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L'idea di Crawl - Intrappolati è probabilmente venuta agli autori mentre erano seduti al tavolo di qualche fast food durante un'acquazzone. Perché davvero, la trama di questo film ci starebbe scritta su di un tovagliolo e avanzerebbe ancora spazio.

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Voto Silenzio in Sala: 2.5/5
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La Florida viene flagellata da un uragano (cose che capitano se vivi nello Stato del Sole e delle Arance) e una ragazza si ritrova intrappolata nel crawlspace (da qui il titolo del film: lo spazio che solleva le case americane dal suolo che a noi europei risulta poco chiaro a cosa serva) insieme al padre ferito, una coppia di alligatori e l'acqua che inesorabilmente continua a salire a causa della pioggia. La storia del film è davvero tutta qui: una lotta contro il tempo e contro le forze della natura, condita da un rapporto padre/figlia un po' complicato e burrascoso... ma nemmeno troppo. Il resto è solo mera esecuzione e maestranze, ma se alle spalle ci sono due nomi grossi e una storia a base di alligatori è quantomeno lecito farsi qualche aspettativa quando ci si approccia alla visione. Magari non altissima (il film è uscito in pieno agosto, come horror estivo e poco pretenzioso), ma qualcuna comunque sì. Perché alla fine i "gator-movie" sono sempre divertenti e il sottogenere annovera titoli spassosi come il b-movie Alligator (basato sulla leggenda metropolitana che queste creature vivano nelle fogne di New York), la saga di Lake Placid, il bellissimo Rogue, ma anche gli italiani Il fiume del grande caimano di Sergio Martino o il dittico di Killer Crocodile. Insomma, non capolavori del cinema, ma film leggeri e divertenti, ideali per far scorrere un'ora e mezza senza molti pensieri.

E poi alle spalle di Crawl - Intrappolati ci sono due nomi grossi del genere horror.

Alle spalle di Crawl ci sono due nomi grossi del genere horror: il primo è quello di Sam Raimi, qui in veste di produttore, l'altro nome è quello di Alexandre Aja.

Il primo è quello di Sam Raimi, qui in veste di produttore, un personaggio che nel campo dell'horror non ha davvero bisogno di presentazioni. L'altro nome è quello di Alexandre Aja, che all'inizio dei 2000 si era imposto all'attenzione di pubblico e critica con il doppiogiochista Alta Tensione. Aja faceva parte delle nuove leve del cinema francese, che a inizio millennio avevano portato una ventata d'aria fresca nel genere horror. Insieme a lui nomi come Pascal Laugier (Martyrs), Xavier Gens (Frontiers) e il duo Alexandre Bustillo & Julien Maury (A l'interieur): nomi che facevano ben sperare per il genere, salvo poi perdersi un po' per strada facendo il grande passo in USA.

Ad Aja era anche andata bene, portando a casa il risultato con l'insidioso remake de Le colline hanno gli occhi e poi con quello di Piranha 3D, dove aveva puntato tutto sul teen splatter con risultati egregi. Poi, effettivamente, si è perso: Horns non era proprio memorabile, così come The 9th Life of Louis Drax.

Però, almeno qui, gli estremi per 90 minuti divertenti a base di alligatori c'erano tutti. E invece. Intendiamoci, Crawl - Intrappolati non è pessimo: scorre piacevole per tutta la sua breve durata, ma si dimentica mezz'ora dopo averlo finito. E il problema è che lo si intuisce dopo i primi 15 minuti, quando sembra di star guardando un film Asylum qualsiasi... camuffato da grande produzione. Per intenderci: Crawl - Intrappolati è ambientato in Florida ma girato a Belgrado e i totali con il cielo nuvoloso e le strade inondate di pioggia non sono credibili nemmeno se viste da lontano e senza occhiali. Anche gli alligatori risentono un po' troppo del digitale pacchiano, quando sarebbero bastati degli animatronics usati con intelligenza. Persino sul fronte di sangue e violenza manca il coraggio di osare, indugiando qualche secondo in più su qualche dettaglio macabro tipici di questi film. Sono piccole cose, dettagli appunto, ma fanno sì che Crawl - Intrappolati resti a galleggiare in un mare di mediocrità senza mai diventare veramente interessante. E viste le premesse e i nomi coinvolti è davvero un peccato!

di Marco Filipazzi
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