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Recensione Silenzio in sala
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Nel capitolo precedente avevamo lasciato Ben Stiller nei panni del guardiano Larry, protagonista di fantastiche avventure notturne con gli abitanti del museo di Scienze Naturali. Sono passati due anni, e del timido e squattrinato custode non c’è più traccia.

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Voto Silenzio in Sala: 3.0/5
Voto utenti: 3/5

Larry è infatti diventato quel manager di successo che tanto voleva essere, grazie alle sue strambe invenzioni, abbandonando i vecchi corridoi del museo per calcare le scene di talk show e vendite televisive.

Dovrebbe sentirsi appagato e realizzato, soprattutto agli occhi del figlio Nick, ma entrambi sentono che qualcosa è cambiato: risulta loro difficile dimenticare quelle stupefacenti avventure e i vecchi strampalati amici. Così, in preda della nostalgia, Larry decide di tornare a fare visita al museo, ma viene colto da un’amara sorpresa. Il pistolero Jedediah (Owen Wilson), il legionario Octavius (Steve Coogan), la bella Sacagawea (Mizuo Peck), la scimmietta Dexter e tutti i suoi vecchi amici non vivono più tra le teche e le vetrine di un tempo ma, imballati e inscatolati, stanno per essere trasferiti nei depositi federali dello Smithsonian Institute, il più grande museo al mondo, sostituiti da ologrammi e nuovi effetti ipertecnologici. Non solo: senza la tavoletta magica, rischierebbero di essere dimenticati per sempre e non tornare più in vita. Deciso a partire alla volta di Washington per recuperare tutti i suoi amici, minacciati e vessati da imponenti personalità del passato - tra cui Al Capone (Jon Bernthal) e Napoleone (Alain Chabat) - ad aiutarlo in luogo del saggio Roosvelt, ci sarà la bella e avventuriera Amelia Earhart, colei che per prima compì la trasvolata in solitario dell'Atlantico. La famosa aviatrice non solo lo sosterrà, ma risveglierà in lui tutta la passione e l’entusiasmo che in questi anni si erano addormentati.

Questo secondo capitolo non delude rispetto al precedente ed anzi, lo supera ampiamente. Grazie ad un’ambientazione senza precedenti - l’immenso Smithsonian Institute che mai aveva dato autorizzazione a riprese cinematografiche al suo interno prima d'ora - le avventure dei protagonisti diventano iperboliche e ancor più spettacolari.

Così, in preda della nostalgia, Larry decide di tornare a fare visita al museo, ma viene colto da un’amara sorpresa

Viste le ovvie limitazioni del girare solo durante gli orari di apertura le scene più movimentate (su tutte quella all’interno dell’ Air and Space Museum) il regista si avvale nuovamente di un team di brillanti professionisti come Claude Parré, Dean e Don Zimmerman, mettendo in scena delle ricostruzioni e delle animazioni che sono una goduria per gli spettatori. Vedere animarsi la celebre foto di Eisenstaedt sulla celebrazione del V-J Day a Times Square, piangere la donna bionda di Lichtenstein, cantare e svolazzare i piccoli putti dell’amore, zompettare qua e là le panciute installazioni di Joseph Koons, fino al colosso di Abraham Lincoln: tutto allo Smithsonian si anima e, trattandosi del museo più grande del mondo, con una collezione di oltre 136 milioni di pezzi, gli autori hanno avuto di che sbizzarrirsi. Una Notte al Museo 2 risulterà forse meno esilarante del primo capitolo, ma è sostenuto da una trama più avvincente, una carrellata di personaggi più ricca - così come le loro caratterizzazioni -, una cura maggiore nei dettagli e nelle ricostruzioni. Gli stessi protagonisti si muovono con assoluta padronanza, stimolando un divertimento tuttaltro che polveroso e museale.

di Daniela Silvestri
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