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Recensione Dvd Recensione Blu Ray
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  • Edizione: Standard
  • Numero dischi: 1
  • Video: 1.85:1 Widescreen
  • Audio: Italiano (Dolby Digital 2.0, 5.1, DTS-HD 2.0, 5.1), Frencese (DTS-HD 2.0)
  • Sottotitoli: Italiano, Italiano per non udenti, Francese, Spagnolo, Inglese
  • Distribuzione: CG Entertainment
  • Uscita: 23/09/2014

Recensione Blu ray

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Nuovo Cinema Paradiso è un film che ha fatto la storia del cinema. È stato definito in vari modi: melodramma, commedia sentimentale, patrimonio del cinema internazionale. Il perché un film assurga a simbolo - ad un’equazione che pone i termini particolare uguale universale – sta probabilmente nella capacità del regista (Giuseppe Tornatore) di far coincidere il mondo dello spettatore con il mondo del cineasta. E Tornatore ha voluto fortemente questa pellicola, di cui ha scritto anche la sceneggiatura. Nuovo Cinema Paradiso è il film che più ci racconta – attraverso un uomo in particolare – il cinema in generale e muove l’emozione. È il racconto epico di un amore (quello per il cinema in primis) coltivato da un Tornatore bambino e che grazie a satelliti umani - grande fonte di ispirazione – diventa da una passione coinvolgente, un bisogno dello spirito. Raccontare per immagini, equivale a imprimere nella memoria di chi osserva prima e di chi ascolta dopo, emozioni imperiture. Il cinema può fare anche questo, se poi dietro la macchina da presa c’è un uomo e siciliano come Tornatore la magia è la scena finale del film, sequenza iconica del cinema di tutti i tempi.

Il Blu-ray distribuito per la prima volta da CG Entertainment è lodevole per due motivi: regala il fascino di un film del passato con la tecnologia del presente, migliorandone la fruizione a tutto tondo (visione, ascolto, emozione); è ricco di interviste e di curiosità legate ad uno dei film più amati nel mondo. Le moltissime tracce audio presentano un missaggio non sempre puntuale, con qualche stacco netto tra un passaggio e l'altro; la nota positiva è che si adattano ad ogni tipo di impianto home cinema (anche quelli più basilari). Il comparto video è buono, generalmente pastoso e con un livello di dettaglio altalenante. Nel suo complesso lo stacco dall'edizione DVD è evidente, eppure basta cambiare continente - il che è paradossale per un film italiano - per trovare di meglio. Non è possibile analizzare questa edizione senza tenere conto della 25th Anniversary Remastered Edition, prodotta dall'inglese Arrow Academy su master 2K: significherebbe fare un torto ai collezionisti che ricercano l'eccellenza. Il disco distribuito da CG Entertainment raccoglie infatti un numero inferiore di contenuti extra, un digipack meno curato e soprattutto non è presente la Director's Cut del film firmata dal regista, la prima ad aver visto la luce - e floppato clamorosamente - nelle sale italiane nel 1988. In attesa di vedere un'edizione che rifletta le aspettative degli appasionati più esigenti, lasciamo intendere che questa versione in alta definizione è destinata ai fruitori accomodanti, ovvero più interessati alla qualità del film piuttosto che al supporto sul quale è stato riversato.

Contenuti speciali



- Intervista a Giuseppe Tornatore (11' circa)
Il film è in parte autobiografico. Ci sono spunti, che il regista ha accuratamente preso dal suo passato. In questo speciale Tornatore ricorda come sia nata la figura del parroco che faceva purificare i film prima della visione. Oppure la figura del piccolo Totò, ispirata ad un chierichetto appassionato di cinema. Nel film ricorrono figure topiche: la rappresentazione della madre come figura centrale nel mondo di Totò (un giovanissimo quanto intenso Salvatore Cascio). Una donna che non comprende prima la passione di questo figlio così strano, ma da cui si separa senza attrito e apparente dolore, quando il destino lo chiama altrove per rincorrere un sogno che Alfredo (Philippe Noiret) gli ha consigliato di seguire senza mai voltarsi indietro. Nell’intervista Tornatore ricorda il ruolo del produttore Cristaldi, che da subito ha creduto nel progetto e lo ha portato avanti con la stessa passione del cineasta, fino al traguardo atteso ma insperato dell’Oscar a Los Angeles nel 1990.

- Intervista a Leo Gullotta (5' circa)
Leo Gullotta racconta l’esperienza straordinaria, a livello umano ancor prima che professionale, di lavorare con Tornatore. L’attore aveva già avuto modo di conoscere il regista siciliano ne Il camorrista. Ma l’avventura epica di Totò, raccontata con la poesia di un adulto - bambino come Tornatore è rimasta nel cuore dell’attore che definisce il film «un poema della vita».

- Intervista a Blasco Giurato, direttore della fotografia (4' circa)
Interessante contributo quello di Blasco Giurato che aveva già lavorato anche lui - come Leo Gullotta - con Tornatore ne Il camorrista e racconta l’esperienza unica, di essere entrato a far parte nella rosa di chi ha contribuito al successo del film in oggetto. Nuovo Cinema Paradiso è definito dal direttore della fotografia come un film artigianale, per l’estrema capacità del regista di comunicare le sue idee al comparto tecnico. La visione d’insieme e di dettaglio era già presente nella sua testa e con la facilità con cui era pensata veniva trasmessa. Nuovo Cinema Paradiso consacra Blasco Giurato ad una carriera come direttore della fotografia anche a livello internazionale.

- Intervista a Zeudy Araya, produttrice (4' circa)
Franco Cristaldi, produttore che ha lavorato al fianco di registi insigni - come Luchino Visconti, Mario Monicelli, Marco Bellocchio - ha creduto fortemente non solo nel giovane Tornatore, ma nel suo amore per il cinema. Questo è quanto ricorda Zeudy Araya, producer e coniuge di Franco Cristaldi: «Giuseppe ha raccontato il cinema italiano, le storie italiane. Un modo per far conoscere la cultura italiana all’estero», non stupisce pertanto il successo prima a Cannes e poi a Los Angeles.

- Intervista a Massimo Cristaldi, produttore (5' circa)
Il figlio di Franco Cristaldi, Massimo, ricorda la soddisfazione di aver portato, grazie al padre, la pellicola a Cannes. Questa è stata a suo dire la fortuna per Nuovo Cinema Paradiso e per Tornatore. La decisione di produrre il film, ricorda il figlio, fu presa dal padre nel giro di quarantotto ore, ciò dimostra quanto credito e fiducia sia stato dato allo script ma anche al giovane cineasta. Credito riposto non invano visti i risultati. Il film è rimasto nell’immaginario collettivo, dichiara Massimo Cristaldi perché ha innescato nel pubblico un’identificazione totale con quanto proiettato: «più sono locali i film più sono globali». Si racconta una storia che riguarda il cinema e l’essere umano, metafora della vita.

- Recensioni
Walter Veltroni: “Gli è stato rimproverato di indulgere nella ricerca di pretesti di commozione. Non so, può essere. Io non faccio in tempo ad accorgermene, perché mi commuovo”.
Lina Wertmuller: “film irresistibile con il finale più bello”.
Morando Morandini: “film come melodramma da vedere”.
Valerio Caprara: “il film è come una lingua si fa capire senza mediazioni”.
Enrico Ghezzi: “Tornatore rappresenta nel suo film la sala cinematografica come microcosmo significante”.

- Locandine originali

- Galleria fotografica


di Antonella Sugameli
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