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Il trono di spade Recensione stagione 5


Il trono di spade Recensione stagione 5

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Un racconto epico distribuito in dieci episodi; il proseguimento di una storia che ci lascia col fiato sospeso; un finale profondamente drammatico. Questo, e molto altro, è la quinta stagione de Il Trono di Spade. L'adattamento sapiente degli ideatori D.B. Weiss e David Benioff rende gli eventi narrati nei libri di George R. R. Martin un geniale adattamento di quella storia che i lettori già conoscono. L’originalità della regia, affidata come ogni stagione a molti registi diversi, tra cui gli stessi Weiss e Benioff, cattura l’attenzione del telespettatore di episodio in episodio. Il climax narrativo cresce, sino al raggiungimento del suo culmine nel decimo episodio, in cui viene svelato il drammatico finale di stagione con la morte di uno dei personaggi più amati di sempre. Anche questa stagione, come le precedenti, si conferma un enorme successo di pubblico, permettendo alla rete britannica HBO di confermare la presenza di una sesta che verrà presto trasmessa sui nostri schermi. Il Trono di Spade si conferma la miglior serie televisiva fantasy di sempre, nonché uno dei prodotti di maggior qualità creati da HBO.

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Il nuovo re
Nella capitale, Approdo del Re, Tommen Lannister ha sostituito sul Trono di Spade il defunto fratello Joffrey, dimostrandosi l’inetto e debole sovrano che tutti si aspettavano. Il giovane viene manipolato prima dalla madre Cersei; in seguito dalla sposa Margaery Tyrell, che riesce a spodestare dei suoi poteri la Regina Reggente. Tommen sposa Lady Tyrell nel tempio di Baelor, rendendola regina dei Sette Regni e, dopo aver consumato il matrimonio, permettendole di trattarlo come un burattino. Nel frattempo Cersei conferisce all’Alto Passero la nomina di Alto Septon, donandogli addirittura un esercito: il Credo Militante. Con questi uomini egli potrà purgare tutti coloro che hanno comportamenti riprovevoli in città: come Loras Tyrell, rinchiuso nelle celle del Tempio con l'accusa di sodomia, insieme alla sorella giudicata complice. Ma il piano di Cersei finisce per ritornarle contro e il Credo Militante, informato dei suoi crimini di incesto e tradimento al re, la incarcera e costringe a una umiliante penitenza. Nel decimo episodio della stagione, "Mother’s Mercy" - diretto da David Nutter, stesso regista del memorabile episodio del "Red Wedding" - vediamo Cersei nuda e scalza, mentre attraversa la città sotto le offese e gli sputi dei cittadini di Approdo del Re. Giunta alla Fortezza Rossa, Cersei però si riunisce ai suoi servi fedeli tra cui spicca, più terrificante che mai, Robert Strong: la nuova Montagna.

Un racconto epico distribuito in dieci episodi; il proseguimento di una storia che ci lascia col fiato sospeso; un finale profondamente drammatico. Questo, e molto altro, è la quinta stagione de Il Trono Di Spade.

La danza dei draghi
A Meereen Daenerys Targaryen deve affrontare un gruppo di ribelli, noti come i Figli dell’Arpia. Per cercare di ottenere il favore del popolo, Daario Naharis le consiglia di riaprire le fosse da combattimento, un’arena dove due gladiatori si sfidavano sino alla morte di uno dei due. Fiduciosa che questo le porti nuovamente l’affetto del popolo di Meereen, Daenerys riapre le fosse e qui, incontra di nuovo ser Jorah, bandito per tradimento. Insieme a lui c'è un dono speciale: Tyrion Lannister, esiliato dalle politiche di Approdo del re. Daenerys, dopo essersi accertata della fedeltà del Folletto, nomina Tyrion suo consigliere, mentre ser Jorah Mormont chiede di poter combattere per guadagnare nuovamente la fiducia della regina. Nello spettacolare 5x09, "The Dance of Dragons", la congiura nei confronti della regina è ormai in atto ed esplode dagli spalti dell'arena; mentre Dany è in pericolo e intorno a lei il sangue scorre copioso, d’improvviso un ruggito fa vibrare l’aria: Drogon compare dal cielo sputando fuoco sui nemici e portando in salvo la Madre sulla sua schiena. Daenerys però, in sella al suo drago, è scomparsa e toccherà a Daario e ser Jorah partire alla sua ricerca, mentre Tyrion, Verme Grigio e Missandei resteranno per occuparsi della reggenza di Meereen. Potranno anche contare sull’aiuto di Varys che ha raggiunto la città, dopo essersi assicurato di aver costituito una rete di spie anche a Meereen. Si è dunque formata una nuova avvincente alleanza: personaggi che precedentemente erano nemici adesso agiscono sotto la stessa bandiera, quella della Madre dei Draghi. Questo evento contribuisce a dare alla storia un nuovo senso di giustizia, che si era persa seguendo gli avvenimenti ad Approdo del Re per rinascere con l’arrivo di Tyrion a Meereen. Due realtà così lontane, i personaggi dei Sette Regni di Westeros e quelli delle selvagge terre di Essos, stanno pian piano avvicinandosi per affrontarsi nella battaglia finale il cui vincitore sarà l’unico legittimato a sedere sul Trono di Spade.

