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Recensione Silenzio in sala
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Amy (Mila Kunis) è una mamma divisa tra famiglia e lavoro. Tuttavia la perfezione cui aspira sembra sempre più lontana, soprattutto dopo una giornata - come tutte le altre ma peggio delle altre - in cui scopre che il marito, peraltro fannullone, si concede rapporti sessuali via webcam sempre con la stessa ragazza.

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Voto Silenzio in Sala: 2.0/5
Voto utenti: 3/5

È il momento in cui Amy conosce Kiki (Kristen Bell) e Carla (Kathryn Hahn), due mamme scatenate che frequentano la sua stessa scuola di sua figlia: finalmente scivola via dalle proprie vesti di mamma e, liberandosi del proprio ruolo, al preparare la colazione ai propri figli comincia a preferire shopping e festini vari.

Doveva arrivare, prima o poi, una risposta alla saga di quegli Hangover (Una Notte da Leoni): e giunge proprio dagli stessi sceneggiatori, Jon Lucas e Scott Moore, che hanno messo su carta le vicende (ormai cult, si può dire) dei quattro amici di Los Angeles che trasformano il loro fine settimana a Las Vegas in una sorta di incubo. Bad Moms - Mamme Molto Cattive declina al femminile, senza propriamente rileggerla, la creatura di Phillips e affida a un trio di mamme, stanche del proprio ruolo, le vesti che furono di bBradley Cooper/b, Ed Helms e Zach Galifianakis. Le protagoniste - Amy, Kiki e Carla - fronteggiano stavolta l’ambiente scolastico freddo e rigido retto da Gwendolyn (Christina Applegate), classica mamma perfetta (o, meglio, perfettina) e piena di soldi che controlla le attività dell’istituto.

Si capisce, sin da subito, che Bad Moms - Mamme Molto Cattive non aspira certamente a rappresentare una comedy nuova nel panorama hollywoodiano costellato di commedie demenziali che, in particolar modo negli ultimi anni, hanno tentato spesso di emulare il lavoro di Moore e Lucas, o anche di Phillips stesso. Forte di ciò che la figura materna rappresenta nell’immaginario collettivo, sia per come è e sia per come dovrebbe essere, il film viene sicuramente aiutato dall’utilizzo del cliché e del luogo comune a proprio vantaggio: le mamme cattive, descrizione suggerita dal titolo, non sono altro che donne stressate dalle proprie mansioni domestiche che ne calpestano l’umore, dal peso esorbitante dei compiti che eseguono ogni giorno, e che, pertanto, fuoriescono dal proprio ruolo sociale per divertirsi come fanno tutti gli altri; le mamme perfette sono quelle che invece contribuiscono a rendere infernale quella delle prime. Stabilito che il perno delle vicende poggia sul personaggio di Carla, anti-conformista trascinatrice e l’unica delle tre mamme che potrebbe essere definita propriamente «bad», divorziata da tanti anni e totalmente folle, Bad Moms - Mamme Molto Cattive ripropone indubbiamente meccanismi già visti e adoperati moltissime volte.

Bad Moms non aspira certamente a rappresentare una comedy nuova nel panorama hollywoodiano costellato di commedie demenziali che, in particolar modo negli ultimi anni, hanno tentato spesso di emulare il lavoro di Moore e Lucas, o anche di Phillips stesso.

Tuttavia, il vasto repertorio di possibilità e di momenti comici che questo genere di commedia offre, soprattutto se sorretto da una buona scrittura priva di ambizioni alte e fuori portata e, anzi, totalmente fiduciosa nel potere del turpiloquio, la rende perfetto intrattenimento, che conosce il proprio scopo e lo insegue fino in fondo, senza prefiggersene altri. E senz’altro lo raggiunge, nonostante il prevedibile finale didascalico che chiude il cerchio e riporta tutti coi piedi per terra.

di Federica Cremonini
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