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Scappa - Get Out Recensione


Scappa - Get Out Recensione

Recensione Silenzio in sala
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Chris (Daniel Kaluuya) è un ragazzo nero, innamoratissimo di Rose (Allison Williams), bianca e ricca, che lo invita nella residenza di famiglia a conoscere i genitori. Chris è preoccupato per come questi reagiranno al colore della sua pelle ma la sua ragazza lo rassicura.

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Voto Silenzio in Sala: 4.0/5
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E in effetti l'accoglienza sarà ottima. Anche se Chris si accorge presto che in quella casa c'è qualcosa di molto strano.

Ce lo siamo detti ormai in mille modi: il cinema di questi ultimi anni attraversa una vera e propria fase di black power, resa esplicita dalle premiazioni dell'ultima cerimonia degli Oscar 2017. Ma se si esclude uno degli assiomi fondamentali dell'horror, cioè che il nero del gruppo è il primo a morire, resta proprio questo l'unico genere che ancora non si era cimentato con il tema razziale. Il cinema del brivido non asseconda solo le paure ancestrali ma anche il terrore sociale e i timori dell'uomo all'interno della comunità: allora — non meno di altri generi — anche l'horror riceve l'attualità e, negli Stati Uniti dell'era Trump, il vulcanico attore Jordan Peele esordisce come regista e sceneggiatore di un film che porta la violenza della società e la follia razzista all'interno di una raffinata (ma inquietante) mansion americana, a metà tra La fabbrica delle mogli e Funny Games. Anche se, significativamente, Jordan Peele deve essersi domandato: cosa sarebbe successo se in Indovina chi viene a cena? le cose si fossero messe parecchio male?

Scappa - Get Out è un film che fa paura, per moltissimi motivi. Non è un horror che vive di se stesso: la costruzione del brivido avviene dunque con calma, passando prima per almeno altri due o tre generi cinematografici. Un inizio da commedia, il passaggio dal family al thriller hitckockiano — con misteri domestici in stile Rebecca - La prima moglie e una bellissima apparizione di uccelli impagliati — e, solo infine, arriva l'horror.

Scappa - Get Out non è un horror che vive di se stesso e dunque la costruzione del brivido avviene con calma, passando prima per almeno altri due o tre generi cinematografici.

In un, solo apparentemente impossibile, equilibrio tra cinema sofisticato e B-movie si muove l'esordio di Jordan Peele. L'idea che sta dietro Scappa - Get Out è così estrema da rendere possibile ogni cosa. Ma è intenzione del regista che, anche nella dimensione del paradossale, il suo film non perda mai senso. Ecco perchè Peele, pur nella surrealtà della vicenda, resta saldamente ancorato agli stilemi dell'horror, senza dare però per scontato che i suoi spettatori siano per forza fan del genere.

Il segreto è, ancora una volta, stupire.

di Aurora Tamigio
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Vito302 | 9:41 23/03/18

Non mi scioccavo così da non so quanto tempo. È un maledetto capolavoro dell’ibrido. Ma poi l’attore protagonista quanto è bravo? E quanto è stato difficile per il regista giocare con tutti questi generi bilanciandoli alla perfezione? Davvero, sono meravigliato perché non mi aspettavo una novità così dirompente eppure tradizionale per il genere horror - anche se, come detto, sarebbe riduttivo etichettarlo come tale. Attenzione Spoiler: anche se avevo capito che la ragazza era la chiave del reclutamento dopo 20 minuti di film, questo non ne ha pregiudicato la visione. È entrato di diritto tra i miei film preferiti in assoluto.

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