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Recensione Silenzio in sala
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Visitare una mostra del grande artista giapponese Katsushika Hokusai (1760-1849) è una gioia per gli occhi, il cuore e la mente. Vederla al British Museum di Londra, uno dei templi mondiali dell’arte è – immaginiamo – un’esperienza totalizzante e indimenticabile.

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Voto Silenzio in Sala: 3.0/5
Voto utenti: 3/5

Per tutti coloro che non hanno potuto godere di quest’esperienza unica, compreso chi scrive, viene in soccorso il bel documentario Hokusai dal British Museum che racconta l’arte di Hokusai e guida lo spettatore attraverso le sale del museo londinese in occasione della mostra Hokusai Beyond The Great Wave a lui dedicata e recentemente terminata. Il film evento, che in Italia uscirà solamente nelle giornate del 25, 26 e 27 settembre, è un viaggio all’interno dell’opera del maestro giapponese che ispirò numerosi artisti, tra i quali Monet, Van Gogh, Picasso e che è considerato a tutti gli effetti il padre del manga moderno. La tecnica di realizzazione digitale in 8K ha permesso di ottenere immagini ad altissima definizione, che consentono allo spettatore di ammirare e di “entrare” nei quadri di Hokusai per coglierne ogni minimo particolare.

L’arte di Hokusai viene svelata e raccontata da vari esperti, fra i quali Tim Clark, curatore della mostra al British Museum; Roger Keyes, grande studioso dell’arte del maestro giapponese; David Hockney e Ideguchi Yuki, artisti che ne hanno subito l’influenza. Il film, che dal punto di vista prettamente cinematografico è un po' statico, senza particolari innovazioni stilistiche, è fondamentalmente diviso in due parti. Nella prima viene raccontata la figura dell’artista giapponese; vengono analizzati e studiate molte sue opere – fra le quali, ovviamente, la famosissima Grande onda – e numerose stampe delle due serie dedicate al Monte Fuji (36 vedute del Monte Fuji e 100 vedute del Monte Fuji), la montagna simbolo del Giappone, centro dell’universo per il mondo nipponico: quasi una divinità da venerare. Emozionante la visione di alcune stampe del vulcano perennemente coperto dalla neve – in particolare il Fuji rosso e il Fuji rosa – mentre la macchina da presa immortala la profonda commozione che coglie Roger Keyes mentre ne ammira la sconfinata bellezza. In questa prima parte apprendiamo le tecniche pittoriche del maestro, che ebbe una vita costellata da successi e fallimenti, spesso colpita da tragedie come la morte della moglie, un ictus, la povertà trascorsa in compagnia della figlia Oi.

Un film da vedere, soprattutto per chi ama l’arte pittorica, che permette di immergerci in una dimensione sensoriale molto difficile da dimenticare.

Ci addentriamo fra i colori e le forme armoniose dei suoi quadri, specchio di una società così lontana dai nostri canoni occidentali. Nella seconda parte il film ci introduce nelle sale della mostra del British Museum dove, a illustrare le opere esposte, oltre ai già citati Tim Clarke e Roger Keyes vi è un gruppo di studiosi dell’arte e di artisti, tutti perdutamente innamorati dell’opera di Hokusai. Saremo accompagnati di sala in sala ad ammirare le principali opere esposte, sino a quella visione del Monte Fuji dal quale fuoriesce un drago immerso in una pesante nuvola scura. Immagine finale e simbolo di speranza nell’immortalità, quella alla quale è assurto il grande Hokusai.

Un film da vedere, soprattutto per chi ama l’arte pittorica, che permette di immergerci in una dimensione sensoriale molto difficile da dimenticare.

di Marcello Perucca
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