutti i tormentoni più amati dai telespettatori, accompagnati da apparizioni di (quasi) tutti i personaggi che si sono susseguiti sullo schermo nell'arco di tre serie. Ciò che va a costituire il vero valore aggiunto dell'uscita cinematografica è proprio l'ambientazione, che riesce a trasportare il sarcasmo e la critica nei confronti dello stato delle cose dell'industria italiana dell'intrattenimento anche nel mondo delle produzioni su grande schermo.

Frustrato e stanco abbandona il set dell'ennesima produzione, perdendo lavoro e raccomandazioni

Le vicende propongono un quadro desolante del cinema, un ambiente senza spazio per sogni o ambizioni, regolato dalle stesse stanche meccaniche, ma con alcune (non) sostanziali differenze di bandiera politica e disponibilità economica. La frecciata funziona e propone personaggi inediti memorabili e divertenti basati su veri archetipi attoriali del bel paese. La gag è ovviamente dietro l'angolo e non si salva nessuno: dal miscuglio tra Margherita Buy e Laura Morante costituito da Marilita Loy (interpretata dalla brava Rosanna Gentili), al giovane attore italiano impegnato Francesco Campo (Claudio Gioè). La regola sovrana è quella di un contrappasso dantesco in cui più bravo è l'attore, più soffre di turbe psicologiche e non solo, in un ritratto feroce e divertente del mondo dello spettacolo di un paese in cui - citando il film - l'unica cosa seria rimasta è la ristorazione.

Boris - Il Film scorre bene e senza intoppi, con un ritmo scandito dalle gag che non sacrifica un senso di trama più compiuto, riuscendo ad essere un buon film e non solo un feticcio per appassionati (che comunque, parliamoci chiaro, saranno gli unici a poterselo godere appieno).

Resta in sospeso il giudizio sulla necessità di portare avanti un discorso sullo stato del cinema italiano che si innalza appena un pelo oltre quello "da bar". Tra stoccate all'onnipresente cinepanettone e sferzate su un paese in cui tutto è governato da politica e raccomandazioni, la sensazione è che forse il film, nonostante sia divertente, non ci racconti nulla che non sapessimo già da tempo, e di cui non abbiamo già parlato in abbondanza al pub, con gli amici, tra la terza e la quarta birra.

di Luca Mogini
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