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Recensione Silenzio in sala
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John Krasinski dirige e interpreta, insieme alla moglie Emily Blunt, A Quiet Place - Un posto tranquillo un horror dalla storia semplice e lineare, reso avvincente e coinvolgente dall’estremizzazione di uno dei topos principali del genere: mantere il silenzio per non essere scoperti.

Evelyn (Emily Blunt) e Lee (John Krasinski), insieme ai tre figli Marcus (Noah Jupe), Regan (Millie Simmonds) e Beau (Cade Woodward) sono fra i sopravvissuti a quella che sembra essere un’invasione aliena profondamente ostile. La coppia vive in una zona di provincia, in un contesto in cui la minaccia è mortale, ma diventa concreta solo nel momento in cui si fa rumore.

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Voto Silenzio in Sala: 3.5/5
Voto utenti: 3/5

Il film inizia con quella che in una circostanza normale sarebbe una situazione di routine: una famiglia al supermercato. Ma i passi nudi e veloci del piccolo Beau ci fanno capire presto che la situazione è tutt’altro che normale, e quando vediamo i vari membri della famiglia comunicare con il linguaggio dei segni la premessa del film diventa rapidamente palese. Ancora di più quando questo dettame fondamentale per la sopravvivenza non viene rispettato.

A Quiet Place - Un posto tranquillo è un film capace di costruire una tensione costante attraverso un espediente semplice ma geniale: la necessità di non fare rumore induce lo stesso spettatore a trattenere il fiato in attesa del prossimo momento, evitando ogni sussulto o il rumore di troppo. Malgrado l’evoluzione della storia sia piuttosto prevedibile, John Krasinski fonde gli stereotipi del genere con un bel racconto d’amore familiare in cui si pensa alla vita (Evelyn è incinta e prossima al parto) anche quando la paura della morte è una costante. Il rapporto fra i coniugi e tra genitori e figli è molto ben descritto ed emotivamente coinvolgente: un grave lutto ha gettato un’ombra sulla famiglia, creando una frattura, almeno dalla prospettiva della piccola Regan, che teme di aver perso l’amore del padre; mentre le difficoltà della vita di tutti i giorni rendono spaventosa per Marcus la prospettiva di fare nuove esperienze. Come gli adulti anche i bambini sono ottimi interpreti e colpisce la prova della bravissima e molto espressiva Millie Simmonds, giovane attrice sorda nella vita così come il personaggio che interpreta in scena.

La forza dell’amore di questa famiglia dona ai membri la forza di sopportare condizioni di vita e prospettive spaventose e contrapporne al terrore una tenue speranza per il futuro e una quotidianità consolante. L'occhio più analitico saprà rintracciare nella messa in scena molti indizi e informazioni che il film poi procederà a rendere più espliciti, consentendo una fruizione "investigativa" utile a riempire i buchi volutamente lasciati nel racconto (cosa è successo prima degli eventi raccontati?).

Un plauso finale va all’interpretazione di Emily Blunt, moglie, madre e donna capace di coniugare e concatenare tanti e vari stati emotivi e fisici. Un’ulteriore, se non definitiva, conferma.

Malgrado la presenza di mostri esteticamente efficaci, sebbene poco originali e già visti - chiari i rimandi a Resident Evil, Venom e Stranger Things), A Quiet Place - Un posto tranquillo è più affascinante per l’ansia data dalle situazioni di calma che per le scene di conflitto vero e proprio, come del resto accade spesso in questo genere di produzioni. Un plauso finale va all’interpretazione di Emily Blunt, moglie, madre e donna capace di coniugare e concatenare tanti e vari stati emotivi e fisici. Un’ulteriore, se non definitiva, conferma.

di Roberto Semprebene
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