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Mercy Recensione


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Recensione Silenzio in sala
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Due fratelli fanno ritorno alla casa della madre, in fin di vita. Al capezzale della donna trovano anche i due fratellastri.

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Voto Silenzio in Sala: 1.5/5
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La rimpatriata si trasforma però ben presto in tragedia quando, dopo il ritrovamento di un borsone teoricamente contenente le sostanze per porre fine alle sofferenze della morente, i figli si trovano costretti ad affrontare degli uomini mascherati che, fatta irruzione nella dimora, sembrano avere degli interessi legati al possibile decesso della degente.

Quando un home invasion si ammanta di supposti etici rischia di farla spesso fuori dal vaso. È questo il caso di Mercy, thriller a basso budget che prova a indagare senza troppa convinzione nelle dinamiche familiari di un nucleo sin da subito diviso ideologicamente e caratterialmente. Ne esce fuori una storyline spesso confusa e inverosimile che, lambendo tematiche quali l'eutanasia e l'accanimento terapeutico, non sa che strada seguire. I logoranti novanta minuti di visione sono costantemente strutturati su una tensione forzata e prevedibile, sia nei sussulti emotivi inerenti il nucleo di personaggi principali che nelle sequenze più prettamente di genere, imbastite su facili soluzioni adoperanti gli spazi logistici della dimora assediata. Un film che punta tutta sul presunto mcguffin, salvo rivelarlo quale un espediente ai limiti dell'assurdo, elemento finale di una narrazione confusa in cui figure teoricamente chiave scompaiono come nulla fosse nella più totale indifferenza altrui. Anche i momenti sulla carta più topici, con l'assedio di individui mascherati all'interno della più classica delle villette americane, non sono capaci di suscitare il minimo sussulto tensivo in una progressione degli eventi procedente stancamente per inerzia, non di certo aiutata da interpretazioni ben al di sotto del minimo sindacale. La cosa peggiore è che il film, si sia d'accordo o meno, è intransigente nel porre la propria idea senza sfumare minimamente le varie parti in causa, lasciando inesplorato sia il rapporto tra fratelli che la tematica criminale accennata nel prologo: il tutto per dar vita ad una massa confusa di eticismo a buon mercato.

Il film, si sia d'accordo o meno, è intransigente nel porre la propria idea senza sfumare minimamente le varie parti in causa, lasciando inesplorato sia il rapporto tra fratelli che la tematica criminale accennata nel prologo.

Mercy è una produzione originale Netflix.

di Maurizio Encari
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