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Il trono di spade Recensione stagione 7


Il trono di spade Recensione stagione 7

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La settima stagione de Il trono di spade è stata sicuramente la più vista e più discussa dell'intera serie. Criticata, amata, hackerata e memizzata è anche quella che ha avuto più eco nella quotidianità. La première, messa in onda il 16 luglio 2017, ha registrato un record assoluto di spettatori: ma, man mano che le puntate procedevano, questo è stato superato da quelle successive; fino al primato del finale di stagione del 27 agosto, che ha registrato un pubblico totale di oltre 16,5 milioni. Questa nuova stagione, a differenza delle precedenti consta di soli 7 episodi, con durata variabile - dalla puntata più breve The Spoils of War della durata di 50 minuti, fino al lunghissimo finale The Dragon and The Wolf, 80 minuti, per una media di 59 minuti a episodio. Le redini sono di nuovo in mano a David Benioff e D.B. Weiss – ormai conosciuti dai fan come D&D – con una sceneggiatura che ha ormai abbandonato la traccia dei libri (fermi per trama alla quinta stagione), pur rimanendo sotto stretta supervisione del creatore di questo immenso mondo, George R. R. Martin.

Queste nuove puntate sono diverse dalle precedenti per stile, velocità – con buchi temporali perdonati solo per l'epicità delle sequenze – e numero di avvenimenti che accadono in ogni puntata. Soprattutto le sequenze di azione e battaglia hanno tenuto lo spettatore incollato dal primo fino all'ultimo episodio, in un continuo crescendo di tensione e azioni.

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Cominciamo?
Sin dal principio, la stagione è da cardiopalma. Nonostante una prima puntata molto narrativa, che prepara il pubblico alle vicissitudini successive, sono molti gli eventi che accadono. Si inizia con un'Arya Stark sempre più astuta e vicina al suo obiettivo di vendetta: l'intro, sensazionale, ci introduce immediatamente nel mood della serie, nonostante sia passato più di un anno dalla stagione 6. E poi, finalmente, ecco l'arrivo di Daenerys Targaryen a Westeros. Ciò che stavamo aspettando da ben 6 stagioni – da ben 6 anni! – è finalmente accaduto: la Khaleesi torna nella sua terra natia, con un'armata letale in cerca di alleati, per giungere al Trono che le spetta. Il ritorno a Dragonstone è uno dei più commoventi della première, con Daenerys che strappa con decisione gli stemmi di Stannis Baratheon. Tuttavia trovare alleati non è immediato, sopratutto se al suo fianco devono combattere casate da sempre in lotta tra loro; inoltre Daenerys deve imparare la diplomazia, ed proprio lì che Tyrion ha il suo ruolo essenziale, insieme a personaggi controversi come Varys e Olenna. Del resto, a Westeros la Regina deve imparare il Gioco dei Troni.

Il finale di stagione del 27 agosto ha registrato un primato: un totale di oltre 16,5 milioni di spettatori.

Voglio che Cersei sappia che sono stata io
Meno personaggi, meno casate. Se nella prima stagione facevamo fatica a star dietro a nomi e alleanze varie, le carte in tavola ormai si sono fatte più semplici. Rimasti in gioco ci sono i Lannister, i Greyjoy, i Targaryen e gli Stark, finalmente tornati a Winterfell. Ci lasciano in questa stagione personaggi di spicco, nel vero spirito della serie. I Tyrell, con la dipartita leggendaria di Olenna, non esistono più; così come le Sand Snake, catturate da Euron Greyjoy e "donate" a una Cersei assetata di sangue. Il destino del viscido Ditocorto è tuttavia quello che più ci appassiona nel corso della stagione, con un gioco di squadra da parte dei fratelli Stark. Se i personaggi si contano ormai sulle dita di una mano, a ogni punto cruciale abbiamo sempre più paura che il nostro preferito ci possa lasciare. Di certo si capisce che ormai stiamo arrivando a un punto in cui tutti i nodi giungono al pettine, verso la trama che sfocerà nel finale del 2019.

