Ricerca avanzata
Film Serie TV

film

Al cinema Prossimamente Tutti i film Recensioni Film Recensioni Film Utenti

serie TV

Tutte le serie Recensioni serie

articoli

News Approfondimenti Editoriali
facebook twitter google plus
Per vedere il tuo commento pubblicato immediatamente effettua l'accesso

Username
Password


Registrati Password dimenticata
Per scrivere la tua recensione per questo film devi effettuare l'accesso

Username
Password


Registrati Password dimenticata
Per seguire questo utente devi effettuare l'accesso

Username
Password


Registrati Password dimenticata
Recensione Silenzio in sala
Recensioni utenti

C’era una volta è l'abbrivio per antonomasia di tutti quei racconti favolistici dietro cui si nasconde una morale semplice ed universale. Di queste fiabe, oggi, è rimasto solo lo spettro da quando la macchina cinematografica hollywoodiana ha cominciato a coglierne a piene mani situazioni drammaturgiche.

VOTA
il tuo voto
/5
Esprimi il tuo voto su questo film:

.
.
.
.
.
Voto Silenzio in Sala: 2.5/5
Voto utenti: 3/5

Dopo il recupero e la reinvenzione di grandi classici come Biancaneve, La bella e la bestia, Cappuccetto Rosso e Jack e la pianta di fagioli, a finire nella rete cinematografica è la favola di Hansel e Gretel. Dimenticate però gli ingenui bambini abbandonati nel bosco, che vagano alla ricerca dei propri genitori: il regista Tommy Wirkola, cineasta diventato famoso in Norvegia grazie ad un b-movie su nazi-zombie, inventa un mondo dove i protagonisti sono due bad-ass impegnati nella lotta contro il male.

Dopo essere stati abbandonati dai genitori ed esser riusciti per miracolo a sopravvivere alla malvagità della strega della casetta di marzapane, Hansel (Jeremy Renner) e Gretel (Gemma Arterton) sono cresciuti e sono diventati cacciatori di streghe. In questa veste arrivano nel loro villaggio d’origine, dove alcuni bambini sono stati rapiti dalla malvagia Muriel (Famke Jennsen) per eseguire un rito che dovrebbe liberare le streghe dal giogo dei cacciatori. Ad aiutarli saranno il giovane Ben (Thomas Mann) e l’ambigua Mina (Pihla Viitala).

Attraverso la storia dei due fanciulli abbandonati dai genitori e costretti ad affrontare la malvagità di una strega che usa dolcetti e caramelle per attirare gli innocenti e poi mangiarli, Hansel e Gretel ha sempre cercato di mettere in luce – agli occhi dei più piccoli – la diffidenza nei confronti degli estranei, ma anche un profondo senso di lealtà familiare fraterna e sororale. Wirkola – nonostante si concentri proprio sui due fratelli protagonisti della vicenda – sembra rinunciare a tutto questo, a favore di un roboante e goliardico divertimento. La sua pellicola prende il via laddove la favola si interrompeva: cosa è successo ai due coraggiosi bambini una volta sconfitta la crudele strega della casa di marzapane? Agli occhi del regista norvegese i due sono cresciuti e divenuti una sorta di divinità nella lotta contro il male; i loro volti troneggiano su vecchi articoli di giornali e volantini, giovani adolescenti con sogni di gloria collezionano le loro imprese, sognando di diventare, un giorno, proprio come loro. Perciò, se da una parte Wirkola mantiene l’idea di due fratelli quasi costretti a rimanere uniti, dall’altro decide di condire il racconto con azioni sfrenate e umorismo, che nella sua nota più scanzonata e nell’evidente voglia di non prendersi sul serio, trova la via privilegiata per arrivare al pubblico, nonostante una sceneggiatura che presenta profonde lacune drammaturgiche e un plot che di certo non sorprende per l’originalità, sebbene l’impianto visivo sia di sicuro impatto.

Dopo essere stati abbandonati dai genitori ed esser riusciti per miracolo a sopravvivere alla malvagità della strega della casetta di marzapane, Hansel ([Jeremy Renner]) e Gretel ([Gemma Arterton]) sono cresciuti e sono diventati cacciatori di streghe

Sulla carta Hansel e Gretel si presenta come tutti i film di genere fantasy che lo hanno preceduto: troppo rumoroso, troppo goliardico, caotico e stereotipato, ennesimo esempio di produzione americana ad alto budget volto a sfruttare la moda del momento, senza troppa attenzione alla qualità ultima del prodotto. Eppure, per una strana e incomprensibile fortuna, la pellicola è una sorta di guilty pleasure, un b-movie che diverte e i cui difetti, visibili e portati quasi alla ribalta, finiscono col contribuire ad una ricezione spettatoriale entusiastica.

di Erika Pomella
Sei d'accordo con questa recensione?
No
00 No
Condividi:
Nessun utente ha ancora scritto la sua recensione per questo film.
Sii il primo.

Scrivi la tua recensione per questo film DI' LA TUA
Lascia un commento a questa recensione.

Per evitare lo spam i commenti anonimi sono soggetti a moderazione e verranno pubblicati solo dopo essere stati controllati. Per commentare immediatamente effettua il login.

Login Registrati
COMMENTA
Lascia un commento in risposta a .

Per evitare lo spam i commenti anonimi sono soggetti a moderazione e verranno pubblicati solo dopo essere stati controllati. Per commentare immediatamente effettua il login.

Login Registrati
RISPONDI
Spiega il motivo della segnalazione:
Spam
Insulti
Altro, specificare:
SEGNALA

Commenti

Non ci sono commenti per questa recensione COMMENTA
REGISTRATI LOGIN

TROVA CINEMA


Città

Includi provincia

Tutti i film
Film specifico

REGISTRATI

LOGIN

Password dimenticata?

oppure

Entra con Facebook
Silenzioinsala.com utilizza i cookies per personalizzare e migliorare l'esperienza degli utenti.
Leggi la dichiarazione sulla privacy per saperne di più.
Sono d'accordo