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Recensione Silenzio in sala
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Michelangelo Merisi è un artista intramontabile e controverso, i suoi capolavori hanno attraversato le epoche senza perdere bellezza e credibilità. La vita di Caravaggio viene riproposta in questo docufilm dall'alta risoluzione visiva: le opere d'arte, l'esistenza al limite della legalità.

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Voto Silenzio in Sala: 5.0/5
Voto utenti: 4/5

Un viaggio, che si compie attraverso la voce narrante di Manuel Agnelli, fra genio e sregolatezza di una personalità tanto eclettica quanto tormentata.

Caravaggio è stato raccontato in tutte le maniere possibili, vista la malleabilità del suo vissuto e la forza del genio dirompente. Nel tempo sono stati realizzati molteplici formati su di lui: dalla fiction al documentario, passando per le analisi più tecniche e dettagliate. Caravaggio - L'anima e il sangue si presenta, invece, come un film d'arte: non un semplice documentario, né un comune lungometraggio. Si colloca a metà fra reportage e psyco drama, accompagnato da una buona dose di musica. La forza delle immagini è dirompente, non solo grazie ai lavori caravaggeschi, ma anche per merito del girato in 8K. La Magnitudo Film - con la collaborazione di Sky e Nexo Digital - è una delle prime produzioni, nel contesto italiano, a dotarsi della massima risoluzione per una visione sul grande schermo.

Il genio di Caravaggio mette tutti d'accordo, infatti questo progetto sarà trasmesso in più di 330 sale.

Potenti mezzi messi a disposizione del racconto di un artista che, servendosi dell'immagine, è riuscito a ricavarsi il proprio posto nella storia e a raggiungere - faticosamente - l'immortalità artistica. Partendo da questa certezza, Manuel Agnelli fa rivivere con la sua voce Michelangelo Merisi: i suoi tormenti, le sue paure, il suo rapporto con il potere e con il successo.

Il sottotitolo di questo film è L'anima e il sangue: entrambi gli elementi vengono resi attraverso suggestioni ed espedienti narrativi. Si riesce a comprendere quanto Caravaggio non abbia mai del tutto superato la prematura perdita del padre, del nonno e dello zio; come abbia nel tempo accumulato più rabbia che serenità.

Al pari di un «Batman nostrano» - così l'ha definito il professor Claudio Strinati (storico dell'arte ed esperto di Caravaggio) - Merisi ha incanalato la sua tempra morale e la sua frustrazione nell'ingegno, alternando momenti vitali di buio e luce che venivano riproposti in ogni tela. L'artista nel suo errare - inteso sia come sbagliare (si è macchiato di alcuni delitti) sia come viaggiare (ha girato l'Italia in lungo e in largo alla ricerca di una pace interiore) - ha trovato la giusta tensione evolutiva che gli ha permesso di far emergere le più recondite emozioni in ogni lavoro. Anche per questo, le sue opere, spesso, erano motivo di scandalo. Caravaggio è stato quindi in perenne lotta tra l'affermazione e l'oblio, la fama e l'annientamento. Quasi incapace di godersi il successo, perché troppo distrutto per apprezzarlo sino in fondo. Un uomo che ha pagato tutto e restituito al mondo molto di più rispetto alle scelleratezze da lui commesse.

La narrazione del film si sviluppa su due livelli: quello della digressione artistica, con il racconto dei luoghi e delle opere dell'artista, e quello della metamorfosi umana, esplorata attraverso "scene fotografiche" evocative e simboliche che diventano metafore della condizione esistenziale dell'artista. Una serie di stimoli e riflessioni capaci di sorprendere persino chi non ha mai avuto interesse per l'arte, né tantomeno le competenze per comprenderla appieno: il genio di Caravaggio mette tutti d'accordo, infatti questo progetto sarà trasmesso in più di 330 sale. Un record assoluto per l'arte al cinema, che ormai si studia poco sui banchi di scuola ma che suscita curiosità nei musei e anche in sala.

di Andrea Desideri
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