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Il trono di spade Recensione stagione 6


Il trono di spade Recensione stagione 6

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La sesta stagione de Il Trono di Spade non delude le aspettative. Per la prima volta dall'inizio della serie, la sceneggiatura si separa da Martin. E si distanzia anche dai romanzi non ancora scritti. Gli episodi, a differenza di quelli precedenti che seguivano passo passo i libri, sono più veloci, pieni di novità e colpi di scena. David Benioff e D.B. Weiss, sebbene sempre supervisionati da Martin, legittimo padre della storia, corrono ormai a briglia sciolta e danno il loro meglio in quella che possiamo definire la più riuscita stagione della serie tv fantasy più celebre di tutti i tempi.

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Chi va e chi viene
Come ogni stagione che si rispetti, i personaggi possono andare e tornare in qualsiasi momento. Di ritorno è Bran, che avevamo lasciato nella grotta del Corvo dai tre occhi per un'intera stagione: il suo incontro con i White Walkers sarà il più sconvolgente di sempre. Grande ritorno sono le anche Isole di Ferro, che non vedevamo da diverse stagioni, con una Yana Greyjoy più combattiva che mai. Con la morte del padre e il ritorno del fratello a casa, cerca di sedere sul Trono di sale, ma lo zio gli ruberà il potere. Decide quindi di rubare tutte le navi e salpare per Meeren alla ricerca di Daenerys. Torna anche Il Mastino, abbandonato in fin di vita da Arya Stark, e Ditocorto, che ormai sembrerebbe stanziato nella Valle. Per tanti ritorni, equivalgono anche tanti addii. Metalupi, di nuovo, e anche un'intera famiglia di stirpe non avrà più componenti. Un grande guerriero e anche due "grandi" uomini, per difendere coloro a cui avevano giurato fedeltà.

Per la prima volta dall'inizio della serie, la sceneggiatura si separa dai romanzi di George R. R. Martin.

La Battaglia dei Bastardi
Anche la sesta stagione trova picchi di epicità, come ormai di consuetudine, nelle puntate nove e dieci. La 6x09 è dedicata alla riconquista di Winterfell, da parte dei riuniti Sansa Stark e Jon Snow. È una delle battaglie più eccezionali della serie: costata oltre dieci milioni di euro, è stata girata in venticinque giorni di riprese con quattro crew di cameramen, seicento membri dello staff, comparse e ottanta cavalli. Solo la sequenza del corpo a corpo tra Jon e Ramsey è durata dieci giorni. Una sequenza grandiosa non solo sullo schermo, ma anche tecnicamente. La prima vera battaglia della serie a eserciti schierati, che con l'utilizzo di cavalli veri insieme a una computer grafica ad arte fa entrare lo spettatore nell'azione. La colonna sonora, praticamente assente, fa salire il pathos e permette l'immedesimazione del pubblico con i personaggi. Specialmente con Jon Snow che, come possiamo notare, è il personaggio che viene seguito per tutte le sua gesta. È la battaglia più importante della serie fino a ora, sia per grandiosità, sia per sentimento, dal momento che finalmente vedremo gli Stark tornare a Winterfell e Sansa avere la sua vendetta su Ramsay.

I am Lord Bolton
Ramsay è sicuramente uno dei personaggi meglio costruiti di tutta la serie. Figlio bastardo di Roose Bolton, è cinico, folle, sadico, freddo e calcolatore: il cattivo perfetto della serie. Interpretato da un magistrale Iwan Rheon, Ramsay è la perfezione in fatto di cattiveria. Fin dalla sua prima apparizione nella terza stagione, lo vediamo lucido nella sua follia. È praticamente un genio al contrario, che usa il terrore per soggiogare le persone. La sua attività preferita è la tortura: come il povero Theon Greyjoy, che finisce nelle sue mani e, dopo vari lavaggi del cervello, diventa Reek, una sorta di schiavo personale. Ramsey tortura, scuoia, uccide anche i propri familiari, che in realtà disprezza poiché unico ostacolo tra lui e il potere, in sequenze che hanno il respiro della tragicità e il macabro dell'azione. Ovviamente Ramsay non sarebbe così senza l'interpretazione di Iwan Rheon, che con quel luccichio di follia negli occhi e i sorrisini inquietanti saranno ricordati per molto tempo.

Momenti cult

- Il finale della 6x02: un grande ritorno;
- L'abbraccio tra Sansa e Jon nella 6x04;
- Lo straziante finale di 6x05, l'addio a Hodor è uno dei momenti più cupi dell'intera serie;
- La sensazionale Battle of Bastards della 6x09;
- Il finale di stagione: un inizio surreale e una fine epica.

Ghiaccio e fuoco
Bran è un personaggio chiave di questa stagione. Le sue visioni raccontano parti della storia che altrimenti ci sfuggirebbero. Tramite lui capiamo la storia che tutti raccontano a pezzi, e a modo loro, fin dalla prima stagione: la storia del Re Folle e della ribellione da parte di Stark, Lannister e Baratheon. Il re Folle, ossessionato dall'Altofuoco, ne mise botti piene in tutte le fondamenta di Westeros: è una leggenda che si tramanda da allora, e Cersei ne è interessata, tant'è che fa scoprire a Quyburn se è vera. Gli uccellini confermano la storia, e Cersei avrà la sua - spettacolare - vendetta sull'Alto Passero. Ma la storia più importante e interessante è quella di Ned e di sua sorella Lyanna. Promessa a Robert Baratheon, il defunto re narrava che Lyanna era stata rapita da Raeghan Targaryen, figlio del re Folle, e stuprata da lui fino alla morte. In realtà i fatti son diversi da quelli narrati: Lyanna, innamorata di Raeghar, scappa con lui; Ned cerca di riportarla a casa dalla Torre della Gioia. Per poterla raggiungere sconfigge, slealmente, il miglior spadaccino di Approdo del re. Finito il combattimento, Lyanna, con le ultime forze, affida al fratello un dono: suo figlio, nato Targaryen e quindi bisognoso di protezione. Si fa promettere da Ned che non dirà a nessuno che è figlio suo. Un bellissimo montaggio di piani stretti ci mostra che il figlio di Lyanna e Raeghan è proprio Jon Snow: non solo Stark ma è anche un Targaryen e quindi legittimo erede del Trono di Spade. Fuoco e ghiaccio.


Quello che si propone la prossima stagione di Il Trono di Spade pare lo scontro decisivo e finale, soprattutto dopo l'annuncio che mancano solo due season da sette episodi alla fine della serie. Sarà sicuramente non uno scontro maschile, del resto il potere a fine della sesta stagione è in mano alle donne. Ad Approdo del Re, Cersei si è autoproclamata regina e si è seduta sul Trono di Spade; intanto Daenerys sta raggiungendo finalmente Westeros, grazie all'aiuto e all'allenza di Yana Greyjoy. A Winterfell Jon è stato proclamato King in the North ma è Sansa la vera Stark della casa, e quindi la vera reggente di Winterfell. Sulla fanciulla cade però il peso di Ditocorto, che, in cambio dell'aiuto con Ramsay Bolton, vuole qualcosa in cambio. Arya, tornata a Westeros, sembra intenzionata a continuare la sua lista mentre dall'altro capo del continente si stringono alleanze tra le Serpi dei Martell e Olenna Tyrell. Insomma: uno scontro tutto al femminile che non vediamo l'ora di assaporare sui nostri schermi.

di Samantha Ruboni
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