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Young Adult Recensione


Young Adult Recensione

Recensione Silenzio in sala
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Dopo il premio Oscar alla miglior sceneggiatura per Tra le nuvole, l’accoppiata Jason Reitman/Diablo Cody torna al cinema con una nuova commedia ante litteram, capace di rivedere i topoi di un genere e rivoluzionarli in una nuova visione dolce amara. Young Adult si inserisce alla perfezione nel filone tematico già creato da Juno e Up in the air, presentando una galleria di esseri umani sconfitti dalle proprie ambizioni e che, nel frattempo, cercano di trovare una via d’uscita da una situazione insostenibile.

Marvis Gray (Charlize Theron) a priva vista ha tutto quello che una persona possa desiderare: è bella, sicura di sé, con un bell’appartamento e una carriera di scrittrice avviata e redditizia.

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Voto Silenzio in Sala: 3.5/5
Voto utenti: 3/5

Marvis, infatti, è la ghost writer di una serie di libri young adult, ossia destinati ad un pubblico adolescenziale. Eppure la sua vita è, in realtà, un susseguirsi di appuntamenti vuoti e di cocktail dall’alto tasso alcolico. Quando le arriva la notizia che il suo ex del liceo Buddy (Patrick Wilson) è diventato papà, Marvis decide di impacchettare le sue cose e di tornare a Mercury, Minnesota, per tentare di riprendersi il fidanzatino del liceo. Arrivata nella città natale, dovrà fare i conti con la moglie di Buddy, Beth (Elizabeth Reaser, la Esme della saga di Twilight) e con l’inaspettata amicizia di Matt (Patton Oswalt), ex compagno di scuola cui Marvis non aveva mai dato troppa importanza.

"Young Adult", che si riferisce ai suoi libri, in realtà rimanda perfettamente l’immagine di una donna che non ha mai accettato di crescere, convinta che i giorni più belli della sua vita fossero quelli del liceo, che lei dominava con la sua bellezza e la sua popolarità. Proprio come i personaggi già portati in scena da Reitman, Marvis Gray è una donna complicata e sola, che arrischia un ultimo, disperato tentativo per ritrovare quel senso di presenza che aveva ai tempi dell’adolescenza. «Per me è davvero difficile trovare la felicità» con il trucco sfatto e il vestito di seta macchiato, Marvis riconosce l'impossibilità di una vita tranquilla e medio borghese. Lo stato di distaccamento dalla realtà viene suggerito magistralmente dalla scenografia quasi spoglia e da una fotografia dai toni e colori freddi che, ancora una volta, sottraggono Marvis da un qualsiasi senso di appartenenza al mondo che l’ha creata, plasmata e poi dimenticata.

Eppure la sua vita è, in realtà, un susseguirsi di appuntamenti vuoti e di cocktail dall’alto tasso alcolico

Charlize Theron è encomiabile nel ritratto di questa ragazza alcolizzata e vinta, perfettamente tratteggiata dalla penna di Diablo Cody, rendendo naturale un’empatia spettatoriale che, in altre situazioni, avrebbe potuto dimostrarsi problematica. Sarebbe facile, infatti, detestare l’arrogante e irragionevole Marvis, condannare i mezzi che mette in atto per separare una coppia felicemente sposata. Ma l’interpretazione della Theron affascina e ammalia, giocando su diversi toni che passano dal grottesco al dramma. Ma il vero cuore del film va ricercato nel personaggio di Matt, interpretato da Patton Oswalt.

Un loser ai tempi del liceo che, crescendo, non ha conosciuto l’happy ending che il genere comedy sembra sempre garantire. Paradossalmente, a distanza di anni, l’uomo invisibile e la super reginetta si ritrovano a condividere superalcolici e ricordi. Tra situazioni al limite dell'ilarità e risate agrodolci, Jason Reitman fornisce l’ennesima prova di come si possa dirigere una commedia interessante e farla procedere su quel sottile filo che separa il lieto fine dalla sconfitta esistenziale.

di Erika Pomella
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