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Recensione Dvd Recensione Blu Ray
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  • Edizione: Standard
  • Numero dischi: 1
  • Video: 2.35:1 Widescreen anamorfico
  • Audio: Italiano, giapponese, spagnolo, tedesco (Dolby Digital 5.1), inglese (DTS-HD Master 5.1)
  • Sottotitoli: Italiano, inglese, psagnolo, tedesco, giapponese, danese, finlandese, greco, turco, svedes
  • Distribuzione: Sony Pictures Home Entertainment
  • Uscita: 19/10/2011

Recensione Blu ray

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Come ribaltare le certezze storiche per instillare un idealismo eroico che perdurasse nel tempo: durante la Seconda Guerra Mondiale gli inglesi scapparono a gambe levate dalla Grecia, dove le loro navi nell'Egeo furono fatte esplodere dall'aviazione tedesca. Eppure ne I cannoni di Navarone la fantasia dell'autore porta gli inglesi alla vittoria trionfale, per di più in un'isola - Navarone, appunto - mai apparsa sulle cartine geografiche. Tratto da un romanzo di Alistair MacLean, l'avventura bellica diretta dal veterano J. Lee Thompson è un continuo susseguirsi di colpi di scena, dialoghi drammatico-filosofici e un'azione talmente ben progettata da far invidia a molte produzioni contemporanee. Un successo che al tempo sorprese non poco – occasionalmente i war-movie incassavano cifre da capogiro – ma che, probabilmente, grazie ad accurate scelte di produzione e alla presenza dei tre premi Oscar Gregory Peck, Anthony Quinn e David Niven, si impose facendo sì che la nuova Hollywood prendesse piede.

Sony Pictures Home Entertainment porta questo classico del cinema anni '60 nelle case degli italiani per la prima volta in Blu-ray Disc, in occasione del 50° anniversario. Prima di analizzare il disco bisogna fare una premessa: la pellicola originale presentava clamorosi difetti, per cui il lavoro di restauro, per quanto fedele e preciso, rivela delle toppe nonché piccole incoerenze. I tentativi di restauro hanno giovato al film in termini di chiarezza, luce e resa del colore: quando si tratta di esterni i colori sono vividi e rispecchiano perfettamente i paesaggi rurali e le meraviglie greche, meno inappuntabili negli interni o nelle scene in notturna (in realtà girate di giorno, poi riconvertite), dove la qualità acquisisce grana e un aspetto slavato e innaturale; fortunatamente i livelli dei grigi sono coerenti e non si notano danni importanti. L'audio è disponibile nella massima qualità auspicabile in DTS-HD Master inglese 5.1, mentre la traccia italiana si “accontenta” del Dolby Digital 5.1. Il dialogo è chiaro pur con evidenti segni di fruscii o sibili. L'uso surround è raro, e gli altoparlanti posteriori si fanno sentire pesantemente solo in tre casi (alla fine del naufragio, nell'attacco aereo e sul finale) mentre quelli anteriori distribuiscono gli effetti sonori - come battaglie, sparatorie ed esplosioni - in modo funzionale, sebbene non eccessivamente spettacolare. La colonna sonora non presenta perdite di dati, la gamma dinamica è buona senza alcun segno di distorsione e con un equilibrio tra gli elementi ben gestito. Alla fine il film non può fare a meno di dimostrare la propria età, sulla quale i tecnici Paramount non hanno volutamente optato per delle modifiche moderne che ne compromettessero le origini. Il Blu-ray contiene inoltre una seconda versione del film con i cartelli di interruzione, la funzionalità BD-Live e un gran numero di contenuti speciali che, oltre a meravigliare per quantità, varietà e durata, convincono da un punto di vista strettamente contenutistico. Per farla breve, la differenza rispetto alle versioni precedenti è notevole, tanta da rendere questa versione la migliore e più completa disponibile sul mercato.

Contenuti speciali



- Commento audio del regista J. Lee Thompson
Il regista inglese ha il difetto di parlare lentamente e si concede troppe pause. Anche se porta avanti delle argomentazioni di riconosciuto interesse - come la realizzazione degli effetti speciali, i luoghi, il cast, comunque affrontati nei contenuti speciali - alla lunga il commento risulta poco stimolante. Nonostante questo, è sempre interessante ascoltare il regista discutere del suo lavoro in prima persona.

- Commento audio del critico cinematografico Stephen J. Rubin
Forse alcune ripetizioni potranno stancare ma, paragonata alla traccia precedente, questa merita indubbiamente l'ascolto. Per due motivi: Rubin è ben informato sulla storia del film e sul cinema, e non meno importante, sa come interfacciarsi senza risultare pedante. Tra gli argomenti messi alla berlina, vengono fuori i messaggi antibellici, dei retroscena su Carl Foreman e i piani per un sequel, in realtà girato anni dopo con attori diversi.

