LOGIN
cerca
Ricerca avanzata
Profilo
Messaggi

Logout
Film Serie TV
facebook twitter google plus
Per vedere il tuo commento pubblicato immediatamente effettua l'accesso

Username
Password


Registrati Password dimenticata
Per scrivere la tua recensione per questo film devi effettuare l'accesso

Username
Password


Registrati Password dimenticata
Per seguire questo utente devi effettuare l'accesso

Username
Password


Registrati Password dimenticata

Una doppia verità Recensione


Una doppia verità Recensione

Recensione Silenzio in sala
Recensioni utenti

La verità non esiste. È soggettiva e cambia sia a seconda del punto di vista sia di chi la racconta, sia di chi ascolta.

VOTA
il tuo voto
/5
Esprimi il tuo voto su questo film:

.
.
.
.
.
Voto Silenzio in Sala: 3.0/5
Voto utenti: 3.0/5

La verità non è altro che una bugia raccontata in maniera convincente. Questo principio vale per chiunque e in qualsiasi luogo, persino all’interno dell’aula di un tribunale, dove il concetto stesso di verità dovrebbe venir eletto a principio assoluto e imprescindibile. E invece anche lì è sporco e volubile. Sembra essere questa la morale che Courtney Hunt (già autrice e regista dell’ottimo noir Frozen River - Fiume di ghiaccio) vuole impartire agli spettatori con il suo ultimo film, Una doppia verità.

Richard Ramsey (Keanu Reeves), amico di famiglia, e l’avvocato difensore dell’adolescente Mike Lassiter (Gabriel Basso), accusato di aver assassinato suo padre (Jim Belushi). Le prove a suo carico sono schiaccianti: ci sono impronte digitali sopra l’arma del delitto e una confessione volontaria. A complicare ulteriormente le cose vi è il mutismo di Mike, che dopo l’ammissione di omicidio si è chiuso in un ostinato silenzio e si rifiuta di collaborare persino con il proprio avvocato.

Il film si apre come un noir, con a voce fuori campo di Keanu Reeves su una serie di inquadrature statiche e magistralmente fotografate che affrescano il contesto in cui si svolgerà la vicenda: una Louisiana (la medesima di True Detective di cui, questo prologo, ne riprende diverse sfumature) attanagliata da un caldo umido e asfissiante che pare voglia annichilire sin da subito i protagonisti. Poi lo stacco e l’azione si sposta all’interno di un’aula di tribunale e lì resta per la successiva ora e mezza.

La sola evasione che viene concessa è tramite i flashback che ricostruiscono i fatti narrati dai testimoni chiamati a raccontare la propria versione.

La sola evasione che viene concessa è tramite i flashback che ricostruiscono i fatti narrati dai testimoni chiamati a raccontare la propria versione. Il film si dipana in due filoni narrativi paralleli e sovrapposti, nessuno dei quali lascia scampo ai personaggi, stritolati dalla morsa opprimente della verità che cerca di venire a galla. Da una parte il processo incalzante, i continui colpi mandati a segno dall’accusa, la difesa di Keanu Reeves che non sa dove andare a parare e cerca di prendere tempo incassando il più possibile «come Muhammad Ali contro Foreman»; dall’altra i ricordi che affiorano lentamente, quasi centellinati, disegnando un quadro che ben si distanzia dall’immagine canonica della famiglia borghese americana. Pian piano si insinuano disagi troppo a lungo taciuti, insulti, violenze, morbosità.

In questo idilliaco quadro, che progressivamente si sgretola sotto gli occhi dello spettatore, un plauso d’onore va alla prova attoriale di Jim Belushi. In questo film abbandona la sua zona di comfort di attore da commedia per misurarsi con un personaggio allo stesso tempo terribile eppure affascinante, che è il vero cuore pulsante della vicenda, arricchendolo con una serie di sfumature che vanno ad assottigliare ancor di più il confine della verità. «Ho voluto lavorare a un processo in cui, per qualche motivo, ognuno aveva qualche forte motivazione per mentire» ha dichiarato Alan Dershowitz, avvocato e teorico di diritto, che ha collaborato attivamente anche alla stesura della sceneggiatura. A fine visione questo concetto sarà lampante e sublime.

di Marco Filipazzi
Sei d'accordo con questa recensione?
No
131 No
Condividi:
Nessun utente ha ancora scritto la sua recensione per questo film.
Sii il primo.

Scrivi la tua recensione per questo film DI' LA TUA
Lascia un commento a questa recensione.

Per evitare lo spam i commenti anonimi sono soggetti a moderazione e verranno pubblicati solo dopo essere stati controllati. Per commentare immediatamente effettua il login.

Login Registrati
COMMENTA
Lascia un commento in risposta a .

Per evitare lo spam i commenti anonimi sono soggetti a moderazione e verranno pubblicati solo dopo essere stati controllati. Per commentare immediatamente effettua il login.

Login Registrati
RISPONDI
Spiega il motivo della segnalazione:
Spam
Insulti
Altro, specificare:
SEGNALA

Commenti

Non ci sono commenti per questa recensione COMMENTA
REGISTRATI LOGIN

TROVA CINEMA


Città

Includi provincia

Tutti i film
Film specifico

Effettua il login

Username
Password


RegistratiPassword dimenticata
Silenzioinsala.com utilizza i cookies per personalizzare e migliorare l'esperienza degli utenti.
Leggi la dichiarazione sulla privacy per saperne di più.
Sono d'accordo