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Broken City Recensione


Broken City Recensione

Recensione Silenzio in sala
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Tre anni dopo aver diretto con il fratello Albert Codice Genesi, Allen Hughes si cimenta in solitaria con un ambizioso thriller a forti tinte noir. Supportato da un cast di prim'ordine, il regista statunitense prova a dare una chiave di lettura personale all'inscindibile trinomio potere-politica-corruzione che tanta materia prima ha fornito agli Studios hollywoodiani.

Billy Taggart (Mark Wahlberg) è un ex poliziotto di New York: la sua carriera è finita dopo aver sparato a sangue freddo a un sospetto stupratore.

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Voto Silenzio in Sala: 2.0/5
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Assolto per insufficienza di prove, Billy è stato allontanato dall'Arma dal Sindaco Hostetler (Russel Crowe) e dal capo della polizia Fairbanks (Jeffrey Wright) per prevenire ulteriori accuse. Riciclatosi come investigatore privato si divide tra il lavoro e la fidanzata, l'aspirante attrice Natalie (Natalie Martinez). La sua vita cambia quando lo stesso Sindaco Hostetler lo incarica di indagare sulla sospetta infedeltà coniugale della moglie Kathleen (Catherine Zeta-Jones) che potrebbe ostacolarlo nella battaglia per le elezioni contro il candidato Jack Valliant (Barry Pepper).

Come da consolidata tradizione del genere, Hughes e lo sceneggiatore Brian Tucker costruiscono un intreccio che, da una semplice indagine su un adulterio, s'infittisce con il passare dei minuti e in cui ogni persona sembra avere una doppia faccia. Corruzione, mazzette, inganni, soldi e potere fanno marcire dall'interno la Grande Mela, la Broken City del titolo, in bilico tra un possibile nuovo inizio e il rassicurante ma mefitico ritorno a un passato foriero di pericoli. Billy è l'ago della bilancia, l'inconsapevole paladino della città verso un futuro migliore. Il problema è che tutto rimane sulla carta e sulla pellicola è impresso poco o nulla, se non una sensazione generale di vaghezza e incompiutezza. New York in un thriller politico come questo dovrebbe recitare una parte da protagonista, e invece rimane sullo sfondo; se il film fosse stato girato in qualsiasi altra città del mondo nessuno se ne sarebbe minimamente accorto.

Riciclatosi come investigatore privato si divide tra il lavoro e la fidanzata, l'aspirante attrice Natalie ([Natalie Martinez])

Stesso destino segue la storia che non incide mai, né riesce ad andare in profondità e a catturare l'attenzione dello spettatore, complici alcune scelte di sceneggiatura decisamente azzardate: il ritrovamento dei documenti segreti tra i bidoni dell'immondizia, l'impalpabilità completa del personaggio di Natalia che deflagra nella surreale scena dell'anteprima, il limbo in cui opera la segretaria di Billy, Katy (Alona Tal), che sembrerebbe destinata ad avere sempre maggiore importanza nel film ma alla fine non esplode mai. Lo stesso Mark Wahlberg ha il fisico e la muscolarità adatti per il ruolo, ma sembra lasciarsi scorrere addosso eventi che non lasciano traccia sul suo volto. Russell Crowe si dimostra l'unico in grado di sollevare parecchio la pellicola con un'interpretazione davvero efficace: sindaco subdolo, viscido, arrogante e tronfio, brutale fino alla violenza; tutte caratteristiche che l'attore australiano esalta con la consueta abilità rubando la scena al resto del cast. Broken City è thriller deludente seppur non disprezzabile: budget, cast e script potevano portare a un risultato decisamente migliore e più incisivo.

di Marco D'Amato
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