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Peterloo Recensione


Peterloo Recensione

Recensione Silenzio in sala
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Come sempre accade, per guardare le cose dall'alto e comprenderle nel loro insieme, bisogna prima osservarle molto da vicino, nella loro semplicità e umiltà. Il grande regista Mike Leigh, maestro dalla carriera costellata di premi, ci insegna questa lezione in ogni suo film.

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Voto Silenzio in Sala: 4.0/5
Voto utenti: 3/5

Peterloo, dopo Tospy Turvy – Sottosopra e Turner, è il suo il terzo lungometraggio ambientato nel diciannovesimo secolo, periodo nel quale si è formato il pensiero moderno. Leigh guarda alle fondamenta della nostra civiltà per ricordarci da dove veniamo e quanta strada abbiamo fatto per arrivare fin qui. E di strada ne percorre davvero tanta il giovane Joseph (David Moorst), trombettista dell'esercito durante la battaglia di Waterloo: siamo nel 1819, il ragazzo, attonito, guarda il campo di battaglia pieno di cadaveri di uomini e cavalli, tempestato di colpi di baionetta e esplosioni. Claudicante, ferito, sotto shock, il ragazzo deve tornare a casa, fino a Manchester, a piedi, dove lo aspetta la sua famiglia e una madre (Maxine Peake) che lo abbraccia freneticamente, gli stringe la testa, vorrebbe farsi carico di ogni sua pena. Ma Joseph, agnello sacrificale, rappresentante innocente di una classe operaia che è stata sempre carne da macello, pur essendosi salvato la vita, non avrà un destino felice.
A quel tempo, soltanto il 2 % della popolazione aveva diritto al voto e persino il pane, per proteggere gli interessi dei ricchi proprietari terrieri, aveva costi proibitivi.

La giustizia veniva amministrata in modo disumano: attraverso un'accurata ricerca storica, Leigh drammatizza alcuni processi accaduti nella realtà, nei quali un uomo, accusato di aver rubato un cappotto al suo padrone viene condannato all'impiccagione; a un altro verranno dati 14 anni di deportazione in Australia per il furto presunto di un orologio.

Un film profondamente commovente, che tocca le corde più profonde dell'emozione umana.

Il popolo inglese, fatto di persone semplici ma coraggiose e piene di dignità, è stanco, esasperato e crede in un senso di giustizia più alto di quello offerto da un governo corrotto e da un re depravato e sciocco: così decide di riunirsi in massa per richiedere, tramite una petizione, riforme politiche che permettano alla gente una migliore qualità della vita. Dopo confronti verbali vivaci ma ben organizzati, i riformisti riescono perfino a ottenere la partecipazione del famoso oratore Henry Hunt (Rory Kinnear) e scelgono la grande piazza di St Peter's Field come luogo del comizio.

Solo venti anni prima c'era stata la Rivoluzione Francese e il Governo britannico, spaventato, decide di reprimere in modo spietato e sanguinoso una manifestazione gioiosa e pacifica, alla quale partecipano donne e bambini. Il risultato sarà una strage di innocenti disarmati: St Peter's Field verrà rinominata Peteroo per assonanza con la battaglia di Waterloo, con la quale ha condiviso lo spargimento di sangue. Preziosi testimoni oculari del massacro di giovani, vecchi, donne e bambini, presi a sciabolate, saranno i rappresentanti della stampa inglese, e in quell'occasione verrà fondato il quotidiano The Guardian.

Peteroo è un affresco corale, un capolavoro curato in ogni minimo dettaglio, da quello storico a quello scenografico, con effetti speciali, trucchi e costumi ineccepibili: del resto Leigh si avvale sempre della stessa squadra di collaboratori ai massimi livelli.

Un film profondamente commovente, che tocca le corde più profonde dell'emozione umana. E solo ciò che ci tocca nel profondo può essere ricordato.
Mike Leigh parlando del passato, inevitabilmente porta a riflessioni sul presente.

di Emanuela Di Matteo
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