Ricerca avanzata
Film Serie TV

film

Al cinema Prossimamente Tutti i film Recensioni Film Recensioni Film Utenti

serie TV

Tutte le serie Recensioni serie

articoli

News Approfondimenti Editoriali
facebook twitter google plus
Per vedere il tuo commento pubblicato immediatamente effettua l'accesso

Username
Password


Registrati Password dimenticata
Per scrivere la tua recensione per questo film devi effettuare l'accesso

Username
Password


Registrati Password dimenticata
Per seguire questo utente devi effettuare l'accesso

Username
Password


Registrati Password dimenticata

Cam Recensione


Cam Recensione

Recensione Silenzio in sala
Recensioni utenti

Netflix in primis e lo streaming in generale hanno cambiato il nostro modo di guardare film e serie tv. L’incessante aggiornamento del catalogo ogni settimana ci costringe a un binge watching costante in cui ingurgitiamo sensa sosta ore e ore di programmi.

VOTA
il tuo voto
/5
Esprimi il tuo voto su questo film:

.
.
.
.
.
Voto Silenzio in Sala: 3.5/5
Voto utenti: 3/5

Una sporta di bulimia cinematografica. Ciò ha portato a un inevitabile, quanto fisiologico, abbassamento del nostro livello di attenzione. Quante volte succede di giocare con il cellulare, controllare i social mentre sullo schermo Netflix skippava in automatico all’episodio successivo? Sempre più raramente, capita che un film riesca a catturare in una manciata di minuti l’attenzione dello spettatore, facendogli dimenticare la sua vita social per un paio d’ore: Cam è uno di quei film.

Dopo essere stato presentato al Fantasia Film Festival e al Fantastic Fest, Cam è approdato su Netflix lo scorso 16 novembre. Prodotto dalla Blumhouse di Jason Blum (che tante gioie ha regalato negli ultimi anni, ma anche diverse delusioni) con un pugno di attori e ancor meno location, Cam è uno di quei film inetichettabili, in bilico tra il thriller, l’horror e il dramma psicologico, che afferrano alla gola e non mollano fino ai titoli di coda. Anzi, quando lo schermo diventa nero e i nomi iniziano a scorrere, un senso di angoscia schiaccia lo stomaco dello spettatore. Plauso d’onore al regista Daniel Garber, qui al suo esordio dietro la macchina da presa.

La storia alla base di Cam è tanto semplice quanto efficace: Alice Ackerman (la bravissima Madeline Brewer, già vista in Orange is the new black e The Handmaid’s Tale) fa la cam-girl sotto lo pseudonimo di Lola. Le cam-girl sono ragazze che inscenano spettacoli erotico/pornografici su internet (riprese da una webcam, appunto) chattando direttamente con i clienti e mettendo in scena le loro fantasie sotto compenso.

Ottimo il lavoro della sceneggiatrice Isa Mazzei, esordiente ed ex-camgirl, che ha infarcito lo script con una serie di dettagli di quel mondo, tanto sottili che lo spettatore nemmeno li percepisce, eppure necessari per rendere la vicenda terribilmente reale.

Lola è in procinto di entrare a far parte della TOP 50 delle migliori camgirl del sito per cui lavora, quando qualcuno le ruba l’identità. Letteralmente. Non solo la ragazza non riesce più ad accedere al proprio account, ma una persona in tutto e per tutto identica a lei ne fa uso, esibendosi sul web come se fosse lei.

Da questa semplice premessa nasce un film solido, teso, ma soprattutto ossessivo, che in più di un’occasione riecheggia la paranoia tecnologica tanto cara a Black Mirror ed Electric Dream. Garber utilizza lo schermo del computer come se fosse lo specchio (deformante) della vita della protagonista: una realtà artificiale in cui nulla è come sembra.

Con questo stratagemma riesce a mettere in scena le ossessioni, le contraddizioni e soprattutto le perversoni non solo di Alice, ma della nostra società contemporanea, sempre più volta al mondo dei social media, in cui nulla è come appare e dove la sola cosa che conta è diventare popolari. Non importa a quale prezzo.

Una volta estromessa dal proprio account, privata del suo alter-ego (Lola è popolare, in ascesa, corteggiata da tantissimi followers e invidiata da molte delle altre camgirl), Alice si ritroverà sola, abbandonata, costretta a fare i conti con la sua vita solitaria e soprattutto con la propria famiglia, che ignora totalmente la sua vita sul web. Ottimo il lavoro della sceneggiatrice Isa Mazzei, anch’essa esordiente, ex-camgirl, che ha infarcito lo script con una serie di dettagli di quel mondo, tanto sottili che lo spettatore nemmeno li percepisce, eppure necessari per rendere la vicenda terribilmente reale.

di Marco Filipazzi
Sei d'accordo con questa recensione?
No
10 No
Condividi:
Nessun utente ha ancora scritto la sua recensione per questo film.
Sii il primo.

Scrivi la tua recensione per questo film DI' LA TUA
Lascia un commento a questa recensione.

Per evitare lo spam i commenti anonimi sono soggetti a moderazione e verranno pubblicati solo dopo essere stati controllati. Per commentare immediatamente effettua il login.

Login Registrati
COMMENTA
Lascia un commento in risposta a .

Per evitare lo spam i commenti anonimi sono soggetti a moderazione e verranno pubblicati solo dopo essere stati controllati. Per commentare immediatamente effettua il login.

Login Registrati
RISPONDI
Spiega il motivo della segnalazione:
Spam
Insulti
Altro, specificare:
SEGNALA

Commenti

Non ci sono commenti per questa recensione COMMENTA
REGISTRATI LOGIN

TROVA CINEMA


Città

Includi provincia

Tutti i film
Film specifico

REGISTRATI

LOGIN

Password dimenticata?

oppure

Entra con Facebook
Silenzioinsala.com utilizza i cookies per personalizzare e migliorare l'esperienza degli utenti.
Leggi la dichiarazione sulla privacy per saperne di più.
Sono d'accordo