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Recensione Silenzio in sala
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Esattamente 40 anni fa, era il 27 ottobre 1978, usciva nelle sale americane Halloween (in Italia avremmo dovuto aspettare l’aprile dell’anno successivo). Oggi il film è avvolto da un aurea sacrale, ha 7 sequel all’attivo, un dittico di remake a opera di Rob Zombie e un imminente ennesimo capitolo che ignora tutti gli altri e si prefigge di essere l’unico e solo seguito ufficiale.

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Voto Silenzio in Sala: 5.0/5
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E pensare che la pellicola nacque per caso, solo perché dei produttori volevano realizzare un horror che avesse come tema centrale “un killer che uccideva delle baby sitter” e sfruttare la festa di Halloween nella trama. Ingaggiarono John Carpenter dopo essere rimasti colpiti dal suo Distretto 13 - Le brigate della morte e gli affidarono l’incarico di scrivere e dirigere la pellicola. Il resto è storia. O meglio: il resto ha fatto la storia.

Halloween è considerato il primo slasher mai approdato al cinema. E su tale affermazione vi è una diatriba che si protrae da decenni tra puristi, critici e appassionati del genere. La verità è che, effettivamente, Halloween - La notte delle streghe non è il primo slasher della storia del cinema, ma con esso Carpenter e Debra Hill (produtrice, co-sceneggiatrice e in seguito anche moglie del regista) mettono in chiaro una serie di regole che, da quel momento in poi, verranno applicate pedissequamente a qualsiasi altro slasher. Un esempio? La famosissima scena di Scream - Chi urla muore in cui vengono elencate le regole per sopravvivere in un horror: ecco, quelle regole le aveva scritte Halloween - La notte delle streghe un ventennio prima, insieme a una manciata di altri dogmi da rispettare per rientrare nella categoria slasher.

Alla vigilia di Halloween un assassino fugge dal manicomio in cui è internato da 15 anni per l’omicidio della sorella (la ricorrenza di un fatto di sangue che ha scosso la piccola comunità).

Rivisto oggi Halloween è sicuramente molto più debole di quanto fosse alla sua uscita in sala, ma la colpa è nostra che in 40 anni non abbiamo fatto altro che succhiare la sua linfa vitale, replicando ogni personaggio, ogni scena, ogni fotogramma in migliaia di altri film.

Nella fuga Michael Myers uccide un meccanico, ruba i suoi vestiti e una maschera bianca (costume iconico, ma buon mercato) e torna nella placida cittadina d’origine, prendendo di mira un gruppo di amiche (rigorosamente adolescenti). La sola che si salverà sarà una final girl casta e pura (Jamie Lee Curtis).

Quando il film uscì nelle sale deflagrò come una bomba, incassando la bellezza di 50 milioni a fronte di un budget (ridicolo anche per l’epoca, era il 1978) di 325.000 dollari. Rivisto oggi, a quarant’anni di distanza, Halloween - La notte delle streghe non è però un film invecchiato benissimo. Anzi, se un qualsiasi millennial dovesse imbattersi nella visione probabilmente lo troverebbe lento, banale, denso di situazioni già viste mille volte e soprattutto che non fanno paura.

Non più. Non oggi. E il punto nevralgico della questione è che, oggettivamente, non avrebbe nemmeno tutti i torti. Halloween - La notte delle streghe è stato sin da subito cannibalizzato da una serie di altri film la cui ossatura è sempre identica a se stessa. Due esempi su tutti sono la controparte campagnola di Michael Myers (Venerdì 13, uscito appena un anno e mezzo dopo) e la sua versione onorica (Nightmare - Dal profondo della notte del 1984) che non fanno altro che prendere la sceneggiatura di Carpenter & Hill e calarla in contesti differenti. Un fenomeno che si ripete da 40 anni, che è stato spiattellato al grande pubblico proprio da Scream ma che, nonostante tutto, non accena ancora ad arrestarsi.

Lo stesso discorso vale anche per le trovate registiche di John Carpenter, che all’epoca risultavano tanto all’avanguardia ma che oggi sono replicate uguali uguali nella maggior parte degli horror moderni. La presenza del killer è resa impalpabile, il suo volto appare sullo sfondo, dietro le finestre, alle spalle dei protagonisti suggerendo perennemente un senso di pericolo. I tempi di narrazione vengono dilatati per tendere la tensione sempre di più sino a esplodere all’improvviso. Anche James Wan, alla fine, non ha fatto altro che studiare Halloween all’infinito e replicarlo in salsa demoniaca, senza inventarsi nulla di nulla. Rivisto oggi Halloween - La notte delle streghe è sicuramente molto più debole di quanto fosse alla sua uscita in sala, ma la colpa è nostra che in 40 anni non abbiamo fatto altro che succhiare la sua linfa vitale, replicando ogni personaggio, ogni scena, ogni fotogramma in migliaia di altri film. Ed è proprio per questo può considerarsi un capolavoro.

di Marco Filipazzi
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