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300 Recensione


300 Recensione

Recensione Silenzio in sala
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Correva l’anno 2007 quando usciva nelle sale di tutto il mondo 300/scheda-film'>300/scheda-film'>300/scheda-film'>300, ambizioso film ad altissimo budget sorretto da una maestosa campagna pubblicitaria. Il successo di botteghino fu eccezionale e si trattò di uno dei film più visti dell’intera stagione.

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Voto Silenzio in Sala: 2.0/5
Voto utenti: 3/5

Dietro la macchina da presa si trovava Zack Snyder, già noto al grande pubblico per l’ottimo L’alba dei morti viventi, remake in chiave moderna del classico romeriano Zombi. Fin dalla sua prima opera, Snyder ha messo in luce un grande talento visivo, un’ottima capacità di creare pathos uniti a un esaltante gusto per le scene altamente spettacolari. Era dunque lecito aspettarsi grandi cose anche da questa sua seconda fatica. Le attese sono state però tremendamente deluse. La pellicola si inserisce a pieno titolo nel filone ormai fin troppo inflazionato, ma non certo scevro di guadagni, delle trasposizioni fumettistiche. Dopo i grandi successi della Marvel, dopo l’eccellente Sin City realizzato dalla coppia Frank Miller/Robert Rodriguez, è ora la volta di un'altra graphic novel firmata dallo stesso Miller. Certo i rimandi, più o meno velati, strizzano l’occhio anche ad altre pellicole di recente successo, quali Il Gladiatore, Troy o addirittura la trilogia fantasy di Peter Jackson.

Era dunque lecito aspettarsi grandi cose anche da questa sua seconda fatica

300/scheda-film'>300/scheda-film'>300/scheda-film'>300 arriva però in ritardo, cercando di condensare il tutto in un cocktail piuttosto insipido che non riesce mai a convincere pienamente.

La storia è estremamente fedele al fumetto, narrando le vicende di un manipolo di trecento guerrieri spartani che si trovano a combattere contro lo sconfinato esercito persiano, capeggiato dal re Serse. L’attenzione è tutta posta sul popolo spartano, sul loro spirito dell’onore e sulla loro dedizione pressoché totale all’arte bellica, tutti valori incarnati alla perfezione da re Leonida, interpretato magistralmente da un Gerard Butler in ottima forma e perfettamente calato nel personaggio. Dal punto di vista strettamente tecnico il film è un vero gioiello, del resto Snyder è tutt’altro che uno sprovveduto dietro la macchina da presa: computer graphic ai massimi livelli, carrellate accelerate e suggestive riprese aeree portano su schermo un mondo che riproduce fedelmente la realtà del fumetto, regalando allo spettatore uno straordinario coinvolgimento e stupendolo con continue ed originali soluzioni visive. Le scene di guerra sono spettacolari, girate con invidiabile perizia tecnica e un sapiente uso del digitale, riuscendo a rendere a pieno l’epicità dello scontro.

Ciò che lascia decisamente a desiderare, a discapito di questa confezione impeccabile, è però il contenuto stesso del film, a partire da una sceneggiatura decisamente mal studiata.

Non a caso la grapich novel di Miller includeva solo lo scontro fra Persiani e Spartani, mentre per la versione su schermo si è deciso di aggiungere tutta una serie di intrighi di palazzo, storie di politica e giochi sporchi, con esiti decisamente discutibili. Queste scene appaiono infatti come aggiunte posticce, per nulla integrate nel nucleo originale della narrazione, rendendo le due ore di durata della pellicola decisamente meno appaganti e andando completamente a interrompere il ritmo della narrazione. A questo aggiungiamo personaggi di cartapesta e per nulla approfonditi – se si esclude il personaggio di Leonida – la sovrabbondanza di banalità, la verbosità prolissa e petulante della voce fuori campo e l’eccessiva semplificazione dei due schieramenti, dove lo stereotipo la fa da padrone e il persiano è innegabilmente dipinto come il male assoluto. Tutto ruota intorno all’estetica esplicita e sovraesposta della fisicità degli attori, e a una smania di follia guerriera che fa a pugni con la lezione antimilitarista che tanto buon cinema, da Coppola a Kubrick, ci ha saputo regalare in passato. Pur trattandosi di un film di puro intrattenimento, questo 300/scheda-film'>300/scheda-film'>300/scheda-film'>300 non va oltre la soglia dell’ovvietà, un prodotto in grado di appagare solo dal punto di vista meramente visivo. Ottima confezione, scene mozzafiato, ma totale assenza di contenuti. Del tutto inadatto a solleticare palati fini.

di Ivan Zulberti
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