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Recensione Silenzio in sala
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Esino Lario è un comune italiano di 745 abitanti della provincia di Lecco, in Lombardia. Questo paesino di campagna è stato selezionato, nel 2016, dai team leader di Wikipedia come centro nevralgico del tredicesimo raduno professionale: il Wikimania, dove esperti in materia e addetti ai lavori si incontrano per discutere sul presente e futuro della tecnologia.

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Voto Silenzio in Sala: 3.5/5
Voto utenti: 3/5

Dopo aver scelto numerose metropoli in passato, l’occhio è caduto su questa comunità – ancorata alla tradizione, per abitudini e tendenze – che tuttora non mastica appieno le novità dal Web. Questa inaspettata occasione di una full-immersion nel terziario avanzato verrà accolta nei modi più disparati dai cittadini di Esino Lario. Un intreccio fra passato e futuro, che mescola saperi e sapori in un continuo scambio generazionale.

Le Allettanti Promesse è un docufilm realizzato da Chiara Campara e Lorenzo Faggi: racconta la metamorfosi della vita di un paese, intrappolato in un microcosmo fra quotidianità e ciclica abitudine, quando viene esposto alla ribalta. Gli abitanti di Esino Lario sono uomini e donne senza troppe pretese, che fanno della semplicità un vessillo e considerano ancora un valore parlarsi faccia a faccia, senza ricorrere ad alcun artificio tecnologico. A meno che non sia importante per lavorare. Si conoscono tutti (o quasi) e sanno perfettamente di potersi fidare l’un l’altro.

Uno stile innovativo fa del documentario quasi un’appendice giornalistica, facendo emergere caratteri e sensazioni degli abitanti di una cittadina in cui lo spettatore può identificarsi.

In questo piccolo paradiso si insinua violentemente la tecnologia grazie agli uomini di Wikipedia. Il loro importante raduno internazionale si svolgerà fra queste terre: per dimostrare quanto la tecnologia – oltre a essere una promessa – possa diventare un’opportunità. Persino per i più scettici o ignari. Dunque, in provincia di Lecco, al posto del suono del campanile si cominciano a sentire i ripetitori del Wi-Fi; vengono allestite delle zone hub (dove gli esperti possono lavorare con i loro pc) e una moltitudine di lingue invade pacificamente la tranquillità degli abitanti.



Questa trasformazione viene riportata magistralmente attraverso uno stile innovativo, che fa del documentario quasi un’appendice giornalistica, e facendo emergere caratteri e sensazioni degli abitanti di una cittadina in cui lo spettatore può identificarsi. Si toccano velatamente molti temi: quello dell’immigrazione, dell’integrazione sociale, dell’interscambio culturale fra diversi ecosistemi sociali. L’importanza delle lingue, che si accavallano come motivetti orecchiabili alla rudezza del dialetto locale; l’esigenza di un futuro migliore, che potrebbe arrivare proprio grazie alla risonanza di determinati contesti. Di allettante, oltre alla promessa insperata di un miglioramento che passa attraverso la fibra telematica, c’è anche l’approccio dei più piccoli alle tecniche di navigazione. La meraviglia di un bambino dinnanzi alla stampante 3D è la testimonianza migliore di quanto il tempo passi in fretta: e, in determinati casi, questo non è un peccato. Le Allettanti Promesse mette di fronte vecchio e nuovo attraverso situazioni, usi e costumi, e lo fa senza alcuna invadenza. Anzi, quel che emerge è la delicatezza nel raccontare quanto l’auspicio di migliorarsi possa motivare una comunità all’espansione. Chiunque può emanciparsi, a patto che venga accolto da qualcuno pronto a scommettere sulla sua importanza.

di Andrea Desideri
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