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St. Trinian's Recensione


St. Trinian's Recensione

Recensione Silenzio in sala
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Di scatenate scolaresche alla ribalta, ribelli e assolutamente impertinenti, non ne avremo mai abbastanza. Organizzate in formazioni coalizzate, unite per la forza anti-istituzionale, queste bande scapestrate non riescono a farci smettere di sorridere.

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Voto Silenzio in Sala: 3.0/5
Voto utenti: 3/5

Se le insane e pericolose abitudini dei chierichetti in rivolta (Dangerous lives of altar boys di Peter Care) hanno celato l’adolescenziale malessere dietro una facciata innocente, i disagiati scolari di “suor” Whoopi Goldberg ci hanno fatto cantare dispensando manciate della cara tradizione soul, e con la banda di piccoli fenomeni capeggiata da Jack Black abbiamo urlato la nostra sana e indisciplinata sete di rock’n’roll, adesso arrivano le infernali ragazzacce all british del St. Trinian’s College a far tremare i banchi sotto i piedi. Mettetevi al riparo e… qualcuno salvi la regina!

Il collezionista di opere d’arte Carnaby Fritton iscrive all’istituto della sorella la giovane figlia Annabelle. Nonostante la reticenza della ragazza, che prima frequentava il ben più prestigioso Cheltenham, Fritton non ha dubbi su quale debba essere la nuova scuola della figlia e soprattutto, spera di ottenere per lei un ribasso sulla retta di iscrizione e frequenza alla scuola, tramite un fraterno accordo con la sorella preside. I timori di Annabelle si riveleranno ben più che fondati: il St. Trinian’s non è un college normale, al suo interno la trasgressione delle regole e l’irriverenza socio-scolastica sono gli unici diktat marchiati a chiare lettere sulla lavagna. La poco rassicurante situazione finanziaria dell’istituto unitamente alla politica moralizzatrice del nuovo Ministro dell’Educazione, intento a far chiudere la scuola a causa delle inaccettabili condizioni che la sostengono, metteranno alla prova l’unione delle terribili scolarette, e anche la giovane Annabelle verrà coinvolta nella strategia sovversiva e nell’astuto piano per evitare il peggio.

Mettetevi al riparo e… qualcuno salvi la regina! Il collezionista di opere d’arte Carnaby Fritton iscrive all’istituto della sorella la giovane figlia Annabelle



A metà strada tra l’Anarchy in the U.K dei Sex Pistols, e la girl power delle Spice Girls trovano il loro saldo e irrinunciabile posto le diaboliche ragazze del St. Trinian’s. Nell’istituto femminile c’è spazio per tutte le tendenze giovanili del ventunesimo secolo: le avvenenti “conigliette” dall’attività neuronale pressoché nulla e una personale look manager a curare la loro immagine, le baby cervellone al servizio di attività non proprio lecite (come la distillazione, nei sotterranei della scuola, di una vodka dagli effetti lisergici…), e poi punk, strafatte, EMO, dark, tutte volte allo stravolgimento degli arrugginiti ingranaggi scolastici. Se a questo si aggiunge una buona dose di humour, la divertente perfidia al femminile (che sembra strizzare l’occhio alla mefistofelica Wednesday Addams), e imprese degne dei romanzi di Fleming, l’esito non può che essere apprezzabile.

Rupert Everett, nella duplice performance del dandy Carnaby Fritton e dell’attempata sorella Camilla, dà prova di squisita e sorniona ironia. Anche lui, oltre al parterre di splendide fanciulle del non convenzionale college, sembra mandare un preoccupante avviso all’impettita – ma profondamente docile – autorità dei maschietti.

di Giuseppe Salvo
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