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Django Home video


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Recensione Dvd Recensione Blu Ray
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  • Numero dischi: 1
  • Video: 1.66:1 Widescreen
  • Audio: Italiano, inglese (Dolby Digital 2.0)
  • Sottotitoli: Italiano, inglese
  • Distribuzione: CG Entertainment
  • Uscita: 04/12/2012

Recensione Blu ray

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Sergio Corbucci è stato uno dei registi italiani più prolifici della nostra storia. Quando dai film musicali e dalle commedie con Totò passò alle atmosfere polverose dello spaghetti western, il suo stile violento e severo ridefinì il genere. A differenza di Sergio Leone, il quale antepose la qualità alla quantità, Corbucci fece il contrario, alternando film meno riusciti a pellicole divenute fonte di ispirazioni per le generazioni di cineasti a venire. Eppure al di là dei suoi meriti, Django incontrò il favore del pubblico – in particolare in Germania e America – grazie all'inusuale protagonista: all'apparenza assente ma estremamente vigile, trascinava con sé una bara nel silenzio per la morte della sua amata. L'ibrido Franco Nero saccheggia da Clint Eastwood alcuni atteggiamenti e aspetti della personalità più emblematici, cinematograficamente irresistibili: atteggiamento distaccato, voce impostata, imprevedibilità delle azioni, fascino da duro. Sorta di zombie-movie ambientato nel vecchio west, in cui il non-morto affiora dalle paludi per riappropriarsi della sua vita, Django è un film indissolubilmente legato alla sua epoca, alla mano che lo ha diretto e all'attore che lo ha interpretato. Somma per nulla scontata che ha generato un sequel ufficiale (Django 2 - Il grande ritorno) e tantissimi cloni, a conferma di quanto la formula fosse vincente nonostante gli evidenti limiti di forma della pellicola.

Atteso dagli appassionati in previsione dell'Unchained di Quentin Tarantino, il Blu-ray di Django, distribuito da GC Home Video e facente parte della collana CineKult, non delude le aspettative. Per chi ha familiarità con le versioni precedenti destinate al mercato dell'home video, noterà come il trasferimento sia fenomenale. L'aspetto tecnico, indubbiamente migliorato nella definizione, specialmente dei primi piani (encomiabile il lavoro svolto da questo punto di vista), mostra il fianco a fuori fuoco nei campi lunghi, neri non sempre convincenti e una pastosità del colore comunque attribuibile alla vetusta età della pellicola e probabilmente ad una precisa scelta stilistica. Difatti anche se può risultare fastidiosa, la grana intenzionale rimane intatta e pesante come dovrebbe essere, dando al film un ruvido aspetto grintoso. Ottimo il lavoro anche per quanto riguarda le tracce sonore in italiano e inglese: effettistica tagliente, discretamente vigorosa durante le accese sparatorie e le lunghe scazzottate; distorsione minima; grande risalto ai dialoghi. I miglioramenti sono marginali, rispettosi delle atmosfere fangose e cimiteriali della pellicola, privati della presenza di aggiornamenti moderni e mix fuori luogo. A lasciare con la sensazione di incompiuto, tolto l'interessante L'uomo con la bara, è la pochezza dei contenuti speciali, curiosamente diversi dall'edizione americana (gallery, una lista di trailer della collana CineKult e il video virale della rivista di cinema Nocturno) che non assicurano alla pellicola di rigenerarsi veramente dopo tutti questi anni, nè di accendere la curiosità agli spettatori più giovani. Perché al di là del miglioramento visivo, Django è riconoscibile con i suoi pregi e i suoi difetti: esempio di spaghetti western strutturalmente debole ma dall'eroe duro e taciturno divenuto leggenda.

Contenuti speciali



- L'uomo con la bara (28' circa)
Contenuto video presentato da Nocturno Cinema e CG Home Video in occasione dell'uscita in Blu-ray disc di Django, con l'eccezionale intervento audio di Quentin Tarantino. La sua inconfondibile voce analizza accuratamente la cinematografia di Sergio Corbucci, cita Django e le influenza del cinema di Sergio Leone, fino ad avanzare un interessante parallelismo tra gli spaghetti western e i gangstar movie americani. Tra gli intervistati compaiono i nomi di Piero Vivarelli, sceneggiatore e revisore dello script del film, l'attore Franco Nero, la moglie del regista, Nori Corbucci, il compositore Luis Bacalov e Gilberto Galimberti, stuntman e maestro d'armi al quale si deve la soggettiva nella scazzottata al saloon che ha fatto scuola.

- Trailer internazionale

- Trailer italiano


di Vito Sugameli
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