Ricerca avanzata
Film Serie TV

film

Al cinema Prossimamente Tutti i film Recensioni Film Recensioni Film Utenti

serie TV

Tutte le serie Recensioni serie

articoli

News Approfondimenti Editoriali
facebook twitter google plus
Per vedere il tuo commento pubblicato immediatamente effettua l'accesso

Username
Password


Registrati Password dimenticata
Per scrivere la tua recensione per questo film devi effettuare l'accesso

Username
Password


Registrati Password dimenticata
Per seguire questo utente devi effettuare l'accesso

Username
Password


Registrati Password dimenticata

Se son rose Recensione


Se son rose Recensione

Recensione Silenzio in sala
Recensioni utenti

Leonardo Pieraccioni, saltuariamente, torna al cinema per raccontarci la sua evoluzione: il regista toscano, da sempre interprete dei suoi film, propone storie attinenti alla propria parabola anagrafica. Lo scorrere del tempo non è un dettaglio che Pieraccioni trascura, quindi – quando riprende a dirigere – porta sullo schermo vicende peculiari al momento che sta vivendo.

VOTA
il tuo voto
/5
Esprimi il tuo voto su questo film:

.
.
.
.
.
Voto Silenzio in Sala: 3.0/5
Voto utenti: 3/5

E mette sempre qualcosa di sé in ogni lavoro.

Stavolta, attraverso Leonardo Giustini (nome ispirato all’amico e collega Niki Giustini, recentemente scomparso), giornalista di tecnologia e innovazione per il Web, incarna la figura di un padre di mezza età abitudinario che si lascia ammaliare soltanto da sua figlia Yolanda: l’unica per la quale nutre un affetto considerevole. La sua vita sentimentale, dopo vari fallimenti e qualche amore fugace, è pressoché azzerata. Allora ci pensa la ragazza a smuovere gli equilibri: tramite il telefonino del padre, ricontatta tutte le sue ex proponendo loro di tornare assieme. Quattro donne rispondono. A questo punto, Leonardo dovrà rincontrarle e fare i conti col suo passato che, per forza di cose, inciderà sul futuro di padre e uomo.

Se son rose è una commedia che ruota attorno al concetto di famiglia, ponendo particolare attenzione al rapporto padre-figlia: fra il serio e il faceto, si affrontano tutte quelle particolarità che coinvolgono gli uomini ogni volta che hanno a che fare con le donne. Siano esse figlie, compagne o amanti.

Pieraccioni intende coinvolgere lo spettatore portandolo su un orizzonte comune, descrivendo problematiche, gioie e dolori che chiunque potrebbe trovarsi a vivere.

Proprio per questo, Leonardo Pieraccioni rispolvera la sua natura di eterno guascone stralunato per mettersi al servizio delle nuove generazioni. Nel film c’è tutto: lo smarrimento dei padri, che non sanno a che santo votarsi per soddisfare le esigenze di una figlia che sta diventando donna, le necessità degli uomini separati desiderosi di rifarsi una vita malgrado il timore di aver superato il limite massimo per rimettersi in gioco.

Insomma, Pieraccioni intende coinvolgere lo spettatore portandolo su un orizzonte comune, descrivendo problematiche, gioie e dolori che chiunque potrebbe trovarsi a vivere. È finito l’eclettismo dei primi anni: la spregiudicatezza de I laureati, l’euforia de Il ciclone.

Ora è tempo di pragmatismo, di dare voce a personaggi divertenti – per quanto possibile – che, però, rimandino a suggestioni concrete. Quindi, Se son rose può definirsi una proiezione scenica del vissuto di Leonardo: forse la sua opera più autobiografica. Come lui stesso ha ammesso.

Persiste la natura di eterno battutista che l’ha sempre contraddistinto, da buon toscano cavalca dialetticamente e concettualmente certi assiomi e li sviluppa sul piano sociale. Quindi, non è tutto vero, c’è parecchio artificio. Specialmente nell’esasperazione di alcune controversie, anche se – gli va riconosciuto – non ha mai tentato di scimmiottare le commedie sentimentali più scontate. Persino quando si parla di tradimento, viene conservata una delicatezza più congeniale all’età adulta rispetto alla frenesia giovanile. Questo è un Pieraccioni più maturo, che vuole far sorridere con altri espedienti: si è passati dal godereccio a una commedia su più livelli, un lavoro che aveva cominciato da qualche anno. Avevamo avuto le prime avvisaglie con Finalmente la felicità e Un fantastico via vai, ora con Se son rose ne abbiamo la conferma: il cinema di Pieraccioni è leggero, ma non frivolo. Può strappare un sorriso, senza, però, imperversare nella banalità. Si alternano momenti di alto e basso con accuratezza, ogni battuta è accompagnata in un contesto più ampio che consente di emozionarsi e, quando serve, lasciare spazio alla sguaiatezza.

di Andrea Desideri
Sei d'accordo con questa recensione?
No
10 No
Condividi:
Nessun utente ha ancora scritto la sua recensione per questo film.
Sii il primo.

Scrivi la tua recensione per questo film DI' LA TUA
Lascia un commento a questa recensione.

Per evitare lo spam i commenti anonimi sono soggetti a moderazione e verranno pubblicati solo dopo essere stati controllati. Per commentare immediatamente effettua il login.

Login Registrati
COMMENTA
Lascia un commento in risposta a .

Per evitare lo spam i commenti anonimi sono soggetti a moderazione e verranno pubblicati solo dopo essere stati controllati. Per commentare immediatamente effettua il login.

Login Registrati
RISPONDI
Spiega il motivo della segnalazione:
Spam
Insulti
Altro, specificare:
SEGNALA

Commenti

Non ci sono commenti per questa recensione COMMENTA
REGISTRATI LOGIN

TROVA CINEMA


Città

Includi provincia

Tutti i film
Film specifico

REGISTRATI

LOGIN

Password dimenticata?

oppure

Entra con Facebook
Silenzioinsala.com utilizza i cookies per personalizzare e migliorare l'esperienza degli utenti.
Leggi la dichiarazione sulla privacy per saperne di più.
Sono d'accordo