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Recensione Silenzio in sala
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E se anche il lupo si innamorasse dell’agnello? Chi sarebbe più stupido dei due? Già dai tempi di Esopo questo binomio non lascia prospettive incoraggianti. Così come non funziona questo New Moon, sequel tanto desiderato, blasonato e chiacchierato del blockbuster Twilight.

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La vicenda illustra l’evolversi della grande storia d’amore tra il vampiro Edward Cullen (Robert Pattinson) e la dolce Bella Swann (Kristen Stewart), umana timida ma determinata. I fatti ricominciano lì dove li avevamo lasciati, cioè nella cittadina di Forks, col suo liceo, i suoi misteri e i suoi splendidi paesaggi. Ma stavolta Bella ed il suo amato non devono solo lottare contro pericoli esterni e malvagi, ma anche contro le loro due nature così diverse.

Bella capisce che lei prima o poi invecchierà, mentre Edward rimarrà sempre algido, e il terrore che lui possa stancarsi di lei ed abbandonarla la tormenta. Dal canto suo, Edward si rende sempre più conto che vivere una vita con lui significherebbe esporre Bella a continui pericoli, da cui non sempre potrebbe proteggerla. Il drammatico incidente che si verifica a casa Cullen nel giorno del diciottesimo compleanno di Bella, fa precipitare le cose: la ragazza si ferisce leggermente un dito, e l’intera famiglia di nosferatu si trasforma subito in un branco di potenziali cannibali. Jasper (Jackson Rathbone), ancora in difficoltà con il controllo della sete in presenza umana, si avventa sulla ragazza, e solo l’intervento di Edward (benché provato anch’egli dalla tentazione) riesce a sventare il peggio.

Ma stavolta Bella ed il suo amato non devono solo lottare contro pericoli esterni e malvagi, ma anche contro le loro due nature così diverse

Compresa la pericolosità e assurdità della loro relazione, Edward decide di lasciare Bella, cambiando città con tutta la sua famiglia. Per proteggere la ragazza, le mente, dicendole che non l’ama abbastanza, e che, in futuro, sarà come se lui non fosse mai esistito. Ma Bella non sopporta il distacco, diviene l’ombra di se stessa, e l’unico che riesce pian piano a farle ritrovare sorriso e calore, è l’amico Jacob (Taylor Lautner), che Bella ritrova molto cresciuto e più misterioso. La loro amicizia si fa sempre più forte, finché Bella non scopre che il ragazzo è in realtà parte di un branco di licantropi, creature votate alla caccia e lo sterminio dei “freddi succhiasangue”.

Jacob e i suoi fratelli lupi salvano Bella dai conti lasciati in sospeso dai Cullen nel primo film. Ma quando, ormai così vicina a Jacob, Bella viene a sapere che Edward la crede morta decidendo di suicidarsi, la ragazza deve fare la sua scelta: abbandonare Jacob e correre a Volterra dall’uomo che ama, ospite dell’antichissima famiglia dei Volturi, unici vampiri in grado di poter uccidere i loro simili. La forza di questo amore li porterà a vincere nuove sfide e prendere decisioni senza ritorno.

Anche in questo caso, come nel primo film, la pellicola rispetta in pieno ambientazioni, scene e citazioni del romanzo, tanto che sembra quasi non essere cambiata la mano alla regia. Ma data l’enorme mole di materiale da portare in vita, era quasi scontato che la trasposizione facesse acqua da qualche parte. Da Chris Weitz, abituato all’adattamento di romanzi di vario genere (La Bussola d’Oro, About a Boy), ci si aspettava una maggiore caratterizzazione di stile, invece di replicare pressoché in assoluto le atmosfere del primo capitolo, quasi con la paura di deludere i fan del primo capitolo. In effetti, e questo è l’enorme limite del film: New Moon potrà sicuramente contare sul nutritissimo numero di twilighters, ma non riuscirà a conquistare nessun altro spettatore in più: molto è lecito e tanto si può scusare, ma assistere ad un crescendo di frasi mielose e di adolescenti eccitati rende il prodotto ai limiti del sopportabile. Il lupacchiotto Jacob, ci viene presentato costantemente mezzo nudo, mentre Edward sembra muoversi all’interno di un spot TV.

Le interpretazioni del cast sono buone, ma non quanto ci si aspetterebbe da un gruppo di attori ormai entrati nel personaggio. La fotografia è sicuramente migliore del precedente capitolo e alcune connotazioni di maggior impatto stilistico ci sono, supportate anche dalla migliore qualità degli effetti speciali. La scena della caccia alla perfida vampira Victoria (Rachelle Lefevre) da parte dei licantropi, è sicuramente spettacolare, per l’alternarsi di slow-motion e fast-forward, salti aerei e meravigliosi colori. O anche lo scontro tra i Volturi ed Edward, connotato da un uso sapiente della lotta acrobatica ed un forte ed elegante contrasto coloristico. Per il resto però, il notevole aumento di budget non ha certo portato i risultati dovuti: gli effetti continuano ad essere poco suggestivi, e la resa digitale degli enormi lupi mannari non è assolutamente credibile. Inoltre, tutta la parte relativa alla genealogia dei Volturi e alla connessione con l’Italia, viene relegata a poche e nient’affatto mitiche scene, che sminuiscono la potenza di questa razza superiore di vampiri, a cui la Meyer ha invece dato piuttosto peso. Neanche le striminzite interpretazioni degli accreditati Dakota Fanning (Jane) e Michael Sheen (Aro), possono evocare del tutto la regalità e l’aura mitologica delle millenarie creature. Sicuramente più vario e avvincente nella storia, questo secondo capitolo ripete esattamente dinamiche e difetti del suo predecessore. Forse era esattamente qui che si voleva arrivare per cavalcare l’onda del fenomeno spianato nel 2008. Se le nuove generazioni non hanno mai letto Shakespeare, e credono che Twilight sia l’espressione dell’amore per antonomasia, speriamo che almeno ciò li porti prima o poi ad approdare sotto il famoso balcone di Verona, piuttosto che sulla piazza di Volterra.

di Angela De Angelis
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