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Recensione Silenzio in sala
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Sequel del già fin troppo fortunato La peggiore settimana della mia vita - 10 milioni di incasso ai botteghini italiani nell'autunno 2011 - con Il peggior Natale della mia vita Alessandro Genovesi riconferma i protagonisti Fabio De Luigi e Cristiana Capotondi, insieme al "padre della sposa", Antonio Catania, mentre tra le new entries i volti più noti sono quelli di Diego Abatantuono, Laura Chiatti e del duo comico Ale e Franz.

Paolo (Fabio De Luigi) e Margherita (Cristiana Capotondi), ormai sposati e in attesa del loro primo figlio, sono stati invitati a trascorrere il Natale nella lussuosa dimora di Alberto (Diego Abatantuono), principale del padre di Margherita, Giorgio (Antonio Catania), uomo ricchissimo, da poco scampato ad una malattia e desideroso di trascorrere le feste tra famiglia e amici. Nonostante le raccomandazioni di Giorgio, Paolo, imbranato e pasticcione, riuscirà a trovare il modo di mettersi nei guai arrivando persino a inscenare il funerale di Alberto.

Il film di Genovesi si mette in competizione nella sfida nei cinepanettoni, sviscerando fino in fondo - a partire dal titolo - la propria vocazione di sostituirsi al ben più triviale umorismo alla Boldi e De Sica.

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Il nuovo capitolo delle vicende di Paolo e Margherita si ambienta durante le festività natalizie, con l'intera famiglia riunita in una lussuosa dimora di montagna. La maggior parte delle gag che animano il film - alcune riuscite, altre decisamente meno – sono opera di De Luigi: Paolo, il pasticcione, dopo aver ricevuto dal suocero raccomandazione di comportarsi adeguatamente nel lussoso castello del ricco Alberto, finirà per creare scompiglio, tra gaffe, fraintendimenti, incidenti e situazioni paradossali. I contenuti sono sempre quelli della famiglia chiassosa, bizzosa ma in fondo felice. Di certo è presente, in questa seconda pellicola rispetto al prequel, un umorismo molto più studiato e citazionista derivato dal più noto cinema tragicomico, italiano e non solo – da Fantozzi a Ben Stiller, da Franco e Ciccio a Leslie Nielsen – che si basa su equivoci, segreti e malintesi, poco originale ma nel complesso gradevole. Genovesi firma la regia di un film che, senza essere volgare, arriva a divertire grazie soprattutto agli interpreti provenienti dall'ambiente comico. A fare da motore alla vicenda è soprattutto il trio De Luigi-Catania-Abatantuono, animatori di un film altrimenti debole e dalla trama quasi inesistente. Da veri cabarettisti, i tre tengono eroicamente in piedi una commedia vacillante come fosse una successione di sketch.

Il nuovo capitolo delle vicende di Paolo e Margherita si ambienta durante le festività natalizie, con l'intera famiglia riunita in una lussuosa dimora di montagna

Del resto a produrre Il peggior Natale della mia vita è la Colorado Film, celebre per realizzare pellicole di comici estratti dalle fila del teatro della risata. Nota di merito è anche la partecipazione del duo Ale e Franz, nel ruolo dei tenutari di un'agenzia di pompe funebri, che con il noto umorismo british regalano un po' di intelligenza ad una commedia di vocazione demenziale. Bocciate invece le interpretazioni di Cristiana Capotondi e Laura Chiatti: sono la conferma della fragilità di un'altra commedia italiana che, una volta uscita dalla distribuzione natalizia, lascia ben poco alla memoria del pubblico.

di Aurora Tamigio
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