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Trainspotting Recensione


Trainspotting Recensione

Recensione Silenzio in sala
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Presentato al 49° Festival di Cannes fuori concorso, tratto dall'omonimo romanzo di Irvin Welsh del 1993, Trainspotting è la storia dell'eroinomane Renton (Ewan McGregor) e dei suoi amici Sick Boy (Jonny Lee Miller), Spud (Ewen Brenmer), Tommy (Terry McKidd) e Bagbie (Robert Carlyle). Ambientato nell'underground scozzese di Edimburgo, il film narra della difficoltà di Renton ad uscire dal giro della droga.

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Tra gite fuori porta, furti, viaggi onirici, metodi fai da te, incontri fatali e battute pungenti, Trainspotting è diventato un cult della storia del cinema britannico.

Uscito nelle sale cinematografiche 20 anni fa, Trainspotting è il film culto di una generazione. Inserito dal British Film Institute al decimo posto in una lista dei 100 migliori film britannici, nel 2004 definito miglior film scozzese di tutti i tempi e incluso nel libro 1001 Movies You Must See Before You Die di Steven Schneider, Trainspotting si contraddistingue per una trama amara e forte, ben bilanciata da pezzi comici e da sequenze citazionistiche. Il film non stanca mai. È la storia dei tentativi di rehab del protagonista, nonché voce narrante, Renton e delle vicissitudini dei suoi strani amici. Sick Boy, anch'gli eroinomane, fan di Sean Connery e con varie tesi sulla vita, ha sempre loschi giri, che van sempre a finir male, di droga e prostitute; Begbie, irascibile e alcoolizzato, “si fa di persone”, per lui ogni scusa è buona per far una rissa; Spud, dal carattere fragile e debole, è un tossico anche lui ed è l'amico che più sta a cuore a Renton; Tommy sembrerebbe quello più sano, salutista e sportivo, non si fa di nessuna droga, dice sempre la verità e non frega mai nessuno. È questo il gruppo di personaggi cui gira intorno la trama, di certo non classici protagonisti. È forse questa la forza di questo film, far vedere quello che le altre pellicole non hanno osato, narrare della feccia, del degrado, del non voler vivere e non voler fare scelte di un gruppo di giovani ragazzi.

Inserito dal British Film Institute al decimo posto in una lista dei 100 migliori film britannici, nel 2004 definito miglior film scozzese di tutti i tempi e incluso nel libro 1001 Movies You Must See Before You Die di Steven Schneider, Trainspotting si contraddistingue per una trama amara e forte, ben bilanciata da pezzi comici e da sequenze citazionistiche

Ma Renton a un certo punto decide di dire basta, vede lo schifo che lo circonda e decide che è tempo di dar un taglio. Ma più forte della volontà è la droga, e dopo vari tentativi falliti, riuscirà nell'obbiettivo. Si rifarà una vita, ma non sarà abbastanza.

Colmo di citazioni, Trainspotting è curatissimo in ogni dettaglio. Nonostante il low budget e la velocità di registrazione – è stato girato in 7 settimane e mezzo – possiamo trovare al suo interno varie citazioni ed omaggi.

In primis la citazione di Arancia Meccanica (1972), nella sequenza dell'uscita di gruppo serale al Volcano, dove troviamo una sala identica alla prima sequenza del film di Stanley Kubrick, con dialoghi surreali che ricordano quelli della famosa pellicola. Altra citazione la troviamo verso la fine del film: quando Spud trova i soldi nell'armadietto, girata come una sequenza, simile anche di contenuto, del film C'era una volta in America (1984) di Sergio Leone. Ma anche i video musicali come il cinema sono fonte d'ispirazione. Difatti nella prima sequenza troviamo una scena che ci ricorda il video dei Clash, Bankrobber (1980). Molteplici sono le citazioni ai Beatles, tra le quali: la famosa citazione di Abbey Road, mentre attraversano la strada per entrare in un hotel a Londra; la scritta nelle casa della Madre Superiora, citazione della canzone Happiness is a Warm Gun, che dice in una strofa “mother superior jump the gun”; quando, arrivati in campagna, vedono passare il treno, sono nella stessa posizione del retro della copertina dell'album St. Pepper Lonely Hearts Club Band. L'attenzione alla musica torna anche nella colonna sonora, una delle più belle della storia del cinema. Nominata come miglior colonna sonora durante i BRIT Award, è composta tra gli altri di pezzi come Lust For Life di Iggy Pop – del quale Boyle diresse anche il video - Born Slippy di Underworld; Atmosphere dei Joy Division; Temptation dei 7 Heaven e Perfect Day di Lou Reed. È la musica di una generazione, quella illustrata magistralmente dagli interpreti e dai loro dialoghi, sempre illuminanti e veri: l'incipit del film è ormai un cult.

Con un'intensa bellezza delle inquadrature e un uso dei colori eccelso, Boyle qui fa scuola. Nonostante un povertà di mezzi, la regia è magistrale, sopratutto in sequenze come quella dell'overdose e del viaggio onirico nelle tubature del bagno pubblico. Una fotografia curatissima, che si ispira ai colori e alle opere di Francis Bacon, che Boyle definisce come una sorta di intramezzo tra realtà e fantasia. Trainspotting non è solo una finestra sulla generazione degli anni '80/'90, ma è anche un esempio di vero cinema, curato fin nel dettaglio che sarà un piacere per gli occhi.

di Samantha Ruboni
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