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Recensione Silenzio in sala
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Inutile negarlo: esiste un prima e un dopo Halloween - La notte delle streghe, così come esiste un prima e un dopo Scream - Chi urla muore. Il primo nel 1978 ha dettato le regole dello slasher, mentre il secondo le ha reinterpretate in vista del nuovo millennio.

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Voto Silenzio in Sala: 3.5/5
Voto utenti: 3/5

Con queste premesse, 20 anni dopo l’uscita del film originale dedicato alle sanguinarie gesta di Michael Myers, 5 sequel già all’attivo, arriva nelle sale il settimo capitolo della saga: Halloween - 20 anni dopo.

Il testimone non è facile da raccogliere e diventa ancor più ostico se visto nella prospettiva che questo avrebbe dovuto essere il capitolo conclusivo della saga. Il condizionale è d’obbligo dato che sappiamo che 4 anni dopo arriverà al cinema il terribile Halloween - La resurrezione. Ma a tutti gli effetti il ritorno nel cast di Jamie Lee Curtis (e quel finale lì, a dir poco epico) hanno fatto sì che i fan considerassero questo come la conclusione della saga dei Myers. E poi, come da tradizione delle “regole” degli slasher, la sua uscita cade proprio nell’anniversario della tragedia iniziale. Originariamente il film cerca di rispettare la continuity dettata da tutti i capitoli precedenti, ma quando gli sceneggiatori capiscono che è impossibile conciliare tutti gli avvenimenti narrati sino a quel momento, decidono di ignorare i capitoli 4, 5 e 6 e porre la pellicola come sequel diretto del dittico di John Carpenter.

Laurie Strode ha cambiato identità: si è trasferita, ha un figlio adolescente ed è la preside di una prestigiosa scuola privata. Nonostante ciò, con l’avvicinarsi della notte di Ognissanti, non rieace a togliersi dalla mente l’incubo di quanto avvenuto 20 anni prima. Il pensiero di suo fratello Michael la perseguita e presto scoprirà che i suoi non sono solo timori: Myers è vivo, ed è tornato per completare ciò che aveva iniziato nel 1978.

Il canovaccio è sempre il solito, non ci sono grossi colpi di scena e tutto rientra perfettamente negli standard dello slasher anni ’90.

Halloween - 20 anni dopo nasce con l’intento di porre fine alla saga, tanto che il titolo adottato per tutta la lavorazione del film è Halloween 7 – La vendetta di Laurie Strode. Quando inizia a circolare la notizia che Jamie Lee Curtis sarebbe tornata a vestire i panni dell’iconica final-girl, lo stesso John Carpenter si dichiara interessato a dirigere la pellicola. Purtroppo le trattative non vanno a buon fine, a causa di una faida ancora aperta tra il regista e il produttore esecutivo Moustapha Akkad che si protraeva dai tempi del primo film. Carpenter si allontana quindi dal progetto e il testimone passa al veterano Steve Miner, già regista dei capitoli 2 e 3 della saga di Venerdì 13 e di quel piccolo cult 80s di Chi è sepolto in quella casa?.

Se rivisto oggi, il cast è di prim’ordine, con molti degli attori (nel 1998 esordienti sconosciuti) ora diventati nomi affermati.

C’è Michelle Williams in piena fase Dawson's Creek, un giovanissimo Joseph Gordon-Levitt, Josh Hartnett al suo debutto sul grande schermo, LL Cool J oltre alla già citata Jamie Lee Curtis che in questo film recita al fianco della madre Janet Leigh per la seconda volta nella sua carriera (la prima è stata sul set del The Fog proprio di John Carpenter). Il canovaccio è sempre il solito, non ci sono grossi colpi di scena e tutto rientra perfettamente negli standard dello slasher anni ’90. Eppure, forse per la presenza di Jamie Lee, forse perché siamo consapevoli che questo è effettivamente la fine della saga, Halloween - 20 anni dopo è un film gustoso, che recupera le atmosfere dell’originale e le aggiorna, senza scadere nel metacinema come sarebbe accaduto alla maggior parte degli horror a cavallo del millennio replicando (con successo altalenante) la formula di Scream - Chi urla muore. E poi c’è il già citato finale, con quel dolly a salire e tutta la rabbia che Laurie ha covato per 20 anni che esplode all’improvviso addosso al fratello. Quando i titoli di coda iniziano a scorrere è impossibile non sentirsi appagati.

di Marco Filipazzi
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