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Doctor Who Recensione stagione 5


Doctor Who Recensione stagione 5

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Dopo quattro stagioni, nel 2010 le redini della serie vengono prese in mano da Steven Moffat, già sceneggiatore con Russel T Davies delle puntate migliori della nuova serie di Doctor Who. Con Moffat al comando la serie prende tutta un'altra rotta. Gli intrecci si fanno più complicati e accattivanti e l'arrivo di nuovi protagonisti facilitano il cambiamento. Matt Smith, l'interprete più giovane di tutta la serie, interpreta l'undicesimo Dottore; Karen Gillan (vista nella stagione precedente nell'episodio 04x02, Le fiamme di Pompei) interpreta il ruolo di Amy Pond. Arthur Darvill, il suo fidanzato, che viaggia in alcuni episodi con loro, è a tutti gli effetti un secondo companion. Alex Kingston torna nei panni della misteriosa River Song, che avevamo lasciato nelle puntate 04x08 e 4x09, Le ombre assassine e Frammenti di memoria. In fase di cambiamento, viene effettuato anche un design changes, sia nel logo che nella sigla e sequenza iniziale della serie. La Tardis viene riammodernata e riarredata. Un nuovo cacciavite sonico viene dato in dotazione al Dottore, questa volta di color verde e di dimensioni maggiori rispetto al precedente. Nuovi sono anche i registi scelti, che danno uno stampo più tetro alla serie.

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Un nuovo Dottore
Con la dipartita strappalacrime del Decimo Dottore, David Tennant, l'Undicesimo è il più giovane e spensierato Matt Smith. Non a caso incontra per la prima volta la sua companion quando è bambina, diventando un amico immaginario, fino alla sua ricomparsa. Sin dalla prima puntata, L'undicesima ora, e quindi dalla sua prima apparizione, Matt Smith non ci fa rimpiangere Tennant. La sua interpretazione porta gli spettatori alla risata e entra facilmente nel cuore di tutti. Il Dottore di Smith ha un look molto particolare: bretelle, giacca di tweed e cravattino; sembrerebbe un look da "nonno" ma Smith riesce a dar una ventata di freschezza a questo abbigliamento ispirato dal secondo Dottore nell'episodio The Tomb of the Cyberman. Un trend che diventa un vero fenomeno di costume: nel 2010, la vendita di cravattini nei negozi di vestiti da uomo cresce del 94%.

Con Moffat al comando la serie prende tutta un'altra rotta. Gli intrecci si fanno più complicati e accattivanti e l'arrivo di nuovi protagonisti facilita il cambiamento.

La crepa nella parete
La storia principale della nuova stagione consiste in un insieme di crepe nell'universo, di forma sempre uguale, che appaiono nella maggior parte degli episodi nei punti più disparati. Indagando, il Dottore e i suoi due companion scoprono, anche sulla loro pelle, che le crepe risucchiano chiunque si avvicini, cancellandone l'esistenza. Questo quello che succederà a Rory, risucchiato dalla crepa nell'episodio 5x09 Cold Blood, e completamente dimenticato dalla sua amata Amy. Il Dottore nasconde gelosamente l'anello di fidanzamento di Amy, un po' per preservare la companion e un po', con un sentimento puramente umano, per gelosia. Con l'episodio 5x11, Amy trova l'anello nella giacca dimenticata dal Dottore e piomba in uno stato confusionale. Il tutto ci porterà a quello che è il doppio episodio più intricato di sempre, fino ad ora, nella storia di Doctor Who.

La Pandorica
Gli episodi 12 e 13 sono sicuramente le puntate più criptiche della stagione e - fino a qui - dell'intera serie. Scritti da Steven Moffat (per i quali vince il premio HUGO nel 2011) e diretti da Toby Haynes, portano una rivoluzione all'interno dello storytelling della serie. La trama diventa complicata, con paradossi e salti temporali ai quali è difficile stare dietro. Il tutto si apre il ritorno di tutti i protagonisti degli episodi precedenti della serie. Ritroviamo Van Gogh (visto nel bellissimo episodio 5x10 Vincent e il Dottore) che, durante una delle sue visioni, dipinge la TARDIS che esplode. Intanto, nel 1941, Churchill (già nella puntata 5x03), trova il dipinto di Van Gogh in Francia e lo vuole consegnare al Dottore, che è introvabile. Questo è solo l'incipit dell'episodio, di cui molto avviene ben prima della sigla iniziale. Tutti i nodi vengono al pettine: tutti i personaggi e tutte le storie della stagione, che sembravano fini a sé e autoconclusivi, in realtà avevano uno scopo finale maggiore, arrivare al finale di stagione, arrivare alla Pandorica. Nel mentre fanno la loro comparsa tutti i nemici del Dottore: Daleks, Cyberman, Sontaran… Peccato che per loro il guerriero sanguinario sia proprio il Dottore. Con un intreccio complicatissimo, Moffat riesce a tenerci col fiato sospeso. Non solo unisce tutte le trame della stagione, ma ci introduce al tema di quello che sarà la trama principale della prossima stagione: il silenzio.

Momenti cult

- L'Undicesima: con il suoi 65 minuti, l'episodio più lungo della nuova serie;
- L'incontro con Van Gogh nel bellissimo episodio 5x10, Vincent e il Dottore;
- Gli episodi 5x12 e 5x13: le puntate più affascinanti create da Moffat;
- Lo speciale di Natale "dickensiano".

Qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo, qualcosa in prestito, qualcosa di blu
Con questa stagione Doctor Who fa un vero e proprio giro di boa, facendo diventare la serie qualcosa di nuovo e mai visto. Le trame si tingono di dark, i linguaggi e i dialoghi sono più complicati e maliziosi, al punto che di certo non possiamo più definirlo "un programma per bambini". Matt Smith offre un'interpretazione del Dottore ottima, con un giusto equilibrio di divertimento e azione, e i Pond sono dei companion perfetti, pieni di energia. Le puntate hanno tematiche interessantissime e affascinanti, dallo sfruttamento degli animali in La bestia di sotto, a un'alternativa seconda guerra mondiale in L'arma di Churchill; fino al bellissimo ed emozionante incontro con Vincent Van Gogh. Naturalmente anche questa stagione ha il suo speciale, Il Canto di Natale, dove il Dottore, per salvare un navicella che sta per schiantarsi, cercherà di far cambiare idea a un vecchio arcigno e avaro impersonando i fantasmi del passato, presente e futuro.

di Samantha Ruboni
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