Sono il corvo dai tre occhi
Tra draghi, zombie e pirati, due personaggi sono rimasti un po' in secondo piano, anche se costituiscono il centro della storia. Bran Stark e Sam Tarly, forti dei loro saperi "antichi", hanno in mano le redini della storia. Sam, ormai arrivato alla Cittadella, cerca (in modo non molto appagante) di diventare un Arcimaestro: di notte s'intrufola nella parte proibita della biblioteca, per trovare materiale da inviare a Jon per conoscere come difendersi dagli Estranei. E in questa stagione viene a conoscenza di informazioni che rischiano di ribaltare le sorti di Westeros e dello show: scopre che il vetro di drago è un'arma contro gli estranei e che il sottosuolo di Dragonstone ne è pieno. Proprio questo è il motivo che spinge Jon a scendere a sud e a incontrare Daenerys. Ma non solo. Sam scopre anche che Lyanna Stark e Rhaegar Targaryn si erano uniti in un legittimo matrimonio: e dal suo incontro con Bran a Grande Inverno, scopriamo che Jon non è un bastardo. Si tratta della rivelazione più importante di tutta la saga, che cambia completamente le carte in tavola. Curioso, come ci venga data da due personaggi fuori dai grandi giochi di potere e dalle grandi battaglie.

Momenti cult

- L'incontro tra Daenerys e Jon Snow nella 07x03;
- La prima battaglia con draghi e dothraki nella 07x04;
- La reunion dei fratelli Stark nella 07x04;
- Draghi contro Estranei nella 07x06.

Draghi e pirati
A proposito di battaglie, questa settima stagione è sicuramente densa di azione. Se solitamente l'epica si collocava al nono episodio della stagione, nel 2017 ci sono almeno 4 battaglie da ricordare: il combattimento navale tra le due fazioni di Greyjoy nella 07x02; la prima vera battaglia con un drago a Westeros, seguito da una spettacolare armata di Dothraki, contro i Lannister nella 07x04; draghi contro Estranei nella 07x06; l'attacco alla Barriera da parte degli Estranei nel finale di stagione. Il livello è altissimo. Per ogni sequenza l'attenzione al dettaglio e al particolare è precisissima: e non appena una puntata viene trasmessa, su YouTube il video del backstage e il retroscena di ogni battaglia si aggiunge ai più visti. Dalle comparse agli effetti speciali, la resa è talmente alta che ultimamente è difficile trovare cose del genere persino a Hollywood.

Pensavo che stessi ancora remando
Le aspettative de Il trono di spade stanno di certo andando incontro ai fan: i personaggi più amati sono ancora in vita a combattere per il Trono e per la sopravvivenza contro gli estranei. Di certo D&D stanno molto attenti ai gruppi fandom che circolano su internet: momenti come l'incontro ad Approdo del Re tra Sir Davos e Gendry, personaggio amatissimo che non vedevamo dalla terza stagione e che avevamo lasciato all'interno di una barca a remare, è stato protagonista del web. Su internet i meme dedicati si sono sprecati e anche i creatori sembrano averli notati: è davvero interessante come il fandom de Il trono di spade non sia solo sconfinato ma anche attivo, critico e dinamico; spazia dalle parodie ai meme, passando per una vera e propria analisi critica. Il fandom è ormai attento a qualsiasi piccola incertezza di trama; è difficile da sfamare e vuole sempre essere intrattenuto a dovere, in un crescendo di suspance, ma senza dimenticare la verosimiglianza. Questa stagione è stata molto criticata dai fan, ma allo stesso tempo ha dato agli spettatori tutto quello che hanno sempre desiderato: dall'azione agli intrecci di potere, compresi incontri importanti ed evoluzioni necessarie. Di certo l'hype è ancora ancora alto e la fine di questa stagione accompagnerà con fatica i fan fino al 2019, quando arriverà l'agognato finale.

di Samantha Ruboni
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