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Recensione Silenzio in sala
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Dopo tanta attesa e ripetuti sospiri, arriva al cinema la prima parte di Breaking Dawn, ultimo capitolo della fortunata saga di Twilight, necessariamente suddiviso per raccontare le oltre settecento pagine del romanzo di Stephenie Meyer. Ulteriore cambio al timone per questo appuntamento: dopo Catherine Hardwicke, Chris Weitz e David Slade, arriva Bill Condon, regista nominato agli Academy Award per la sceneggiatura di Chicago, e che aveva offerto una buona capacità registica in Dreamgirls.

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Voto Silenzio in Sala: 3.0/5
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Di certo, l’eredità lasciata a Condon non è tra le più facili da gestire: sebbene il quarto romanzo della saga sia quello più povero d’azione rispetto ai precedenti, è anche quello che più di tutti è entrato nel cuore delle fan, per via del coronamento del sogno d’amore dei due protagonisti.

Edward Cullen (Robert Pattinson) ha finalmente convinto la sua fidanzata umana Bella (Kristen Stewart) a convolare a nozze. Sotto il cielo coperto di Forks, i due innamorati si giurano eterno amore, prima di volare verso l’isola Esme, a largo del Brasile, per la loro luna di miele. Qui, si consuma l’amore tra i due, infrangendo così l’ultimo ostacolo che si frapponeva fra la ragazza e il suo cambiamento di stato. Tutto sembra essere perfetto nella loro vita coniugale, fino a quando Bella scopre di essere incinta. Mentre Edward si lascia prendere dal panico, la ragazza si innamora subito dell’essere che porta dentro di sé e chiede a Rosalie (Nikki Reed) di aiutarla a proteggerlo. Tornata a Forks, Bella incontra Jacob (Taylor Lautner) il giovane licantropo innamorato di lei. E proprio la presenza di Bella e del feto dentro di lei costringe Jacob a separarsi dalla sua gente per poter meglio difendere la ragazza.

Il lungo prologo che prepara e apre agli avvenimenti conclusivi della saga. E l’attesa è l’elemento portante del film.

La gravidanza di Bella, tuttavia, rappresenta un punto interrogativo: la creatura che porta in grembo la consuma e la distrugge dal di dentro, ma Bella continua ad essere fiduciosa e ottimista. Mentre i licantropi di La Push decidono di dichiarare guerra ai Cullen, infrangendo il giuramento centenario, Edward e Jacob devono prepararsi all’eventualità di perdere la donna di cui sono innamorati.

The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 1 è il lungo prologo che prepara e apre agli avvenimenti conclusivi della saga. L’attesa è l’elemento portante del film. Si pensi alla sequenza in cui Bella svela ad un uditorio sovrannaturale la scelta dei nomi per il bambino.

Le espressioni monocromatiche di Pattinson poi, sempre più incatenato al personaggio di cera del vampiro afflitto, rendono anche l'empatia dello spettatore soggetta a quell'attesa, in un racconto in cui l’eroe della situazione sembra un fantoccio senza sentimenti. L’Edward descritto dalla Meyer, sebbene non si possa mai considerare un vampiro vero e proprio, è un personaggio vitale e irriverente. Niente di tutto questo è mai emerso dalle trasposizioni cinematografiche, che puntano piuttosto agli ormoni delle adolescenti, vero target di riferimento. Kristen Stewart, al contrario, sembra risvegliarsi dalla nebbia che l’aveva avvolta nei tre precedenti film, risultando alquanto credibile nella parte della madre amorevole che cerca ad ogni costo di proteggere il figlio. Impressionante il lavoro fatto su di lei – grazie al trucco e al ritocco digitale – per rendere l’idea di una gravidanza malsana e autolesiva. Tra i due sposi, il terzo incomodo Taylor Lautner - reduce dalla prova insufficiente di Abduction - è quello che, più di tutti, riesce a comunicare qualche emozione al pubblico. Non a caso, alcune delle scene più interessanti riguardano proprio le dispute e le incomprensioni all’interno del branco. Per la prima volta, lo spettatore viene introdotto nel mondo dei lupi (nel libro, una parte del racconto è affidata a Jacob), grazie a soggettive daltoniche, che permettono di guardare con i loro occhi e di percepire i loro pensieri.

A parte le pecche interpretative dei protagonisti, da sempre uno dei punti più deboli delle pellicole di Twilight, la regia di Condon alza il livello dell’intera operazione. I fondali cupi e monotoni (soprattutto del primo capitolo e di Eclipse) lasciano il posto ad un set in continuo divenire, con la macchina da presa che si muove ed esplora lo spazio al di là dell’inquadratura, giocando su riprese dinamiche, che fronteggiano la lentezza della narrazione. La prima mezz’ora, soprattutto, è molto accattivante: la scena del sogno/incubo di Bella è senz’altro la migliore dell'intera saga, si intravede – sebbene per un istante soltanto – la vera natura mostruosa del vampiro, con la bocca macchiata di sangue, così come l’abito bianco della sposa. In maniera quasi speculare appare, dopo i titoli di coda, il talentuoso Michael Sheen nei panni del volturo Aro, conclusiva liaison tra questa prima e la seconda e ultima parte.

di Erika Pomella
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