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Mad Men Recensione stagione 2


Mad Men Recensione stagione 2

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Se la prima stagione ha rappresentato l'infanzia di Mad Men, la seconda ne è la piena adolescenza; quel tempo in cui si impara a essere ciò che si desidera. Matthew Weiner, che sui ribaltamenti di prospettive e sull'imprevedibilità annunciata ha costruito l'intera serie, arriva al primo cambio di rotta: siamo nel 1962 e quello che nella prima stagione sembrava funzionare così com'era, ora deve cambiare. Tutti i personaggi fanno i conti con questa necessità e scelgono l'abito migliore per mostrare se stessi. Ecco perchè la première della season 2, For Those Who Think Young - il cui tema è, non a caso, la giovinezza - inizia con una serie di splendide dissolvenze sulle note del twist: i dress up di Joan, Peggy e Pete. Prosegue il ritmo morbido della precedente stagione: pochi stravolgimenti ma maggiore profondità a ogni personaggio. Iniziamo a capire chi amiamo, a comprendere protagonisti che meritano tempo e dedizione.

C'era un Don Draper all'apice del successo, sul finire della prima stagione. Ritroviamo un uomo sul lettino del medico, con una moglie bellissima che non riesce a soddisfare e un lavoro in cui non è più l'unica voce che conta. Tra le angherie professionali e i guai sentimentali, Don - sintomaticamente - fugge. Ma se nella prima stagione i fantasmi lo venivano a cercare, stavolta il passato lo attende sull'altra costa e ha un nome: Anna Draper.

Sul tema del tempo e della morte dei padri prendono corpo alcune delle relazioni più complesse dell'intera serie. Oltre a Peggy, ora Don ha un nuovo "figlio" di cui occuparsi: Pete Campbell, da rivale a ostile alter ego. Nella seconda stagione di Mad Men crescono anche i personaggi femminili. Se Peggy merita un capitolo a parte, non è un caso che le due donne più affascinanti della serie, Betty e Joan, siano anche le più inquiete. La gelida signora Draper sottomette gli uomini e fa perdere la testa ai ragazzi, ma non riesce a conquistare del tutto suo marito. Moglie insensibile e madre severa, chiude la stagione con una terza gravidanza che si porta dietro un presagio funereo. Tutt'altra storia per Joan, che deve fare i conti con la paura del tempo che passa. La sua avvenenza, in teoria capace di procurarle tutto ciò che vuole, la rende in realtà vittima del futuro marito e di tutti gli uomini. Il suo personaggio deve ancora crescere, ma intanto la domanda che nella scorsa stagione le poneva un estasiato Roger resta più che mai senza risposta: che cosa vuole Joan?

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Be a woman
Peggy Olson è rinata: dal letto sofferente di un ospedale, dove ha lasciato ciò che di più caro aveva, si è rialzata ed è pronta a pagare i suoi debiti e a difendere i successi. Diventare, da piccola copy con una grossa fotocopiatrice nella stanza, una brillante donna in carriera. La seconda stagione mostra cicatrici dolorose («Do you want to have kids?» - «Eventually») e l'inizio di un percorso di consapevolezza, che passa per l'accettazione del proprio destino. La 2x05, The New Girl, è una puntata cardine: per la prima volta viene mostrato quanto profondo sia il legame tra Peggy e Don, fin qui velato di allusioni. Da pubblicitario Don forgia la sua protetta, da amico ne custodisce i segreti e, meglio ancora di un amante, le affida i propri. Soprattutto però le regala il più prezioso dei consigli, da lui stesso ricevuto molti anni prima: «Move forward. This never happened». Questo intenso rapporto genitore-figlia (introdotto nella première, in occasione dalla campagna Mohawk Airlines destinata ai papà) verrà sviscerato nel corso della serie in tutte le sue componenti sentimentali, generazionali, psicoanalitiche. Don è il "padre" di Peggy perchè l'ha creata, l'ha vista cadere e l'ha risollevata. Lei è appena nata e deve imparare - come le consiglia Bobbie Barrett - a essere una donna. E così sia: dal simbolico cambio di look della 2x11, The Jet Set (puntata in cui si parla, coerentemente, di sessualità e identità) a quel «I wanted other things» che, nel drammatico confronto con Pete nella 2x13, Meditations in an Emergency, chiude la stagione in trionfo.

Se la prima stagione ha rappresentato l'infanzia di Mad Men, la seconda ne è la piena adolescenza; quel tempo in cui si impara a essere ciò che si desidera.

It's just a man's name
La reputazione è il tema della 2x09, Six Month Leave: una puntata manifesto del "codice etico" di Donald Draper. Nella temporanea condizione di marito separato, il pubblicitario difende la propria privacy rifiutando l'aiuto dell'invadente segretaria («I don't know you at all and this is personal») e si esibisce in una grande prova di lealtà nei confronti di Freddy Rumsen. Six Month Leave è un episodio in cui uomini e donne restano separati, divisi da un muro di incomunicabilità esemplificato dal dialogo fra Joan e Roger sulla morte di Marylin Monroe. E mentre le ragazze piangono la loro sfortunata diva, i signori discutono di rispettabilità davanti a molti drink. Unico ponte fra i due mondi è Peggy, che aggiunge alla questione Rumsen un tocco di sensibilità femminile e imprime un po' di cinismo alla drammatica fine di Marilyn. Ci saranno altri momenti per avercela con Donald Draper, ma non è questa l'ora: in Six Month Leave Don è l'eroe di un sistema di valori condiviso e approvato. Nell'episodio nove la reputazione di un uomo si gioca sul numero di cocktail bevuti in ufficio, sull'abilità con cui si destreggia fra mogli e amanti (bellissimo il dialogo fra Roger e Don al bar, specie se messo in relazione al finale di puntata), sull'onore professionale. Si torna anche a parlare di padri e Don cita per la prima volta Archibald Whitman: pur non riuscendo a non provare vergogna per le proprie origini, il pubblicitario conosce meglio di chiunque l'importanza del proprio nome.

Another Mrs. Draper
Non siamo ancora alle potenti crisi esistenziali, ma la seconda stagione vede Don Draper impegnato per la prima volta a fare i conti con le proprie questioni irrisolte. Il luogo in cui rifugiarsi a pensare è - e sarà sempre - la West Coast. Se per gli altri rappresenta le frivolezze del jet set, per Don la California è un posto di pace in cui lo accoglie la verità, ovvero Anna, l'altra Mrs. Draper: la sola donna che davvero lo conosce. Una puntata dolcissima, la 2x12, The Mountain King, in cui un inedito Don ripara sedie, veste casual e si concede di essere se stesso con le proprie paure e rimpianti. Ad Anna, oltre che il passato, Don affida la lettura del futuro: nei tarocchi la donna vede solitudine e fragilità, ma anche il cambiamento. La chiusa, con le onde potenti che si infrangono su un inerme Don Draper, mentre una luce accecante brucia l'inquadratura, è una delle immagini più belle della stagione.

Momenti cult

- I primi trenta secondi di questa stagione, con il twist, sono eccezionali;
- Il vestito azzurro di Peggy nella 2x06: il primo di tanti ingressi sensazionali.
- Il pugno in faccia di Don a Jimmy Barrett nella 2x09. Era ora.

di Aurora Tamigio
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