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Adventureland Recensione


Adventureland Recensione

Recensione Silenzio in sala
Recensioni utenti

Stranamente, il nuovo film di Greg Mottola (dopo lo scanzonato SuXbad - Tre menti sopra il pelo, dove però era ben tangibile la mano di Judd Apatow) esce al cinema nel periodo dei saldi di inizio estate. Eppure alcuni degli elementi chiave che avevano decretato il successo del suo film precedente (più di pubblico che di critica, più all'estero che in Italia) sono rimasti praticamente invariati: il lato, più superficiale, delle tempeste onanistico-ormonal-scatologiche, ma anche l'ansia per il futuro incerto e un presente (post-collegiale, in questo caso) gramo.

Come in SuXbad, quindi, la storia è quello che è - riducendo il tutto ai minimi termini, il protagonista (Jesse Eisenberg) si trova un lavoretto estivo in un parco di divertimenti, farà cose e vedrà gente come in ogni estate post-collegio che si rispetti e (forse) riuscirà anche a tessere la sua prima relazione sentimentale degna di questo nome.

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Voto Silenzio in Sala: 3.5/5
Voto utenti: 3/5


Fra gag da teen comedy e una spiccata vena nostalgica (che ha fatto chiamare in causa film come American Graffiti), il film riesce a percorrere un binario tutto suo, fatto di un'attenzione ad ambienti e personaggi che - in relazione alle aspettative che si poteva nutrire nei confronti di Adventureland - ci suona strana e inaspettata. Condizionata in modo evidente da una certa qual pulsione autobiografica (lo stesso regista/sceneggiatore ha ammesso che parte del materiale del film non è di fantasia), la scrittura del film immerge in un mondo dolceamaro e (soprattutto) credibile, rifiuta il bozzettismo dei personaggi e scandisce il discorso con una splendida colonna sonora. Universo poetico e un mondo passato che viene trasmesso progressivamente in filigrana: merce rara, di questi tempi.

Condizionata in modo evidente da una certa qual pulsione autobiografica (lo stesso regista/sceneggiatore ha ammesso che parte del materiale del film non è di fantasia), la scrittura del film immerge in un mondo dolceamaro e (soprattutto) credibile, rifiuta il bozzettismo dei personaggi e scandisce il discorso con una splendida colonna sonora

di Giacomo Ferigioni
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