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Doctor Who Recensione stagione 3


Doctor Who Recensione stagione 3

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A meno di due mesi dalla messa in onda della seconda stagione, il 16 giugno 2005 viene commissionata dalla BBC la terza stagione di Doctor Who. Stile e regia rimangono gli stessi: Russell T. Davies continua a essere capo sceneggiatore e produttore esecutivo, con i suoi collaboratori Paul Cornell e Steven Moffat, ai quali si aggiungono Gareth Roberts – sceneggiatore degli spin-off Attack of the Graske e TARDISodes - e Stephen Greenhorn. Il Dottore è il brillante e divertente David Tennant che, grazie alla seconda stagione, è entrato nei cuori di tutti i whovians. Cambia invece la companion, dopo la dipartita di Rose Tyler, Freema Angylena interpreta Martha Jones, una giovane studentessa di medicina che conosce il Dottore nel primo episodio. Donna forte e combattiva, si rifiuta di chiamare il Dottore con quel titolo, visto che lei per guadagnarselo ha dovuto faticare e far molti sacrifici. Combattiva e coraggiosa, diverrà indispensabile alleata del Dottore e anche la sua salvezza. Torna inoltre uno dei personaggi più amati della serie, il capitano Jack Harness, personaggio della prima stagione, interpretato dall'esplosivo John Barrowman.

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Voto Silenzio in Sala: 3.0/5
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Nel Tempo e nello Spazio
La season, come le precedenti, è composta da uno speciale di Natale, che collega la seconda e la terza stagione, e da tredici episodi da quarantacinque minuti circa. Il Dottore (David Tennant) dopo una disavventura natalizia con una sposa in fuga, che rivedremo nella prossima stagione, si ritrova di nuovo da solo a Londra. L'ospedale centrale viene trasportato sulla Luna mentre il Dottore si trova al suo interno. Insieme a lui la giovane studentessa Martha Jones (Freema Angylema), coraggiosa e determinata, perfetta per aiutare il Dottore in questa contorta situazione. A fine puntata il Dottore capirà quanto ha bisogno di un compagno di viaggio e offrirà un posto al suo fianco a Martha. L'unica delle companion che non cambia d'abito nella prima parte della stagione: questo particolare vuole sottolineare come il viaggio spazio-temporale iniziale di Martha – che consta di sei episodi - è in realtà avvenuto nell'arco di una giornata. Da Shakespeare alla New York anni '30 a una terra inquinata del futuro agli anni '10 nella campagna inglese, la terza stagione di Doctor Who è piena di rimandi storici e avventure coinvolgenti e allettanti, con episodi capisaldi della serie come Natura Umana e Colpo d'occhio e un finale di stagione che lascerà col fiato sospeso fino alla fine. La trama trasversale si intravede fin dal primo episodio (i cartelloni della campagna elettorale di Saxon) e pian piano prenderà forma fino agli episodi finali. Grazie a una sceneggiatura ben fatta, le pecche di fotografia, regia ed effetti speciali si notano meno, ma non per questo meno rilevanti. Lo stile registico e la fotografia rimangono gli stessi delle stagioni precedenti, nonostante un miglioramento continuo di trama e personaggi. Gli effetti speciali migliorano, ma non abbastanza regalandoci un prodotto che visivamente risulta obsoleto.

Il Dottore è ancora il brillante e divertente David Tennant che, già dalla seconda stagione, è entrato nei cuori di tutti i whovians.

Il suono di tamburi
Il Maestro (John Simm) è il vero grande ritorno dalle stagione. Per mezzo della profezia della Faccia di Boe della seconda stagione, il ritorno del Maestro viene annunciato in piccoli indizi per tutta la seconda e la terza stagione. Arcinemico e nemesi, è uno dei cattivi più spietati e folli della serie. Da sempre presente nel mondo di Doctor Who, anche nella serie classica, il Maestro è anche lui un Signore del Tempo, scampato alla Guerra del Tempo. Come il Dottore, si può rigenerare e cambiare sembianze e viso ma impazzisce in giovane età guardando nel Vortice del Tempo, rito d'iniziazione che solo i più forti abitanti di Gallifrey riescono a sostenere. La pazzia si rivela con un continuo suono di tamburi nella sua mente, che sfoga attraverso ticchettii continui che rilevano la sua presenza. In questa stagione viene interpretato da un bravissimo John Simm. Il Maestro porterà il Dottore a uno stato di prigionia e di debolezza mai visti prima, ma grazie al supporto della popolazione terrestre tutto si risolverà al meglio.

Colpo d'occhio
Colpo d'occhio è sicuramente una delle puntate più belle e singolari di tutta la serie. Scritta da Steven Moffat, che diverrà sceneggiattore capo della serie, è un ormai un cult per tutti gli amanti della serie e non solo. Ambientato nella Londra contemporanea, la storia narra di Sally Sparrow (Carey Mulligan), una giovane alla quale piacciono le case abbandonate e le avventure. Dotata di animo sensibile e di occhi che vanno oltre la superficie, girovagando per una casa abbandonata con la sua migliore amica, trova, una chiave nelle mani di una statua a angelo e una scritta rivolta a lei dal Dottore sotto la tappezzeria. Pochi minuti dopo un uomo suona alla porta, Sally va ad aprire e questi le da una lettera da parte dell'amica che era con lei nella casa. Nel mentre l'amica è scomparsa. Sally non capisce cosa stia succedendo e non si da per vinta finché non trova la lapide della ragazza, morta nel 1987. Intanto il fratello Larry, che lavora in una videoteca, trova in diciassette DVD degli easteregg che ha nominato “Dottore”. È una delle puntate più criptiche e spaventose della serie. Premiata con il premio Hugo, è uno degli episodi definiti Docto-lite, dove il Dottore fa piccole apparizioni, ma non ne è il protagonista. La puntata è stata tratta dal racconto breve di Steven Moffat “What I did on my Christmas Holidays by Sally Sparrow” del 2006 e sicuramente lo ha aiutato a prendere in mano le redini della serie.

Momenti cult

- Il Dottore incontra Shakespeare nella 03x02, Il codice shakesperiano
- L'ibrido Uomo-Dalek nella 03x04, L'evoluzione dei Dalek.
- Il ritorno del Capitano Harness nella 03x11, Utopia.
- L'apparizione del Maestro nella 03x11.
- Il Maestro attacca la Terra nella 03x12, Il suono di tamburi.

di Samantha Ruboni
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