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Recensione Silenzio in sala
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Quando, nel 2001, il veterano del cinema d'avventura per ragazzi Chris Columbus diresse Harry Potter e la pietra filosofale, nessuno poteva immaginare l'impatto che avrebbe avuto la pellicola sul mercato, così come il discreto numero di successivi tentativi di replicare un simile successo. Tentativi tutti andati a vuoto, se escludiamo la saga di Twilight che, tuttavia, non appartiene esattamente allo stesso filone, a differenza di esempi non perfettamente riusciti come La bussola d'oro o Inkheart - La leggenda di Cuore d'Inchiostro.

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Voto Silenzio in Sala: 3.5/5
Voto utenti: 3/5

Percy Jackson - Il ladro di fulmini, trasposizione filmica del primo libro della popolare saga urban fantasy scritta da Rick Riordan, era una scommessa difficile da portare sullo schermo: a fronte di un ottimo potenziale, c’era il rischio di fare la fine di altri recenti film del genere, non disprezzabili ma dal successo molto relativo e insufficiente per giustificare la realizzazione di una serie di seguiti. Chi allora, se non proprio lo stesso regista che ha dato il via a questo genere cinematografico, poteva imbarcarsi nell'impresa, degna di una delle mitologiche dodici fatiche di Ercole?

Gli dei dell'Olimpo sono in subbuglio: qualcuno ha rubato a Zeus la sua folgore olimpica, segno supremo di potere e arma di indicibile potenza. Il padre degli dei è convinto che a compiere il misfatto sia stato un semidio, progenie di Poseidone, che vive fra i mortali. Il dio dei mari, dal canto suo, è convinto dell'innocenza del figlio, che vive la sua vita come un normale teen-ager americano, ignaro dei poteri divini che scorrono nel suo sangue. Ma Zeus non vuole sentir ragioni: se non riavrà i suoi fulmini entro due settimane, sarà guerra: una guerra capace di sconvolgere cielo e terra, l'Olimpo come il mondo dei mortali. Una volta che tra gli dei si sparge la voce che il figlio di Poseidone ha con sé un'arma così potente, molti vogliono metterci le mani sopra, tra cui Ade, dio degli inferi e fratello di Zeus e Poseidone. Incalzato da creature mitologiche di ogni sorta, il giovane Percy Jackson, novello semidio, si imbarcherà in un'avventura alla scoperta delle sue origini e volta a scongiurare una devastante guerra divina.

Il paragone fra le avventure di Percy Jackson e quelle di Harry Potter risulta abbastanza immediato visti i diversi punti in comune delle saghe filmiche dalle quali sono tratti.

Il padre degli dei è convinto che a compiere il misfatto sia stato un semidio, progenie di Poseidone, che vive fra i mortali

Pur con le dovute differenze: mentre quello della Rowling è un mondo fantasy che trae ispirazione dal folklore nordico e anglosassone, qui il materiale di riferimento è il mito ellenico, trapiantato in terra statunitense. Le avventure di Percy, ad ogni modo, potrebbero effettivamente colmare il vuoto che presto si andrà a creare una volta conclusa l’epopea del maghetto occhialuto. In Percy Jackson la trama è avvincente e i personaggi ben studiati, essendo ricalcati sugli originali classici, ma rivisti spesso in chiave moderna, e accompagnati da figure originali molto carismatiche. Gli stessi rapporti tra i personaggi sono assai interessanti: pur partendo dalle premesse classiche, si arriva ad arguti parallelismi col mondo moderno che non ci si aspetta di trovare in un film del genere (un esempio per tutti: la geniale rappresentazione del rapporto di coppia fra Ade e Persefone).

Columbus si conferma maestro del genere, confezionando un'avventura divertente, piena d'azione e senza momenti di stanca. La ben ritmata sceneggiatura alterna momenti leggeri (e forse anche un po’ ingenui) ad altri che propongono spunti ben più profondi, appoggiandosi molto sulla bravura degli interpreti e la loro interazione con i numerosi effetti visivi. I tre semidei protagonisti (Percy – figlio di Poseidone, interpretato dall'astro nascente Logan Lerman –, Annabeth – fiera figlia di Atena, con il corpo e volto dell’espressiva Alexandra Daddario – e Luke – sveglio discendente di Hermes, portato sullo schermo dal giovane Jake Abel), nonché il coraggioso satiro protettore Grover (l'estroso Brandon T. Jackson) riescono subito a far breccia nel cuore degli spettatori, con cui sviluppano un'empatia immediata. Ma stupiscono anche i personaggi secondari come i componenti del pantheon divino o le altre creature mitologiche del film: Pierce Brosnan in una delle sue migliori interpretazioni, appare nei panni del saggio centauro Chirone; Uma Thurman ci regala una Medusa moderna, dal fascino magnetico e dall’inquietante bellezza; Rosario Dawson è una splendida e seducente Persefone; e i tre dei maggiori dell'Olimpo, Zeus, Ade e Poseidone, sono inaspettatamente convincenti anche in veste umana e abiti “civili”, grazie alla maestria di tre attori come Sean Bean, Steve Coogan e Kevin McKidd.

La messinscena visiva è al livello delle aspettative: niente di innovativo o particolarmente esaltante (certe acrobazie con le funi nascondono un gusto alquanto artigianale che Columbus conserva, nonostante non disprezzi nemmeno le ultime tecnologie) ma lo spettacolo è garantito, e il design delle creature mitologiche (godetevi la caratterizzazione grafica degli inferi), come i loro combattimenti, sono ottimamente realizzati. Un film da non perdere, dunque? Se siete appassionati del genere e in debito di ossigeno per colpa della snervante attesa per i capitoli conclusivi di Harry Potter, sicuramente sì. Per tutti gli altri, rimane un film molto piacevole e realizzato con accuratezza, seppure lontano dal poter essere considerato una vera e propria epica indelebile.

di Marco Papaleo
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