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Recensione Silenzio in sala
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«Uno spettro si aggira per l’Europa, lo spettro del comunismo»: questa famosa frase è l’incipit del Manifesto del Partito Comunista, la summa delle idee politiche dei due filosofi ed economisti tedeschi Karl Marx e Friedrich Engels, la cui genesi viene raccontata nel film del regista haitiano Raoul Peck Il giovane Karl Marx, con August Diehl a interpretare il filosofo di Treviri e Stephan Konarske a prestare il volto al giovane Engels.
Il biopic di Peck prende l’avvio nel 1844 e segue la vita dei due personaggi per quattro anni, sino alla vigilia dei moti del 1848 che sconvolsero l’Europa e alla nascita del Manifesto del Partito Comunista. Racconta il formarsi di questa amicizia e la progressiva evoluzione delle teorie politiche ed economiche dei due, parallelamente alla loro vita privata.

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Voto Silenzio in Sala: 3.5/5
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Viene tracciato un ritratto dei due protagonisti attraverso i dissidi di Engels con il padre, proprietario di una filanda a Manchester, e le difficoltà economiche di Marx, che doveva farsi carico della moglie Jenny e di due figlie. Vengono descritti i rapporti spesso conflittuali con altri intellettuali dell’epoca, come l’anarchico francese Pierre-Joseph Proudhon o Wilhelm Weitling.

Non è facile raccontare in poco meno di due ore Karl Marx. Quindi bisogna riconoscere a Raoul Peck di aver fatto la scelta giusta nel focalizzare la propria attenzione su un periodo così breve, eppur fondamentale, per la vita del filosofo tedesco e per la Storia. Soprattutto a Peck bisogna riconoscere il merito di aver affrontato un personaggio considerato quasi un tabù dalla cinematografia. Sono pochissimi e semi-sconosciuti i tentativi di portare sul grande schermo Marx, quasi ci fosse un timore reverenziale nell’affrontarlo o si considerasse la sua vita poco appassionante e impossibile da rendere al cinema. Invece Il giovane Karl Marx è un film godibile, anche se girato in maniera molto tradizionale. La sceneggiatura, fedele alle biografie dei personaggi, riesce a rendere l’idea delle profonde diseguaglianze sociali dell’epoca, oltre a fornire un’idea chiara dell’evoluzione del pensiero dei due teorici tedeschi.

Un’occasione per ripassare, in formato “bigino”, il pensiero di uno dei più importanti intellettuali dell’Ottocento, al quale Raoul Peck regala un’aura decisamente romantica che, di certo, non stona.

Lo script è firmato a due mani dallo stesso regista e da Pascal Bonitzer, famoso sceneggiatore di molti film di Jacques Rivette e André Téchiné. Un film che si avvale, inoltre, della fotografia del berlinese Kolja Brandt, che gioca sempre su colori caldi.

Oltre ai due attori protagonisti, va segnalata l'interpretazione di Vicky Kreeps nella parte di Jenny Marx e quella di Olivier Gourmet, attore spesso associato ai Fratelli Dardenne, che qui interpreta Proudhon. Il film, recitato nelle tre lingue utilizzate storicamente dai personaggi (tedesco inglese e francese), sarà visibile nelle sale italiane a partire dal 5 aprile prossimo, distribuito da Wanted in collaborazione con Valmyn.

Un’occasione per ripassare, in formato “bigino”, il pensiero di uno dei più importanti intellettuali dell’Ottocento, al quale Raoul Peck regala un’aura decisamente romantica che, di certo, non stona.

di Marcello Perucca
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