Addio Jon Snow
Al Castello Nero, Stannis Baratheon e Melisandre convincono Jon Snow a parlare con Mance Ryder per convincerlo a formare un esercito contro Lord Bolton. Mance, fedele al suo popolo, finisce arso vivo da Melisandre, decisamente uno dei personaggi più odiati della quinta stagione de Il Trono di Spade. Dopo aver rifiutato la nomina di Stannis a diventare ufficialmente uno Stark, Jon viene eletto novecentonovantottesimo Lord Comandante dei Guerrieri della Notte. La sua prima azione sarà la nomina di ser Allister a Primo Ranger, nonché la decapitazione di Slynt per essersi rifiutato di obbedire ai suoi ordini. L’assenza di pietà nei gesti di Jon è una conseguenza di tutti quelli che egli ha perduto durante il famigerato Gioco dei Troni: dal padre adottivo Ed sino all’amata bruta Ygritte. Ora è un Lord Comandante, pronto a fare qualsiasi cosa pur di difendere la Barriera, anche perdere la bontà d’animo che traspariva dai suoi occhi neri. Per cercare di convincerlo ad allearsi con Stannis, la Sacerdotessa Rossa offre il suo corpo al Lord Comandante, il quale la rifiuta dicendole di essere ancora innamorato di Ygritte. Prima di andarsene dalla camera, Melisandre gli ribadisce un “Tu non sai niente, Jon Snow” che lascia Jon attonito e i telespettatori decisamente sconvolti. L'ossessione del Lord Comandante per l'alleanza con i Bruti lo porterà ad allontanarsi da Stannis - intanto colpevole del peggiore dei crimini, il rogo di sua figlia Sheerin per ordine di Melisandre nel 5x09 - e anche dal Castello Nero, per cercare eserciti Oltre la Barriera. Nell’ottavo episodio, "Hardhome", la meravigliosa battaglia contro gli Estranei resta una delle più spettacolari dell'intera seria. Mentre il Lord Comandante si copre di onore sul campo e il suo esercito si perde fra i colpi dei Non Morti, il Re della Notte osserva il massacro da una cima. La guerra è appena iniziata.

Momenti cult

- L'umiliante passeggiata di penitenza di Cersei Lannister;
- La straziante morte di Sheerin;
- Daenerys cavalca Drogon come una maestosa regina dei draghi;
- La battaglia fra gli Estranei e l'esercito di Jon Snow: una sequenza degna del migliore fantasy;
- Il più sconvolgente finale di stagione: massimo punto di hype raggiunto dalla serie.


Nel decimo e ultimo episodio il climax della serie raggiunge il culmine: Stannis viene abbandonato da Melisandre e dalla moglie, che si impicca per il dolore della perdita della figlia; egli decide lo stesso di attaccare Grande Inverno, ma viene sconfitto dai Bolton e, costretto a fuggire nei boschi, troverà la morte per mano di Brienne di Tarth, che può finalmente vendicare la morte di Renly Baratheon. Melisandre intanto giunge al Castello Nero, dov’era rientrato anche il Lord Comandante, in fuga da Estranei e non- morti. La sera stessa, Jon Snow - chiamato a raccolta dai Confratelli con un inganno - viene accoltellato a morte dai Guardiani di ser Allister. Jon si accascia a terra, morendo come un giovane Giulio Cesare tradito e colpito alle spalle da chi pensava fosse suo alleato. Proprio nella neve muore - ironia della sorte - il giovane Snow. David Nutter dirige il finale di stagione più inaspettato e doloroso di sempre.

di Livia Restano
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