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Il trono di spade Recensione stagione 2


Il trono di spade Recensione stagione 2

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Il 1 aprile 2012 una delle serie fantasy più premiate del canale HBO, Il Trono di Spade, andava in onda con la seconda stagione. Decisamente all’altezza della prima serie di episodi tratti da Le Cronache del ghiaccio e del fuoco (l’opera letteraria di George R. R. Martin), la Season 2 è un trionfo di scene d’azione e lascia senza fiato per la bellezza e la genialità dell’intreccio narrativo. Prosegue la narrazione delle avventure degli abitanti dei Sette Regni, fra lotte di potere e intrighi di corte, ma cambia nettamente lo stile: sono diversi i contenuti visivi, i temi trattati e sono inoltre molte di più le scene di violenza e gli spargimenti di sangue.

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Valar Morghulis - Tutti gli uomini devono morire
Dopo la morte di re Robert Baratheon e la decapitazione di Eddard Stark (la cui testa, impalata su una picca ad Approdo del Re, ci aveva fatto passare diverse notti insonni), la lotta per il Trono di Spade è sempre più agguerrita. Seduto sul Trono c'è lo spietato re Joffrey, figlio dell’incesto tra Cersei e Jamie Lannister, mentre nelle terre del Nord Robb Stark è deciso a vendicare la morte del padre. Il suo personaggio è chiave della seconda stagione: decidendo di ripudiare la figlia di Lord Frey, sua promessa sposa, per sposare l’infermiera Lady Talisa (conosciuta sul campo di battaglia), deciderà il proprio destino e - in seguito - quello della madre Catelyn. Robb Stark resta un eroe inetto, assolutamente incapace di avere una visione a lungo termine degli eventi, di ricevere l’eredità del padre e di diventare un degno Lord di Grande Inverno. Non riesce neanche a difendere casa propria dai traditori dei Greyjoy che, approfittando della debolezza del piccolo Bran a difesa della roccaforte, invadono Grande Inverno capitanati dallo stesso Theon, autoproclamatosi Lord. Il compianto Eddard si sta rivoltando nella tomba.

Un trionfo di scene d’azione, una stagione che lascia senza fiato per la bellezza e la vivacità dell’intreccio narrativo.


Uno dei personaggi più interessanti della seconda stagione è sicuramente Arya Stark. Coraggiosa e indomita bambina, fuggita da Approdo del Re dopo la morte del padre, incomincia un viaggio tra le terre di Westeros che la porta dritta nella casa del suo acerrimo nemico, Tywin Lannister. L’evoluzione caratteriale del personaggio di Arya è incredibile: dalla prima all’ultima stagione trasmessa da HBO, la ragazza si trasformerà in una vera e propria eroina, anche in seguito alla morte del padre. Da questo punto di vista la sua reazione è complementare, ma opposta, a quella della sorella Sansa: entrambe assistono alla morte del genitore ma, mentre la prima trasforma il lutto in un accecante desiderio di vendetta (che si svilupperà mano a mano con il susseguirsi delle stagioni), la seconda sviluppa un comportamento passivo-aggressivo nei confronti del futuro marito Joffrey, che le porterà soltanto sventura e dolore. L’incontro decisivo per questo personaggio avviene sicuramente nell’ultimo episodio di questa intensa stagione - il decimo - quando, durante la fuga, viene sorpresa dall’assassino Jaqen che la aiuta ad allontanarsi dai Lannister, per poi proporle di unirsi a lui nel suo viaggio di ritorno a Braavos, dove potrà allenare le sue capacità di spadaccina. La ragazza è tentata, ma decide di tornare dalla sua famiglia. Jaqen le regala una moneta, che contiene la formula "Valar Morghulis", con cui la ragazza potrà contattare lui o qualsiasi altro uomo senza volto, se necessario. Memorabile la scena successiva, nella quale Jaqen si volta dando le spalle ad Arya, per poi rigirarsi con la faccia di un altro, come possono fare solo gli uomini senza volto. "Valar Morghulis" è Alto Valyriano, lingua originaria delle terre di Valyria. Si può tradurre con "Tutti gli uomini devono morire". Nello specifico, la frase viene riportata da Martin per la prima volta nel libro “A Clash of Kings”, per poi essere ripresa più volte nelle pagine successive. Dice l’uomo senza volto alla piccola Arya Stark: “Se verrà un giorno in cui mi vorrai trovare ancora, dà questa moneta a un qualunque Braavosiano, e digli queste parole: Valar Morghulis.”