- La realizzazione de I cannoni di Navarone
L'ex moglie di Carl Foreman - sceneggiatore, produttore - e l'assistente regista Peter Yates raccontano alcuni retroscena sul film, come l'entrata improvvisa di J. Lee Thomson a meno di una settimana dall'inizio delle riprese - sostituì Alexander Mackendrick (The Lady Killers) all'ultimo momento - e la libertà creativa che concessero a Foreman dopo il successo de I cannoni di Navarone registrato al box office. Si fa un accenno anche al cast principale, ai loro personaggi e ad un paio di vicende pericolose accadute durante le riprese: la nave in tempesta richiese grande attenzione ed energie; proprio in una di quelle scene, David Niven quasi annegò dopo che fu assalito da una grossa quantità d'acqua. (14' circa)

- Un'epopea leggendaria
Il critico cinematografico Sir Christopher Frayling analizza il film da un punto di vista storico, semiotico e sociale, scavando a fondo fino a far emergere i temi cardine: un mondo omerico governato da uomini, il sottotesto omosessuale (i personaggi sono legati da un amore profondo, specie Anthony Quayle e David Niven), la costante presenza dei miti greci e i dilemmi morali tanto cari allo sceneggiatore. Frayling parla su più livelli della produzione e svela inoltre molti retroscena – lo sapevate che non fu Carl Foreman a ideare il progetto ma Mike Frankovich della Columbia? - garantendo un interesse costante che va oltre la semplice curiosità. Davvero un ottimo inserto che più di ogni altro induce alla riflessione. (25' circa)

- Ricordi di Navarone
Un documentario che celebra il mito attraverso le testimonianze di coloro che lo resero possibile. Gregory Peck, Anthony Quinn, James Darren ricordano l'esperienza di Navarone, i 4 mesi di lavoro, le difficoltà e le soddisfazioni, il gruppo che si formò – anche grazie all'hobby degli scacchi che tra una ripresa e l'altra accomunava tutti. Fondamentale il contributo del regista J. Lee Thomson che con lucidità riporta alla luce avvenimenti e curiosità legate alla produzione. Tra i grandi assenti Irene Papas, l'italiana Gia Scala - morta suicida a 38 anni - e David Niven. Curiosa infine la discussione sull'utilizzo della maglietta rossa da parte di Anthony Quinn... si scoprirà avere un'importanza “cromatica” studiata a tavolino. (29' circa)

- Il restauro di un capolavoro
Il trasferimento in alta risoluzione fu suggerito dalla Columbia Pictures - l'obiettivo era ridistribuire il film nel circuito home video e, aspetto più importante, preservare la pellicola 35mm - e affidato a Robert Gitt (Addetto a Conservazione Archivi TV e Cinema UCLA) che ne spiega le difficoltà e i limiti. Stando alle parole di Gitt si apprezza ancora di più il lavoro di restauro che, alla luce dei fatti, sembra davvero impressionante. (9' circa)

- Una colonna sonora eroica
Featurette che si occupa della colonna sonora del film, opera del compositore di origini russe Dimitri Tiomkin. Il commento è di Jon Burlingame – storico di colonne sonore - che offre alcuni dettagli sullo stile e sui temi principali, dando loro una spiegazione e una collocazione ai fini della storia. (9' circa)

- Grandi cannoni
Presentato in 1080p in un bianco e nero d'epoca, questo breve video è un omaggio alla Grecia, al film e alle star. Anche se di fondo si tratta di un poco influente video promozionale, c'è qualcosa - sarà l'atmosfera vintage - che lo rende tutto sommato attraente. (4' circa)

- Niente visite
Altro filmato in 1080p, simile al precedente (sempre in bianco e nero): se la visita ai set era severamente vietata ai non addetti ai lavori, quando le star approdarono sull'isola di Rodi, apporre un cartello simile con su scritto “niente visitatori” sarebbe stato oltremodo impossibile, poiché in qualche modo ci fu una calorosa integrazione tra le star e la popolazione greca. E ancora, uno sguardo particolare al party organizzato per la famiglia reale greca. (5' circa)

- In luna di miele a Rodi
Un'altra featurette vintage ma non più in alta risoluzione: l'attore James Darren racconta la sua luna di miele con la moglie, trascorsa nella splendida Rodi. Sembra più un promo all'isola che non un nostalgico resoconto di una giornata importante, passata in totale libertà e rilassatezza tra le strade e le tradizioni greche. (5' circa)

- Due ragazze a spasso
Questa volta tocca a Irene Papas e Gia Scala approfittare delle pause lavoro per fare un po' di shopping tra le vie di Rodi. Ancora una volta, come il precedente video, questo contributo non ha nulla a che fare con il film, ma cala lo spettatore in un'atmosfera d'epoca da cui è difficile staccarsi, anche per via della breve durata che con appesantisce. (5' circa)

- Prologo senza narrazione
Come racconta il critico di colonne sonore Jon Burlingame nell'introduzione, all'epoca molti fan del compositore e in generale di quella colonna sonora, furono frustrati per l'impossibilità di ascoltare il prologo - così bello e vigoroso - senza la voce narrante. La soluzione arriva a distanza di tempo. (6' circa)

- Un messaggio dello sceneggiatore Carl Foreman
Breve introduzione in HD al film dello scrittore/produttore Carl Foreman in occasione della première australiana del film. (2' circa)

- Il Dossier Resistenza di Navarone
Un contributo interattivo che presenta sei pagine di testo con altrettanti video in alta definizione: “Fatti o Finzione?", "La Resistenza Greca", "L'effetto Navarone", "La magia vecchia maniera di The Guns of Navarone", " I veri cannoni di Navarone” e "Seconda Guerra Mondiale nelle isole greche". Questa è la parte di approfondimento che più risponde alle domande che riguardano la fedeltà storica e due sono le interviste determinanti realizzate nel 2011: al capitano Dale Daye, storico e consulente cinematografico e a Stephen Nelson, direttore e curatore del Fort MacArthur Museum. (24' circa)


di Vito Sugameli
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