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Il primo Natale Recensione


Il primo Natale Recensione

Recensione Silenzio in sala
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Salvo (Salvo Ficarra) è un ladro di arte sacra, che fa la sua fortuna attraverso la vendita illegale di ostensori e arredi religiosi. Dal suo nuovissimo televisore, avuto grazie all'ennesima ruberia, scopre Padre Valentino (Valentino Picone) e la sua parrocchia, dove è custodito un Gesù Bambino in legno di grande valore.

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Così Salvo, visti i provini per il Presepe Vivente della parrocchia, si improvvisa un aspirante Giuseppe per avvicinarsi all’oggetto del suo prossimo colpo. Il furto riesce, ma viene scoperto da padre Valentino, che lo insegue. Durante la fuga, in mezzo a degli arbusti, vengono catapultati nell'anno 0, dove vedranno veramente dove è nato Gesù.

Il primo Natale, nonostante possa apparire la solita commedia italiana per le Feste, fin dall'intro si fa notare per la volontà di dare un sostrato profondo a tutta la vicenda. Difatti il film si apre con la classica musichetta di Natale, ma ad accompagnarla ci sono video di barconi e campi profughi. In una commedia italiana un'attenzione a temi così delicati - come gli immigrati e gli ultimi della società - non è per nulla scontata, soprattutto nel momento storico che stiamo vivendo.

Attraverso i due protagonisti, comprendiamo due forme di comportamento altrettanto sbagliate e “anti-natalizie”: da un lato l’egoismo e la mancanza di attenzione per il prossimo, dall’altro l’attaccamento superficiale alla fede. Quando questi due atteggiamenti s'incontrano, attraverso i due personaggi principali, il portale si apre per rivelare un mondo nuovo ai loro occhi… ma vecchio di data.

È interessante vedere come in un film da “post-mangiata di Natale”, che per tradizione deve essere leggero e d’intrattenimento, esista la voglia di inserire questi inserti che fanno (si spera) anche riflettere.

Un mondo più semplice, dove tutto, religioni e genere umano, devono ancora imparare a esistere.

È interessante vedere come in un film da “post-mangiata di Natale”, che per tradizione deve essere leggero e d’intrattenimento, esista la voglia di inserire questi inserti che fanno (si spera) anche riflettere. La volontà di realizzare qualcosa di diverso c'è e si vede, e di questo va riconosciuto il merito al duo Ficarra&Picone. Peccato che, nella parte centrale del film, si vada a cadere in battute un po' scontate e che portano raramente alla risata. Ma si apprezza l'impegno e la capacità di aver realizzato una commedia originale e non solo piena di buoni sentimenti diabetici.

Invece qui la bravura dei due mattatori siciliani è nel mantenere sempre un certo equilibrio, tra serietà e umorismo, clichè di Natale e buone idee. Intrattenimento intelligente, che non pretende troppo dallo spettatore.

di Samantha Ruboni
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