La madre dei Draghi
Aspira al Trono di Spade anche la bellissima regina dei dothraki Daenerys Targaryen, Nata dalla Tempesta, Regina del Grande Mare d’Erba, La Non Bruciata, Madre dei Draghi, Distruttrice di Catene. Oltre a essere il personaggio con più epiteti di tutto GoT, il suo è anche quello con più ragioni per governare sui Sette Regni. Non va dimenticato che, in quanto figlia del precedente sovrano Aerys II Targaryen, detto il Re Folle, spodestato dal ribelle Robert Baratheon, la ragazza meriterebbe il trono poiché in linea di successione con l’ultimo re legittimato a governare. Durante tutta la stagione, il suo personaggio alleva i suoi tre draghi, rifiuta spasimanti, marcia in direzione di Approdo del Re. Nell’ultimo episodio, dopo aver salvato i suoi piccoli da un tentato rapimento da parte di una misteriosa figura incappucciata presso Qarth, riuscirà ad acquistare una nave con cui dirigersi verso la capitale. Impossibile dimenticare le mire espansionistiche della Madre dei Draghi: il suo personaggio ci ricorda (praticamente in ogni episodio) che il trono da riconquistare le spetta di diritto. Questa espressione, ripetuta di continuo, riesce a far seguire col fiato sospeso le sue azioni, nonostante si svolgano a kilometri di distanza da tutti gli altri personaggi principali. Sempre presente al fianco della khaleesi, l’immancabile Ser Jorah Mormont, il cui innamoramento per Daenerys è evidente agli occhi di tutti tranne che ai suoi. Molti dei suoi consigli si riveleranno tuttavia utili e tante delle sue previsioni esatte: è lui infatti il primo a esortare Daenerys a rifiutare qualsiasi tipo di matrimonio combinato a Qarth e a trovare la sua strada da sola.

Momenti cult

- Nella 2x02, l'inganno dell'astuto Tyrion per scoprire chi tra i suoi consiglieri lo tradisca;
- Il tradimento di Theon Greyjoy;
- Il tentato linciaggio di Joffrey Baratheon, e le botte dello zio Tyrion;
- <i>«You know nothing Jon Snow»</i>: la frase di Ygritte diventa virale;
- La Battaglia delle Acque Nere: l'episodio più spettacolare della stagione.

You know nothing, Jon Snow
Mentre nel mondo civilizzato i Sette Regni sono nel caos più totale, a Nord Jon Snow e gli altri Guerrieri della Notte si avviano in direzione dei bruti e del loro capo, il re oltre la barriera Mance Rayder. Una spedizione guidata da Qhorin il Monco ha infatti l’obiettivo di infiltrarsi nelle terre dei Bruti, tra il popolo selvaggio oltre la barriera, per uccidere il loro re. A tale spedizione decide di unirsi Jon Snow, il bastardo degli Stark. Nuovamente accade una cosa tipica di questa serie televisiva: da una scelta apparentemente insignificante compiuta da uno dei personaggi, l’intreccio narrativo prende una piega inaspettata che incide fortemente sul carattere del protagonista in questione, riscrivendone i tratti tipici che lo avevano caratterizzato sino a quel momento. Il caso vuole che in occasione di tale spedizione, il timido e casto Jon Snow venga rapito dalla bruta Ygritte per essere portato al cospetto del re Mance Rayder. Per conquistare la fiducia dei Bruti, Snow si batterà in duello con lo stesso Qhorin, suo Fratello tra i Guardiani della Notte, e lo ucciderà di fronte a tutti. Un impacciato approccio di Snow col mondo femminile à rappresentato dalla bella bruta, molto emancipata essendo cresciuta in una società fortemente anarchica. Per la prima volta viene descritto uno pseudo regime democratico all’interno de Il Trono di Spade, rappresentato dalla società dei bruti, appunto, i quali non devono sottostare al volere di un re, ma sono loro stessi a decidere da chi farsi governare. Questa argomentazione, tuttavia, non basta per convincere Snow a tradire i suoi confratelli per unirsi ai bruti: egli resta fedele agli Antichi Dei a cui ha prestato giuramento. Per una vera evoluzione, occorrerà attendere la terza stagione. L’espressione più famosa di tutta la seconda stagione di GoT, entrata nella cultura popolare grazie anche ai meme di molti social networks, è però pronunciata proprio dalla rossa Ygritte in questa seconda stagione. Rivolgendosi all’ingenuo Jon Snow, quando al principio fu lei ad essere catturata, parlando delle differenze tra le loro culture, la ragazza lo ammonisce con il memorabile: “You know nothing, Jon Snow.” Ricordiamoci di questa battuta, perché verrà ripresa più volte anche da altri personaggi, in occasione di conversazioni con il figlio di Ed Stark.

