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Recensione Silenzio in sala
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Nel 1989 il film Fuga dal Paradiso di Ettore Pasculli, prodotto fuori tempo massimo dalla Rai, è l'ultimo post-atomico italiano a vedere la luce (trasmesso rigorosamente sul piccolo schermo), prima di far sprofondare questo sottogenere nell'oblio produttivo. Questo finchè nel 2017 Matteo Scarfò gira L'ultimo sole della notte.

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Voto Silenzio in Sala: 3.0/5
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E sì, se ve lo state chiedendo, L'ultimo sole della notte è un postatomico moderno. Un aggiornamento del genere. Una rivisitazione del dopo-bomba, realizzata nel nuovo millennio, da un connazionale, aggiornata secondo gli stilemi moderni. Una cosa che mai avremmo immaginato potesse accadere, è successa: il film è nel catalogo di Prime Video.

Un postatomico italiano moderno! I cliché (termine inteso in senso non dispregiativo) ci sono tutti: una terra logorata da una guerra nucleare; una società dominata dalle multinazionali, in cui il divario sociale è incolmabile; delimitazioni territoriali delle zone sicure; tribù post-apocalittiche vestite come motociclisti anni '80; scene di violenza e omicidi; location urbex, zone industriali abbandonate e periferie deserte; personaggi sopra le righe, robot inquietanti dagli occhi bianchi tipo L'Aldilà di Lucio Fulci. Pochi effetti speciali e tanta suggestione. Si può chiedere di più? Io non credo.

Dopo una guerra nucleare, il governo italiano ha deciso di creare alcune aree sicure in cui rinchiudere migliaia di persone. Nella Zona 13 sono rimasti solo tre abitanti, che vivono in un enorme condominio dove non manca niente, ma è tutto allo sfacelo.

I paesaggi desolati e post-apocalittici sono resi benissimo sullo schermo anche senza l'ausilio di effetti speciali, semplicemente utilizzando zone industriali abbandonate o paesaggi degradati come sfondo.

La storia si dipana su due piani temporali: il presente nella Zona e la vita del passato.

Siamo lontani dai toni action e spensierati dei film che hanno caratterizzato il postatomico italiano negli anni '80: L'ultimo sole della notte (titolo che porta alla mente il rape&revange L'ultimo treno della notte di Aldo Lado, con cui condivide la morale pessimistica sull'umanità) è fantascienza sociologica allo stato puro. Priva di fronzoli o eroi senza macchia, e proprio per questo estremamente contemporanea, recupera i temi che hanno fatto il successo di Black Mirror e traformato in cult film Ex-Machina.

Dalle nostre produzioni del passato Matteo Scarfò recupera soprattutto il senso pratico: i paesaggi desolati e post-apocalittici sono resi benissimo sullo schermo anche senza l'ausilio di effetti speciali, semplicemente utilizzando zone industriali abbandonate o paesaggi degradati come sfondo. Senza aggiunta di fronzoli, l'utilizzo semplice ed efficace di questi scorci urbani (il film è girato tutto in Calabria) diventano persino manifesto di una denuncia sociale moderna.

Sul piano narrativo invece l'ispirazione arriva dai romanzi di J.G. Ballard, uno su tutti Il Condominio. Sono evidenti anche le tematiche care all'autore inglese: la regressione dell'uomo davanti alle difficoltà a una forma primitiva ed egoista; un innescarsi di autodistruzione. L'ultimo sole della notte è un film fieramente indipendente, realizzato da persone che hanno investito tempo ed energie (oltre che risorse finanziarie) in un progetto in cui credevano. Il risultato è un'opera coraggiosa, sicuramente anomala e interessante: lode a Prime Video per averlo inserito in catalogo.

di Marco Filipazzi
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