Ricerca avanzata
Film Serie TV

film

Al cinema Tutti i film Recensioni Film Recensioni Film Utenti

serie TV

Tutte le serie Recensioni serie

articoli

News Approfondimenti Editoriali
facebook twitter google plus

X-Men: L'inizio Recensione


X-Men: L'inizio Recensione

Recensione Silenzio in sala
Recensioni utenti

Infanzia e giovinezza di Charles Xavier e Erik Lensherr, destinati a diventare, rispettivamente, il Professor X e Magneto. Un'amicizia che si tramuta in rivalità, sullo sfondo le crescenti tensioni belliche tra Stati Uniti e Russia durante l'epoca JFK, quando il mondo venne a conoscenza dell’esistenza dei mutanti.

VOTA
il tuo voto
/5
Esprimi il tuo voto su questo film:

.
.
.
.
.
Voto Silenzio in Sala: 3.5/5
Voto utenti: 3/5



L'ultimo capitolo dell’ormai celebre saga sugli uomini X è forse l’episodio maggiormente “singeriano” dell’intera epopea cinematografica iniziata nel 2000. Matthew Vaughn porta sul grande schermo un prequel che dichiaratamente si rifà alle origini del progetto, vuoi per un incipit ripreso pari pari dal primo X-Men, vuoi per un soggetto, curato guarda caso proprio da Bryan Singer, che lascia trapelare evidenti rimandi di fondo alla poetica dell’autore de I soliti sospetti: regista da sempre invaghito delle dinamiche malefiche appartenenti ai suoi personaggi, sani portatori di malvagità (assieme alla Seconda Guerra Mondiale la vera ossessione del cineasta in questione) pronti a passarsi il testimone ad un passo dall’epilogo narrativo. Di X-Men: L'inizio affascina la struttura circolare, dove lo step iniziale riprende un film di Singer mentre quello conclusivo altro non fa che cristallizzarne il pensiero di fondo: il male non muore mai, è per sua natura immortale e, nel peggiore dei casi, cambia testimone per sopravvivere, riproducendosi, in un futuro eterno e prossimo nelle gesta del nuovo prescelto. Ecco che il passaggio di consegne tra il perfido Sebastian Shaw e il megalomane Magneto non può non rimandare a quanto avvenne durante l’atto finale de L’Allievo (1998), dove il decrepito e morente Ian McKellen investiva, dopo averlo sagacemente allevato, il giovane Brad Fenfro della sua mortale aura.

Il potenziale di X-Men: L'inizio sta tutto nel suo alfa e omega di racconto, un cinecomics dal passo misurato, classico nel suo incedere eccessivamente chiarificatore e al tempo stesso maturo nell’animo, in quanto prodotto possibile perché figlio dell’era post Watchmen, episodio politico che ha abituato il pubblico ad amalgamare storia vera, coscienza del messaggio e intrattenimento allo stato puro. Matthew Vaugh riparte proprio da lì, non esita a tirare in ballo l’alba della Guerra Fredda e la dicotomia interpretativa che scandisce la vita degli amati/odiati mutanti, sfruttati e poi temuti proprio come i personaggi affrescati da Alan Moore e trasposti da Zack Snyder. Dopo Kick-Ass (a guardarlo bene un Watchmen in piccolo dall’animo giocherellone) un bel banco di prova, superato non senza qualche affanno (decisamente troppi i 132 minuti di durata), altrettante trovate umanizzanti (gli amletici dubbi di La Bestia e Mystica che tanto ricordano i sofferti interrogativi di Rogue) e citazioni probabilmente involontarie (la riunione dei giovani mutanti nella stanza della CIA fanno tornare in mente la serie tv britannica Misfits).

Di affascina la struttura circolare, dove lo step iniziale riprende un film di Singer mentre quello conclusivo altro non fa che cristallizzarne il pensiero di fondo: il male non muore mai, è per sua natura immortale e, nel peggiore dei casi, cambia testimone per sopravvivere, riproducendosi, in un futuro eterno e prossimo nelle gesta del nuovo prescelto

Niente a che vedere con la perfezione di X-Men 2 o il filosofeggiare arguto di The Last Stand. Dopo il mezzo fiasco di X-Men le origini: Wolverine, però, era lecito aspettarsi il peggio. Così non è andata. X-Men: L'inizio è un bell'accontentarsi.

di Luca Lombardini
Sei d'accordo con questa recensione?
No
00 No
Condividi:
Nessun utente ha ancora scritto la sua recensione per questo film.
Sii il primo.

Scrivi la tua recensione per questo film DI' LA TUA
Lascia un commento a questa recensione.

Per evitare lo spam i commenti anonimi sono soggetti a moderazione e verranno pubblicati solo dopo essere stati controllati. Per commentare immediatamente effettua il login.

Login Registrati
COMMENTA
Lascia un commento in risposta a .

Per evitare lo spam i commenti anonimi sono soggetti a moderazione e verranno pubblicati solo dopo essere stati controllati. Per commentare immediatamente effettua il login.

Login Registrati
RISPONDI
Spiega il motivo della segnalazione:
Spam
Insulti
Altro, specificare:
SEGNALA

Commenti

Non ci sono commenti per questa recensione COMMENTA
REGISTRATI LOGIN

TROVA CINEMA


Città

Includi provincia

Tutti i film
Film specifico

BOX OFFICE


REGISTRATI

LOGIN

Password dimenticata?

oppure

Entra con Facebook
Silenzioinsala.com utilizza i cookies per personalizzare e migliorare l'esperienza degli utenti.
Leggi la dichiarazione sulla privacy per saperne di più.
Sono d'accordo