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Joker Recensione


Joker Recensione

Recensione Silenzio in sala
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Attesissimo a Venezia 76, Joker, diretto da Todd Phillips e interpretato da un monumentale Joaquin Phoenix, non ha deluso le aspettative, candidandosi per la vittoria e affermandosi già da ora come uno dei migliori cinecomic mai realizzati. Il protagonista è da sempre una delle figure più interessanti dell'universo fumettistico, un villain dallo spessore imponente, acerrimo nemico di Batman e suo indispensabile contraltare.

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Voto Silenzio in Sala: 5.0/5
Voto utenti: 3.5/5

Todd Phillips, anche co-sceneggiatore di Joker insieme a Scott Silver, costruisce un racconto originale della genesi del personaggio: lavorando su diversi livelli, articola una storia di perdizione individuale che è anche una lucidissima critica dei nostri tempi, un j'accuse scritto col sangue per denunciare una degenerazione universale. Difficile trovare debolezze in un film che sembra vantare solo punti forti: la sceneggiatura riesce ad arricchire un personaggio già scandagliato da grandissimi autori; ammicca al fumetto, lo cita, lo distorce, crea allusioni, sporca e glorifica il mito fondativo dello stesso Batman e del rapporto con la sua nemesi.

Regia e montaggio sono perfetti per calare lo spettatore tanto nel clima di tensione sociale che caratterizza Gotham City, quanto nella progressiva accettazione della propria follia da parte di Arthur Fleck. Phillips costruisce delle sequenze memorabili: una su tutte, la scena - già cult - della discesa della scalinata con balletto, che sancisce la definitiva trasformazione di Arthur in Joker, una discesa verso la perdizione accettata e accolta col sorriso di chi ha compreso che «la sua vita non è stata una tragedia, ma sempre solo una commedia». In altre scene musica e montaggio formano un amalgama perfetto con la storia, come nelle sequenze in metropolitana, in cui il movimento del treno costruisce i tempi, i giochi di luce e i suoni in modo ineccepibile.

Il cast, naturalmente di alto profilo, annovera Robert De Niro, Marc Maron e Zazie Beetz. Ma Joaquin Phoenix è notevolmente oltre le possibilità di chiunque altro: l'attore si conferma capace di passare per ogni possibile sfumatura dell'animo e delle emozioni umane, e rende tangibile la degenerazione psicologica del protagonista in modo sublime, giocando col proprio corpo, con le microespressioni e con i comportamenti più complessi, compresi scatti di riso patologico e finte e inquietanti risatine, che il personaggio dispensa nel corso del film (per goderne appieno si consiglia decisamente la visione in lingua originale).

A memoria di chi scrive non esiste per nessun personaggio dei fumetti un'opera cinematografica che ne racconti in modo così potente la genesi, neanche il pur ottimo Batman Begins di Christopher Nolan.

Joker è la scintilla che innesca la rivoluzione contro l'ordine costituito di una società che ha perso la sua anima, che avrebbe potuto salvarsi se non avesse rinunciato all'umanità e al rispetto per il prossimo

Joker è, insieme, un blockbuster e un film d'autore, una fiction e una riflessione sulla persona e sulla società, un racconto di individuale follia che, in tempi di psicosi collettive, rende titanico un antieroe, ne fa il profeta di un caos giusto, accolto con un senso di liberazione. Joker è la scintilla che innesca la rivoluzione contro l'ordine costituito di una società che ha perso la sua anima, che avrebbe potuto salvarsi se non avesse rinunciato all'umanità e al rispetto per il prossimo: valori che a Gotham solo un folle riesce ancora a riconoscere tali.

di Roberto Semprebene
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