La battaglia delle Acque Nere
Approdo del Re è governata dall’odiato Joffrey Baratheon, probabilmente il personaggio più controverso di tutte le stagioni di Il Trono di Spade finora scritte. Non è tanto la crudeltà di Joffrey a colpire lo spettatore e neanche le continue vessazioni che infligge alla futura moglie Sansa, che tra l’altro diventa donna durante questa seconda stagione (2x07 "A Man Without Honor") e quindi destinata a essere la futura madre dei figli di Joffrey Baratheon. Ciò che fa male è vedere la sua cattiveria continuamente alimentata dalla madre Cersei, che manovra il figlio come uno scaltro burattinaio, prendendo decisioni al posto suo e lasciandolo libero di compiere gesti disonorevoli. Quando Cersei scopre che Sansa ha avuto il menarca si dimostra stranamente comprensiva nei confronti della ragazza, ammonendola di non fidarsi mai di nessuno nella vita e di amare solo i propri figli. Sansa le chiede se sarà mai in grado di amare anche Joffrey e la regina le risponde con un eloquente “Puoi provarci”. Per fortuna, a placare la follia dei Lannister nella capitale ci pensa Tyrion, l’ironico folletto fratello di Jamie e Cersei. Due grandi novità vengono introdotte per quanto riguarda il personaggio di Tyrion Lannister: in primo luogo, il suo innamoramento per l’esotica Shae, ex prostituta che porta di nascosto con sé a corte; in secondo luogo, gli ultimi episodi della seconda stagione narrano del primo vero e proprio conflitto presente nella storia, espediente narrativo utile a mettere in mostra tutto il coraggio del piccolo uomo. In particolare, ricordiamo che Stannis Baratheon rivendica il Trono di Spade in quanto fratello del defunto re Robert. La sua flotta entra così nella baia delle Acque Nere, dando inizio all’attacco ad Approdo del Re, che deve essere difesa dal suo Primo Cavaliere, dal momento che il re in carica si rivela essere (che novità!) del tutto inutile. Incomincia la prima vera battaglia decisiva della guerra dei cinque re (2x09, "Blackwater"). Tywin Lannister si rivela assai valoroso in battaglia e a lui va il merito principale della vittoria.

L'inverno sta arrivando
Per concludere, non si può assolutamente tralasciare il punto da cui siamo partiti per recensire questa seconda stagione, ovvero la fine della prima serie. Gli Estranei erano ricomparsi nello scenario a Nord della Barriera, rendendo una profezia che si auto-avvera il motto di Casa Stark: Winter is coming. L’ultimo episodio della seconda stagione (2x10"Valar Morghulis") si conclude con i tre Guardiani della notte Sam, Edd e Grenn che odono tre suoni di corno, ovvero l’allarme di un avvistamento Estranei. Mentre Edd e Grenn fuggono lontano, Sam viene lasciato indietro e presto circondato da Estranei, ovvero spettri di bruti e Guardiani della Notte ormai morti. L’ultimo frame dell’episodio mostra un Estraneo a cavallo, dotato di lancia dalla punta di cristallo, che avanza verso la Barriera, ignorando Sam. Dietro di lui un’orda lo segue, come un esercito, dietro al proprio comandante. Sembra dunque che, nelle terre del Nord, l’inverno stia arrivando davvero.

di Livia Restano
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