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Essi vivono Recensione


Essi vivono Recensione

Recensione Silenzio in sala
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John Carpenter immagina un invasione aliena senza guerre, in cui gli uomini - in cambio di denaro e potere - concedono che la terra venga saccheggiata senza riserve delle sue risorse.
I vagoni di un treno merci lasciano presto il campo visivo a un uomo venuto apparentemente da lontano, come sembra testimoniare il grosso zaino sulle spalle: per lui la priorità è iniziare una nuova vita lavorativa, lontano da casa, in una grande città.

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Voto Silenzio in Sala: 3.0/5
Voto utenti: 3/5

La vita appare dura, coperta dal cielo terso di una grande metropoli. Con un po’ di normale diffidenza iniziale, qualche amicizia arriva, insieme a dei piccoli segnali che sembrano rivelare qualche stonatura nella realtà che lo circonda. Un elicottero sorvola spesso la zona e lì, vicino al cantiere dove lavora, qualcosa sembra attirare diverse attenzioni. Dalla televisione provengono delle interferenze rivelatorie, predicatori cechi e scritte sui muri chiedono alla gente di “svegliarsi”. Qualcosa non quadra, ma apparentemente sembra tutto normale. Niente pillole rosse o blu però: saranno un paio di occhiali a rendere chiara la situazione e a mostrare chi sono “loro”.

In Essi vivono, pellicola del 1988 diretta da John Carpenter e tratta da un racconto di Ray Nelson, il tema centrale non è tanto “combattere” il nemico, ma riconoscerlo. E prima di tutto occorre sapere che c’è un nemico.

Un elicottero sorvola spesso la zona e lì, vicino al cantiere dove lavora, qualcosa sembra attirare diverse attenzioni

Affabulatori abili in grado di conoscere le parole da dire per creare sicurezza; persone che agli occhi del mondo paiono rispettabili, impegnate e credibili, possono effettivamente acquisire il potere di nascondere la verità alle masse. Ma se trovassimo il modo di riconoscere e soprattutto fare riconoscere questi “impostori“? Dietro quella che sembra una semplice insegna pubblicitaria si nasconde un messaggio, dietro uno slogan all’apparenza innocente c'è un significato ben preciso e un dogma che deve entrare nel cervello di chi l'osserva inconsapevole: obbedire.

Questo potente concetto rende il film ancora attuale. In Essi vivono il modo per riconoscere l’invasore sono un paio di occhiali da sole, fabbricati da pochi che conoscono la verità, di nascosto, in modo da mostrare a tutti che il nemico è in mezzo a noi.

Il loro compito è semplicemente rendere consapevoli gli altri di un problema, in modo che possa essere affrontato a viso aperto: finché rimane nascosto, infatti, si può anche pensare che non esiste. Il protagonista (e lo spettatore), che fino a prima intuiva qualcosa che non andava, una volta entrato in possesso di questi occhiali, rimane scioccato nel vedere questi esseri dall’aspetto scheletrico, perfettamente integrati nella società, camminare senza che nessuno ne percepisca la diversità. Grazie a queste lenti può vedere anche tutti i messaggi nascosti dietro le banconote, le insegne e le pubblicità: utili a rafforzare una sottomissione voluta dagli stessi umani, che in cambio di denaro e potere lasciano che gli alieni attingano dalle risorse della terra per nutrire il loro pianeta. In accordo con gli “invasori” sono coloro che hanno le chiavi delle nazioni, politici e grossi industriali. I parallelismi con il nostro presente sono - purtroppo - davvero facili da trovare.

Bisogna riconoscere che Essi vivono rimane un film strettamente legato a un immaginario e a un modo di fare cinema tpico dei b-movie degli anni '80. A parte l’idea di fondo e la sua contemporaneità, è innegabile avvertire il peso degli anni. Gli anni Ottanta sono stati un periodo molto florido per un certo modo di intendere la fantascienza: già allora il futuro immaginato era tutt’altro che roseo eppure, rispetto alle produzioni odierne, c’era ancora un ingenuità di fondo in cui l’elemento umano poteva prendere il sopravvento e ribaltare con relativa facilità situazioni ormai disperate. Non mancano scene in cui il protagonista assume pose da “one man army”, al limite di una parodia che poco ha a che fare con il resto. Piccole situazioni che non riescono a ridimensionare il forte immaginario che l’idea di fondo dona alla storia; brevi momenti in cui la “goliardia” sembra voler smorzare i toni di una narrazione che ha a che fare con le paure e le angosce di sempre: sapere riconoscere la realtà che ci circonda essendo certi di coglierne le verità. Essi vivono sa conquistare gli amanti del genere ma non solo, tutti possono trovare uno spunto per riflettere sulla nostra contemporaneità perché vedendo come viene saccheggiato e inquinato il pianeta in cambio di denaro e potere, c'è da pensare che forse non siamo tutti umani allo stesso modo, e che tutto sommato sarebbe comodo pensare che la colpa sia di un invasore venuto da lontano.

di Giuliano Concas
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