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Good Bye Lenin! Citazioni e curiosità


Good Bye Lenin! Citazioni e curiosità

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Curiosità
  • Devo ammetterlo, ormai il gioco mi aveva preso la mano. La Repubblica Democratica che stavo creando per mia madre, assomigliava sempre più a quella che avrei potuto desiderare io.
  • Ma la mamma non si svegliava. E quel profondo placido sonno che l'avvolgeva le permetteva di gravitare come un satellite attorno al nostro piccolo pianeta e alla nostra tormentata Repubblica. Il grande sonno si frappose tra lei e le dimissioni del compagno Erich Honecker, segretario generale del comitato centrale del Partito Socialista e Presidente del Consiglio della Repubblica Democratica Tedesca. Neppure le soavi note del concerto tenutosi davanti al municipio di Berlino Ovest la svegliarono. Né si accorse della compravendita di mattoni usati più lucrosa della storia.
  • Mi sentivo come il comandante di un sommergibile della flotta del baltico che aveva combattuto troppe battaglie. Appena riparavo una falla se ne apriva subito un'altra. Ariane mi negava la sua complicità. I capitalisti issavano i vessilli della Coca Cola e una brezza proveniente da ovest mi sbatteva in faccia i soldi di mia madre.
  • I quarant'anni della Germania Democratica: un giorno di riposo per la mia attività di riparatore TV, l'ennesimo giorno di inquietudine per la mia esuberante quanto inutilizzata virilità. I tempi erano gravidi di cambiamenti: sotto le finestre di casa nostra sfilavano i soci del più grande circolo mondiale di tiro a segno.
  • Almeno nel nostro microcosmo familiare, l'avvicinamento Est/Ovest dava già i suoi frutti. Era in arrivo il primo figlio della riunificazione, e la nuova Germania firmava i suoi primi trattati. A Mosca avevano deciso che uno più uno faceva tre, e lo spumante del Cremlino suggellò il patto.
  • Il socialismo non è nato per innalzare muri. Socialismo significa tendere la mano agli altri e insieme ad essi convivere pacificamente. Non è il sogno di un visionario ma un preciso progetto politico.
  • Ma alla fine di giugno del 1990 i grandi magazzini della Patria Socialista si erano svuotati. E dal paese che si trovava al di là del muro arrivarono i soldi veri. [...] Ardentemente sospirato da tutti, il marco tedesco ci travolse. Il cambio era due a uno. La Germania vinse uno a zero.
  • Si può sapere cosa sta succedendo? - Non lo indovini? - Cosa c'è da indovinare? - Giusto, cosa c'è da indovinare? - Questa stanza va sgombrata. O metti anche la mamma in cantina? - Io pago regolarmente l'affitto. E lo pago da cinque mesi! - Troppo buono, grazie! - E per l'intero appartamento! - Quarantasette marchi e ottanta? All'Ovest non ci pagavi neanche la bolletta del telefono! - Peccato che qui prima che te l'allaccino ci vogliano dieci anni...
  • Che strano, non è cambiato niente. – Perché, doveva cambiare qualcosa?

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  • Florian Lukas è stato originariamente la prima scelta per interpretare Alex. Quando il regista Wolfgang Becker ha scelto Daniel Brühl per quel ruolo, ha offerto a Lukas il ruolo di Denis.
  • Nella sceneggiatura originale, Denis era turco-tedesco in sovrappeso chiamato Deniz.
  • Tutte le lettere nel film sono state scritte da una giovane donna di Colonia che ha fatto tirocinio con la troupe durante le riprese del film.
  • L'edificio utilizzato da Alex e Dennis per il loro "notiziario Coca Cola" è lo stesso utilizzato da Billy Wilder nel film del 1961 Uno, due, tre!.
  • Non se ne parla per tutto il film: l'appartamento della famiglia si trova nel quartiere Friedrichshain di Berlino Est.
  • La T-shirt che Alex indossa per la maggior parte del film porta il logo pre-unificazione di Motorradwerk Zschopau, meglio conosciuta come la casa motociclistica MZ.
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